Il 15 APRILE IN VISTA DEL 25 APRILE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Aprile, 2026 @ 3:58 pm

“il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclama l’insurrezione generale, ordinando ai partigiani di attaccare i presidi nazifascisti prima dell’arrivo degli Alleati. Questa data simboleggia la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, la fine dell’occupazione tedesca e la caduta del regime fascista.”

Noi, qui, a Trento, nella Sala Falconetto del Palazzo Geremia, ieri 15 Aprile ad ore 17,30:
Alfonso Masi, lettore; Luciano Maino (fisarmonica e voce):
lettura di molte poesie “sul” 25 Aprile e anche di alcune “nel” 25 ovvero, scritte “durante” ìl pre-25 Aprile.
Pregevoli anche gli intervalli canori e musicali.
Resistenza, soprattutto come incubatrice della nostra splendida Costituzione, nata dal confronto di tutte le aree politiche e non dalla imposizione di una parte sulle altre.
Mi sono intrattenuto brevemente con Alfonso e Luciano. Ho anche scambiato qualche parola con il Presidente ANPI, sollecitandogli il ricordo di un mio concittadino, “Bisagno” nome di battaglia del capo partigiano genovese ALDO GASTALDI (foto), comandante della Divisone Cichero, morto a Desenzano sul Garda una circostanza particolare, dopo avere garantito il rientro da Genova Riva del Garda Alpini trentini che avevano combattuto al suo fianco.
A Genova è stato intitolato a lui Viale Gastaldi, sul quale si affaccia l’allora casa fascista delle torture, la famigerata “Casa dello Studente” .

Da internet:
“Aldo Gastaldi morì il 21 maggio 1945 per un banale incidente avvenuto nei pressi di DESENZANO lungo la strada che costeggia il lago di Garda: di ritorno da RIVA DEL GARDA, ove aveva voluto accompagnare alle loro case alcuni ALPINI DEL BATTAGLIONE VESTONE passati nelle file della Resistenza, Bisagno, per una brusca e improvvisa manovra dell’autista, cadde dal tetto della cabina del camion su cui era salito, finendo per essere mortalmente travolto dalle ruote del veicolo. Una morte assurda e beffarda per chi, nei venti mesi di lotta partigiana, aveva sfidato mille volte il pericolo, dando prova di un coraggio e una tempra morale fuori dal comune. Una morte la cui dinamica è attestata dalle indagini dei carabinieri di Desenzano e dalla testimonianza, depositata nell’Archivio dell’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, del partigiano che gli era accanto al momento della tragedia, insieme ad altre dichiarazioni coeve e relative a quell’incidente”.

F.to da me, genovese residente a Trento da 40 anni, Sottotenente di complemento (1969-1970) e molti anni dopo il congedo promosso Tenente della Brigata Alpina Tridentina