UN FUTURO PROGETTUALE TERRITORIALE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Aprile, 2026 @ 1:48 pmSulla necessità di trasformare la nostra Autonomia in una Autonomia Progettuale, mi rifaccio ai miei numerosi recenti miei interventi sul ilT che in parte qui riprendo, mirati tutti a sollecitare lo sviluppo di una progettualità territoriale autonoma, ad ogni livello. Mi riferisco poi a quanto affermato dall’ex Presidente della Provincia Lorenzo Dellai nell’intervista su ilT del 2 aprile e all’opinione dall’ex sindaco di Aldeno Nicola Fioretti sull’edizione del 4 aprile dello stesso quotidiano in merito alla funzione (a mio avviso strategica, cioè indispensabile e insostituibile) di una progettualità territoriale e nuova rispetto al passato. Su detta materia, noi di Italia Viva da anni insistiamo in analoga direzione affrontando il problema – fra i tanti – da due punti di partenza diversi ma assolutamente concreti e convergenti: 1) la necessità di riformare il Rapporto di Autonomia fra la Provincia e i Comuni; 2) l’opportunità di trasformare un Progetto Locale (un caso per tutti: la nuova cabinovia Trento-Monte Bondone) in un Progetto Interregionale, il che comporta la necessità di inserire nel progetto di riforma dell’Autonomia di cui al precedente n, 1 anche il soggetto Regione. Siamo ben lontani, quindi, dalla riduzione dell’Ente Regione a terreno di spartizione di un potere politico avulso di contenuti.
Sul primo punto, quello “comunale”, occorre riunire in capo allo stesso soggetto il potere (e la disponibilità finanziaria, oggi soprattutto in capo alla Provincia) alla responsabilità (della gestione e dei risultati, oggi troppo spesso ricadente in capo ai Comuni) in particolar modo in presenza di una Provincia che ha chiuso il bilancio annuale con un forte avanzo finanziario. Occorre infatti passare dalla politica comunale che prende le mosse dalle coperture finanziarie (con quello che riceve dalla Provincia, quante sono le esigenze il Comune riesca a soddisfare) a quella che inizia dai fabbisogni (a fronte di tutte le esigenze del Comune, quante risorse – tramite la Provincia – competano al Comune): infatti, se Cristo si è fermato ad Eboli, l’Autonomia non può fermarsi il Provincia! Ciò vale soprattutto per Trento, il Comune Capoluogo il quale, a parte la concentrazione di iniziative e istituzioni fondamentali per l’intera provincia, di giorno raddoppia il numero di presenze per l’ingresso dei lavoratori pendolari. Vi sono poi Comuni capoluogo delle Comunità di Valle, (fra i quali cito quello che detiene il primato provinciale di presenze turistiche: Riva del Garda): questi Comuni hanno necessità particolari di gestione e di accoglienza che altri Comuni non hanno, quale, ad esempio, la fornitura di alloggi accessibili per i molti lavoratori pendolari indispensabili alla stagione agricola o turistica. Infine, per i Comuni minori occorre passare dalla “politica con il cappello in mano” a quella di uffici provinciali tecnici strumentali rispetto alle iniziative progettuali nate nella periferia dell’attuale potere centrale provinciale, ovviamente dallo stesso finanziate in funzione anch’essa strumentale e non di governo top-down. Una considerazione di carattere generale: crescita e decrescita sono al contempo causa o effetto rispettivamente di decentramento e accentramento. Semplificando: chi vuole crescere, deve decentrare; chi decentra, cresce. Analogamente, all’opposto, operano accentramento e decrescita.
Sul secondo punto, quello “interregionale”, sempre rimanendo sul piano della concretezza che contraddistingue il nostro modo di “essere nella Politica”, da anni stiamo suggerendo l’idea che la nuova cabinovia Trento-Monte Bondone sia la prima pietra di un nuovo prodotto turistico/economico, il Trentino Bike Safari, in analogia a quanto attuato da anni in Austria con il Tirol Bike Safari, progetto che ha messo in rete 750 km di ciclo discese, attirando masse di ciclo turisti e ciclo escursionisti anche nelle due Stagioni Belle, cioè in Primavera e Autunno. Il Progetto Trentino dovrebbe quindi allacciarsi ad un analogo Progetto Alto Atesino, dando vita al Trentino Alto Adige Bike Safari io quale si dovrebbe collegare all’esistente Tirol Bike Safari dando vita ad una Euregio Bike Safari! Questo progetto allargato comporta necessariamente l’attivazione dell’Ente Regione, sulla base dell’individuazione di nuove specifiche competenze anche operative soprattutto in ambito relazionale operativo. Anche in questo caso si tratterebbe di “crescita per decentramento” (di un progetto).
So che ci sono ben altri temi sui quali ragionare e che ben più profondo deve essere l’approfondimento delle idee sopra accennate, ma questo nostro modo di concepire, progettare, diffondere e sollecitare una nuova, diversa e concreta progettualità fa anch’esso parte del nostro citato modo di ”essere nella politica” in quanto ci sentiamo soggetti attivi per la realizzazione del Bene Comune che, secondo la definizione di Don Lorenzo Guetti, è quello “alla cui realizzazione tutti hanno contribuito personalmente sin dall’inizio”. Questo nuovo modo di sviluppare singoli progetti può essere attuato immediatamente e costituire la base sulla quale riformare i Rapporti di Autonomia fra gli Enti Pubblici Territoriali interessati: prima (del tutto legittimamente) di fatto e dopo legislativamente anche sotto il profilo formale. Queste mie idee sono un’utopia? Certo, solo che l’utopia è un progetto molto ambizioso semplicemente “non ancora” raggiunto.
Riccardo Lucatti, SiTrento / Responsabile Tavolo di Lavoro Finanza ed Economia mista Italia Viva Trento – 4 Aprile 2026


















