IO VOTERO’ “NO”
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Febbraio, 2026 @ 2:08 pmA quelle già espresse aggiungo altre motivazioni che sono alla base della mia decisione. Chi voterà “SI” afferma che occorre superare una pretesa politicizzazione della magistratura, in quanto è divisa in correnti “politiche”. A loro sottopongo alcune sottolineature:
- Potere Legislativo. Quasi sempre è svuotato del suo ruolo istituzionale a causa dell’elevato utilizzo dei decreti; segue le indicazioni politiche della maggioranza politica; evita il dialogo parlamentare con le minoranze, il quale invece – a favore del l’intero paese – potrebbe arricchire di contenuti concreti ogni decisione, come dovrebbe accadere in una democrazia parlamentare tale non solo nella forma ma anche nella sostanza. Ai sostenitori del SI mi viene quindi da dire: “Medice, cura te ipsum”! (Medico, cura te stesso!).
- Potere Esecutivo: di fronte ad atti di violenza su cose e persone compiuti da gruppi di delinquenti, essendo stato vigliaccamente aggredito e ferito un poliziotto già a terra (!) la PcM ha affermato: “E’ tentato omicidio!” volendo suggerire politicamente alla magistratura il capo di imputazione. Inoltre, questa parte politica esige che sia posto il controllo sulla magistratura, ma cerca di alleggerire il controllo sulla propria azione oggi esercitato dalla Corte dei Conti: “Pondus et pondus” (due pesi, due misure, una per comprare, una per vendere).
- Potere Giurisdizionale – unico fra i tre poteri dello stato – è costituito da persone che hanno studiato, superato concorsi, maturato esperienze sul campo: verrebbe “controllato” dal voto determinante di persone che si trovano in quella posizione a seguito dei risultati di elezioni politiche, il che non garantisce che abbiamo la competenza per comprendere e tanto meno valutare l’operato degli specialisti che pretendono di controllare: Quis cutodiet ipsos custodies? Ma quelli, i controllori, chi li controllerà (se non la politica stessa. N.d.r.)? Così dopo oltre 2000 anni riscriverebbe Giovenale!
Mi sono riferito alla funzione “controllo” perché è il termine usato dallo stesso Ministro della Giustizia: “La magistratura oggi è senza nessuno che la controlli”, dimenticando che per la nostra Costituzione, quella oggi in vigore e che sarà tale anche al momento del voto sul referendum, prevede che la magistratura sia soggetta solo alla legge.
Riccardo Lucatti, Trento.


















