FILOSOFIA DELLA DEMOCRAZIA E DELL’AUTONOMIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Luglio, 2026 @ 3:28 pm

Filosofia, amore della conoscenza e del perché delle cose. Non sono un filosofo ma – abituato da sempre a ricercare il perché di ogni cosa – mi sono scoperto “socratico” cioè come persona che “sa di non sapere”.
– Un esempio: so di non sapere perché l’attuale governo romano vuole una nuova legge elettorale che preveda un forte “premio maggioranza” e quindi mi sono domandato il perché. La risposta mi è arrivata da un famoso giurista filosofo del diritto, Hans Kelsen, per il quale un sistema democratico si fonda necessariamente su una legge elettorale proporzionale. Al fine di valutare qualsiasi proposta (ad esempio: lo stravolgimento di tale legge, n.d.r.), Kelsen suggerisce di adottare un metodo: enfatizzare alla massima potenza gli effetti di una legge elettorale fortemente maggioritaria. L’ho fatto e la mia “convinzione democratica proporzionale” ne è uscita rafforzata.

Quanto all’Autonomia (Speciale Amministrativa) riservata alle Regioni ed alle Provincie a statuto speciale mi sono posto una analoga domanda, anche questa di metodo: perché l’Autonomia (con le relative risorse finanziarie) si è fermata in capo alla Provincia di Trento la quale chiude il bilancio annuale con un forte avanzo finanziario che incrementa ulteriormente il già elevato saldo del suo conto bancario, mentre molti “suoi” Comuni fanno fatica a soddisfare le proprie esigenze o addirittura chiudono il bilancio in rosso? La risposta è semplice: questa particolarità è dovuta alla mancanza di una diffusa “filosofia dell’Autonomia”, carenza questa che non fa insorgere la popolazione contro un fatto aberrante: la separazione del potere finanziario (che resta in capo alla Provincia) dalla responsabilità (dei risultati non raggiunti) che viene lasciata “scivolare” sulle spalle dei Sindaci dei comuni.
– Un primo esempio: la sicurezza nelle città viene richiesta ai Sindaci, mentre fa capo istituzionalmente allo Stato e all’Ente locale che con lo Stato interloquisce, cioè alla Provincia.
– Un secondo esempio: si discute se quotare in borsa Dolomiti Energia SpA, mentre si dovrebbe discutere di tutt’altro argomento, cioè come realizzare un suo importante aumento di capitale attraverso i Comuni, ai quali la Provincia deve fornire la finanza necessaria a tal fine.

Chiudo con una considerazione che mi auguro possa aiutare la comprensione del ragionamento che sto cercando di esporre: se Cristo si è fermato ad Eboli, l’Autonomia (Speciale Amministrativa) non può e non deve fermarsi in Provincia: occorre quindi una evoluzione del pensiero autonomistico: la Riforma del Rapporto di Autonomia Provincia/Comuni.

Riccardo Lucatti – Italia Viva Trento