TRENTO DA…LEGGERE

pubblicato da: Mirna - 28 Febbraio, 2012 @ 12:12 pm

L’Angolo-Papiro si sta ampliando ed arricchendo.

Lunedì 20 febbraio eravamo in nove compreso Andrea,  l’Editore di Trento Blog.

Un’abbondante ora a parlare di libri e di esperienze legate alla Lettura e naturalmente alla Vita. 

 Dal blog di una  giovane mamma come  Stefania che ha titolato i suoi racconti veri con un’immagine presa da Il piccolo Principe,  cioè La scatola con la pecora, al racconto affascinante di Francesca  che,  dalla Bolivia e dalla Colombia dove si occupa con l’associazione Yaku dei probemi legati all’acqua e alla sopravvivenza, è ritornata tempo fa  sui sentieri montuosi  del nostro Trentino in compagnia di uno sciamano. Per comprendere meglio i messaggi della Natura, per  non lasciarci soffocare da cortine illusionistiche di consumismo e  indifferenza.

Maria Bona affascinata ha voluto subito questo libro di cui ho parlato tempo fa. Cercatelo nell’archivio digitando il titolo o Francesca Caprini.

“La Visione dell’Acqua. Un viaggio dalla cosmogonia andina all’Italia dei beni comuni” edito dalla casa editrice Nova Delphi Libri e curato da Yaku. E’ un lavoro di ricerca collettivo con l’introduzione e una poesia inedita che Eduardo Galeano, uno dei più grandi poeti e scrittori contemporanei, ci ha voluto regalare. 
 
Tra un caffè e un cappuccino le idee  e  i pensieri correvano veloci. Dalla mia presentazione di alcuni libri  ai commenti di Maria Grazia e Daria sulle  ultime letture.
Nuovi progetti intanto arrivavano alla mente vulcanica di Andrea Bianchi  e le nostre voci si alzavano e correvano con allegria ed entusiasmo.
Ve ne parleremo.
Il Libraio, psicologo e naturalmente  grande Lettore, talvolta  partecipava  rispondendo  alle nostre domande sui libri più venduti o  sul perchè in Italia non era stato pubblicato nulla della  Némirovsky  fino al 2004 nonostante la sua fama in Francia.
 
I libri sui tavolini venivano sfogliati, accarezzati come si dovrebbe fare sempre…in essi ci sono  la vita e l’immaginazione di altri che ci viene regalata per arricchirci, consolarci, divertirci.
 
Parlando della protagonista de L’inconfondibile tristezza della torta al limone ho citato un’altra bambina di un bellissimo romanzo, la piccola  Scout de Il buio oltre la siepe.

  Ebbene :  Francesca lo sta leggendo in questi giorni e lo adora! Non c’è niente di più gratificante che condividere  le stesse emozioni!

   Questo ed altro ci regala un Angolo-Papiro in un ridente caffè pieno di libri!

Vi aspettiamo lunedì 5 marzo, ore 17,30.

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10 commenti
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  1. Se tutto va bene lunedì ci sarò!!!! Non vedo l’ora!!!! Ho finito Un inverno con Baudelaire e ho cominciato le Quarante Porte , ambedue legati a te Mirna. Mi piacerebbe parlare lunedì.
    @Camilla. Ti penso e spero tu sia ormai in ripresa. Un abbraccio!!!

  2. Da GRAZIA : “LA CITTA’ DEI LADRI “, l’autore è David BENIOFF. Un libro di formazione. Racconta dell’inverno del 1942 e di Leningrado assediata dai tedeschi. Gli orrori della guerra, la terribile fame, il freddo, non riescono a rendere meno piacevole la lettura del racconto dell’amicizia di Lev e Kolja, diciassette e vent’anni. Riescono a ridere e a parlare di letteratura, di poesia, uno di loro racconta episodi di un libro che scriverà, e poi di donne, di amore. Invece di sentirsi tesi e inorriditi dalle brutture raccontate, ci si diverte alle battute e alle sbruffonate dei due che in pochi giorni diventano amici e che più diversi non potrebbero essere. Davvero molto bello, da leggere se non lo conosci. È uscito recentemente nelle edizioni tascabili Beat. Sono rimasta là seduta a finirlo, circondata dai gatti che in quel luogo non mancano mai (- in riva al mare -) e da altri escursionisti. La sera avevo una mascherina rossa sul naso e sugli zigomi, la prima abbronzatura dell’anno.

