CETERUM CENSEO CARTHAGINEM DELENDAM ESSE ….

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Aprile, 2020 @ 9:43 am

Detto altrimenti: quando hai un’idea fissa in testa ….      (post 3851)

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La frase è famosa: “E alla fine vi dico che Cartagine deve essere distrutta”. La pronunciava il senatore romano Marco Porcio Catone detto il Censore, ininterrottamente per un decennio dal 157 fino al giorno della sua morte avvenuta il 149 a. C., al termine di ogni suo discorso nel Senato romano, anche se nella riunione si era discusso di tutt’altro. E noi, oggi, quando vogliamo sottolineare l’irrinunciabilità di una nostra posizione contraria o “distruttiva” di una certa situazione, spesso utilizziamo l’espressione al nominativo: Delenda Cathago! Magari con un bel punto esclamativo nell’intonazione della nostra voce.

Deleta Carthago (146 a. C.)

Che c’azzecca questo riferimento? Scialla raga, c’azzecca, c’azzecca e come, perché mi viene bene per ribadire una mia convinzione, e cioè che “inoltre, ribadisco che occorra definire subito quale modello di società e di UE vogliamo costruire dopo il COVID-19”. Più volte infatti ho scritto che occorre rimettere in fila le priorità e usualmente mi riferivo alle priorità di spesa e di investimenti: ad esempio, è “più prioritario” continuare ad acquistare i cacciabombardieri F35 oppure riservare quella finanza per non gravare i cittadini di patrimoniali, riduzioni di pensioni o di welfare? Oggi invece vi parlo di un diverso tipo di priorità, quella della logica conseguenziale dei ragionamenti.

Le strisce! Regaliamole le strisce!

Dice … “ma piano piano vedi bene caro blogger che si sta cercando di ridisegnare il dopo virus!” Si raga, ma lo si sta facendo con un procedimento mentale “al contrario”. Mi spiego. Si parte dai tanti interventi sul campo (intendiamoci bene: assolutamente strategici, cioè indispensabili e insostituibili); per poi “risalire” a come finanziarli; per poi “risalire” ulteriormente a quale soggetto (quale UE) sia necessario per poter finanziare il salvataggio, la ricostruzione e la riconversione del sistema; per realizzare (ed ecco l’ultima risalita!) un nuovo (quale?) modello sociale, politico ed economico. Vedete bene che oggi, partendo dall’attuale punto di partenza scelto ed utilizzato per la nostra corsa ad ostacoli, siamo arrivati ad un punto di arrivo che invece, concettualmente, avrebbe dovuto essere il vero punto concettuale di partenza di ogni percorso mentale: quo vadis, UE? Dove vai, UE? Meglio: ti accorgi dove stai andando, UE? Infine, più correttamente, con una traduzione sempre meno letterale ma sempre più significativa: dove vuoi che vada la tua UE, amico lettore? Delenda UE o corroboranda UE?

Io sono per corroboranda UE!

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