METROBIKELAND
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Aprile, 2026 @ 12:46 pmMia lettera odierna al ilT quotidiano, Trento
Egregio direttore, prendo lo spunto dalla lettera di Giuliano Poier (ilT 28 Aprile), presidente di un comitato in favore della ferrovia Valle di Cembra. Mi sono espresso più volte anche sul Suo giornale nella stessa direzione che poi è quella di creare “reti” in ogni settore, e ciò vale a maggior ragione nel settore della mobilità (salvo non considerare le reti ciclabili e le reti ferroviarie in antitesi, bensì complementari).
Un esempio di rete, potrebbe essere quello della rete delle aree di sosta a pagamento di tutti i comuni del Trentino, lasciando ogni Comune libero di stabilire orari e tariffe e l’utente (residente o turista) libero di utilizzare e ricaricare un’unica carta parcheggi presso ogni Comune. Altri esempi: la rete delle piste ciclabili di fondo valle (da completare) da connettere con una seconda rete ciclabile, quella delle ciclodiscese da realizzare sull’esempio dei 750 km di ciclodiscese del Tirol Bike Safari: il progetto trentino potrebbe prendere l’avvio in occasione della realizzazione della nuova cabinovia Trento-Monte Bondone, dando vita ad una Bikeland progressivamente a livello provinciale, regionale, interregionale.
E vengo a Metroland, la rete di fondo valle delle ferrovie a scartamento ridotto ipotizzata già nel 2011 dall’allora Presidente della Provincia Lorenzo Dellai. La temuta possibile crisi energetica e dei settori economici in genere; la necessità/possibilità di incrementare il turismo solo nelle due “stagioni belle” (Primavera e Autunno); il forte sviluppo del cicloturismo dovuto alla grande diffusione delle biciclette a pedalata assistita, sono i fattori che oggi inducono a riprendere questo discorso e a “mettere in rete” le tre citate reti. In particolare, il progetto rete ferroviaria andrebbe completato dal punto di vista del fabbisogno finanziario, la cui copertura potrebbe essere assicurata dalla “messa in rete” di tutte le possibili fonti di copertura, pubbliche e private, di capitale e di debito: ma questa è un’altra storia.
Nel frattempo occorre verificare che singoli progetti stradali eseguiti lungo le possibili nuove linee ferroviarie non creino ostacoli e aggravio di costi all’auspicata posa dei binari.
Riccardo Lucatti, Italia Viva Trento


















