INCONTRI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Gennaio, 2021 @ 6:06 am

Detto altrimenti: Dr.ssa Alessia Zenatti  (post 4545)

Riprendo con questo post la serie di “Incontri” con persone che hanno qualcosa di significativo da dirci. Mi sono deciso a intervistare la dr.ssa Alessia Zenatti su un tema che spesso è trascurato, e cioè uno degli effetti negativi della didattica a distanza: quello dei danni fisici (e non solo) derivanti da un eccessivo utilizzo del computer da parte degli “studenti da casa”, vittime della didattica a distanza. Già, perché anche questo è un “regalo” che la pandemia ci sta facendo.

E dire che se invece di acquistare i banchi con le rotelle ci si fosse preoccupati di adeguare il sistema del trasporto scolastico questo danno sarebbe stato evitato.

Dottoressa, cosa l’ha spinta a sottolineare questo aspetto?
Il 2020 è stato un anno di forti cambiamenti la maggior parte dei quali ha avuto enormi ripercussioni in particolare sugli adolescenti, costretti per ragioni prudenziali a seguire la didattica a distanza, e pertanto costretti per gran parte della giornata di fronte a uno schermo. Questo fatto rischia di danneggiare il loro organismo. Infatti, adottare posture scorrette a scuola è purtroppo un fatto già comune e dannoso: problemi di carattere posturale sono diffusi tra gli studenti, soprattutto a causa del peso dei libri, degli apparati elettronici e della mancata attenzione da parte loro alla corretta postura. Questi aspetti sono ingigantiti nella didattica a distanza.

Ma il danno è solo fisico?
In aggiunta alla scorretta postura, l’energia e l’attenzione diminuiscono, e lo stress psicologico ed emotivo a cui sono sottoposti (basti pensare alla mancanza di socializzazione coi compagni di classe) risulta essere maggiore. Studi effettuati riportano anche che i livelli di aggressività aumentano se una persona è esposta numerose ore al giorno di fronte a un apparato elettronico, sia esso un computer, un tablet o un telefono.

Secondo lei, si sta affrontando adeguatamente il problema?
Molteplici i problemi che coinvolgono la didattica a distanza, altrettanto molteplici  sono le soluzioni e le misure che si possono adottare per evitare che questi effetti si presentino e che a lungo andare possano avere ripercussioni negative sulla vita dei ragazzi.

Può essere più dettagliata?
Per quanto riguarda la postura è importante che le ore che gli studenti passano di fronte a un computer per ragioni scolastiche vengano alternate da pause, preferibilmente ogni ora, in cui i ragazzi possano alzarsi dalla sedia, muoversi, portando maggiore attenzione a schiena, collo e arti, e tornare alla postazione di studio. È molto importante aumentare la flessibilità e la mobilità del corpo per evitare che a fine giornata i ragazzi presentino dolori alla schiena, alla testa o mancanza di energia. Muovere il proprio corpo aiuta a livello fisico, a tenere in attività i muscoli e migliora il benessere psicologico. Di grande importanza è anche la posizione adottata: è opportuno studiare seduti su una sedia con schienale e preferibilmente braccioli con la schiena dritta in modo da attivare gli estensori della colonna vertebrale e con i piedi ben poggiati sul pavimento. È bene che la testa rimanga dritta e che il dispositivo elettronico su cui si segue la lezione sia posto a livello degli occhi.

Occorre intervenire anche sull’alimentazione?
L’idratazione è molto importante: bere frequentemente durante la didattica a distanza permette ai dischi tra le vertebre della spina dorsale di rimanere funzionali, evitando (a causa di postura scorretta e forza di gravità) possibili ernie o protrusioni discali. Il corpo tuttavia è ben più complesso: stress fisici, psicologici ed emotivi contribuiscono a creare blocchi nell’organismo che non permettono ai ragazzi di rendere al massimo delle loro potenzialità.

E’ utile rivolgersi a specialisti nel settore giova alla loro salute, e in particolare a chi?
Prendiamo in esame tre categorie di professionisti sanitari: fisioterapisti, osteopati e chiropratici.
I fisioterapisti si occupano della riabilitazione di parti del corpo che presentano disabilità psicomotorie o motorie, sotto diagnostico di un fisiatra.
Gli osteopati svolgono manipolazioni legate a tutte le strutture del sistema locomotore (fasce, legamenti, ossa ecc.) per ristabilire la funzione dell’organismo.
I chiropratici  svolgono aggiustamenti specifici alla spina dorsale per rimuovere blocchi che agiscono sull’organismo come interferenze e non permettono la corretta funzionalità del corpo. La chiropratica si basa quindi sul trattamento di disturbi di carattere neurologico e muscolo-scheletrico causati da sublussazioni (blocchi) vertebrali, spesso causati da stress (fisico, chimico e psicologico) e che provocano effetti nel resto dell’organismo (mal di testa, torcicollo, sciatica ecc.).

Grazie del chiarimento e della sua disponibilità. Da ignorante (= uno che ignora) della materia, nella mia vita – causa molto sci – ho avuto necessità di avvalermi solo del primo livello di aiuti e cioè di ottimi fisioterapisti. Credo invece che oggi gli “studenti da casa” potrebbero forse essere meglio aiutati dai professionisti “successivi” nella scaletta da lei indicataci. Per maggiori informazioni https://www.chiropraticatrento.net/