FUNIVIA: UN’UTOPIA, CIOE’ UN OBIETTIVO SEMPLICEMENTE NON ANCORA RAGGIUNTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Agosto, 2020 @ 6:30 am

Detto altrimenti: un mio intervento sulla stampa locale     (post 3999)

Egregio Direttore, faccio seguito all’intervento di Enrico Negriolli contro l’idea-progetto della Funivia Trento-Monte Bondone su l’Adige del 27 scorso.

Negriolli afferma che nulla sarebbe cambiato rispetto al passato al punto tale da giustificare l’opera. Innanzi tutto è cambiato e sta ancora cambiando il clima, per cui disporre di “dislivelli” ai quali posizionare se non altro strutture come asili nido, asili, ricoveri per anziani è sicuramente una preziosa risorsa da utilizzare. E’ cambiata la percezione dei cittadini per cui “andare in Bondone” non è più principalmente “andare a sciare” bensì “recarsi nel meraviglioso parco naturale cittadino in quota”. Sta cambiando la percezione “urbanistica” della città da parte dei cittadini, i quali correttamente richiedono un uguale trattamento in termini collegamento con il centro città, di marciapiedi, di aria pulita, di allacciamento alla rete metanifera, di eliminazione del rischio da autobotti cariche di gasolio che scivolano e possono ribaltarsi su una strada innevata. Un altro cambiamento è rappresentato dalle direttive UE in merito alla sostituzione del trasporto su gomma con trasporto su acciaio o via cavo, nella prospettiva di azzerare le emissioni inquinanti entro il 2050. E’ cambiata (aumentata) la necessità di riparare i danni di una pesante pandemia con investimenti che rilancino la funzionalità della città. E’ cambiata (aumentata) la disponibilità (una tantum) delle risorse finanziarie (i recovery fund) e non sarebbe condivisibile non approfittarne per lasciare un plus alle future generazioni. Sta cambiando (aumentando) profondamente l’età dei turisti i quali stanno diventando cicloturisti su biciclette a pedalata assistita e non sarebbe condivisibile non sfruttare questa occasione. E’ cambiata la concorrenza della vicina Austria, che ha già in rete 15 funivie per 700 km di ciclo discese, con enormi ritorni in termini di incremento turistico. E’ cambiata (diminuita) la funzione sciistica del Monte Bondone stante l’andamento del clima e la concorrenza di una stazione sciistica ben più dotata (la Paganella), per cui occorre rivalutare il “dislivello Bondone” ed il suo “essere città” anche e soprattutto nelle altre stagioni.

Quanto agli aspetti finanziari (chi ci mette i soldi per realizzare l’opera), non ci sono solo i soldi della PAT: ci sono anche quelli dell’UE e quelli dei privati (in particolar modo in caso di Project Financing).

Quanto poi al problema del temuto passivo economico, osservo che le opere pubbliche hanno tre risultati economici: quello di bilancio; quello della qualità della vita dei cittadini; quello dell’indotto economico generato nel sistema. A parte che la funivia sarebbe “mobilità” e quindi potrebbe bene essere inserita nella gestione complessiva della mobilità cittadina, sosta compresa, avvalendosi in tal modo, come è previsto dalla legge, dei surplus di una sua componente per far fronte alle esigenze di un’altra sua componente, sempre nello stesso settore.

Concludo: l’approccio corretto alla materia è di tipo general management e zero base budget, ovvero sia a livello mentale che organizzativo-progettuale-gestionale occorre mettere sul tavolo tutte (tutte) le singole componenti e – ripartendo da zero – valutare se e come oggi (e non ieri) riusciamo a delineare tutte (tutte) le diverse possibilità realizzative su tutti (tutti) i piani: tecnico, finanziario, economico ed aggiungo anche “strategico per il futuro”, aspetto quest’ultimo che parrebbe sfuggito alla penna di Negriolli. Starà poi alla nuova Politica cittadina decidere come procedere, magari attraverso un Sindaco Commissario Straordinario come è stato fatto con successo per il nuovo ponte di Genova.

Riccardo Lucatti, candidato Piutrentoviva alle prossime comunali…

… insieme a Elisabetta Zanella …
… a sostegno del candidato Sindaco Franco Ianeselli