  3. Spero anch’io di essere presto ad un angolo Papiro!!! Ciao a Raffa e Grazia.
    Ieri ero schiacciata dal lavoro ed incapace di proseguire ed allora mi sono incamminata per le stradine dell’orto botanico di Chiavari, un luogo incredibilmente incantato dietro casa e vicinissimo al caos cittadino. Atmosfere primi ‘900, un tempietto pompeiano (con foto-documenti dei frequentatori di un secolo fa), una torretta-rudere, una cascata e delle grotte. Tutto pieno di piante provenienti da tutto il mondo. Eravamo in tre, io, una mamma e la sua bambina. Nel silenzio – incredibile, considerata la vicinanza alla piazza centrale – ho sentito la mamma che diceva: “vedi come sarebbe bello venire qui durante il giorno con un buon libro e sedersi nella natura…” Ho subito pensato a che grande fosse questa mamma (cito anche il commento di Maria Teresa!!). E vorrei ringraziare pubblicamente la mia per avermi tramandato l’amore per la lettura e per l’apprendere: a 360 gradi.
    Merci, maman!!

  4. IL GIARDINO COME SPAZIO INTERIORE di Ruth Amman, architetto e psicoterapeuta, in questo immaginifico libro ci porta non solo in giardini grandi, piccoli, lontani o vicini, ma ci spiega la corrispondenza del giardino con il nostro spazio interiore, con il giardino dell’anima. Da curare entrambi, come fonte di energia, come porta d’accesso a ricordi e sogni. Il prendersi cura di fiori, piante, frutti è prendersi cura di noi e degli altri, come il Piccolo Principe si prendeva cura della sua rosa. v. archivio)

    Penso alle amiche che hanno un giardino da vivere tutti i giorni : Donatella con le sue orchidee, Renata con vista mare, Cristina, Rosanella e altre. Penso anche a Maria Teresa che si prende cura di fiori e piantine sul balcone . Persino Giuliana ha un pezzetto d’orto dietro la sua casa di Aquileia dove, fra un gatto e l’altro, riesce a curare le viole del pensiero. Penso a me che qui a Trento non ho neppure il balcone …mentre avrei un giardino anch’io… lontano però…E’ il mio giardinetto “volante”, quello ligure dove ho trascorso moltissime estati. E’ “volante” perchè è a balze come tanti giardini della Liguria, tre piccoli lembi di terra che salgono verso il cielo dove nei pomeriggi assolati volteggia padrona la poiana unendo il suo grido al pacato rintocco della campana. E’ un giardino rinato dopo decenni di sopore, grazie alle cure di mio marito. La prima volta che vidi il giardino, dopo la ristrutturazione della casa, venni rapita da un leggero incantamento che me lo fece amare immediatamente: era estate, la vera estate mediterranea, le cicale frinivano ed il sole faceva brillare la scaletta di pietra che, misteriosa, si inerpicava in alto. Profumo di rosmarino, di menta e di rose. Giunta sull’ultima piana mi sedetti sul vecchio sedile d’ardesia concedendomi senza ritegno ad un’intensa gioia pagana. Il fico allargava in abbracci d’ombra calda i suoi rami e la palma si ergeva come una bandiera gloriosa. Sotto di me il paese innocuo e lontano, di fronte a me il muro di pietre roventi ricoperto in parte da edera e gelsomino, sopra di me un cielo amico, azzurro come il mare. Come non ubriacarsi di vita? Gli amareni e il nespolo regalano ogni estate ombre intrecciate sotto le quali cespugli di ortensie rosa e violetto prolificano. L’arancio selvatico fa i frutti accanto alla camelia, l’albero di cachi diventa rigoglioso di verde.

    Ma è un giardino lontano, come ho scritto , sia nello spazio che nel tempo ormai. Lì vi ho vissuto le estati della parte più completa della mia vita. Oggi ho voglia di ricordarlo e di cantare le sue calle, le rose d’amore, quelle rosso cupo, piantate dal padre di mio marito, i suoi esili amareni che ora saranno già fioriti. Resterà il mio giardino segreto dell’anima in cui tornare nei momenti di malinconia e nostalgia e dove riuscirò a coltivare ancora con amore i miei ricordi.

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  5. Da Grazia sui giardini: Ora ho iniziato con un libro che tutti considerano appartenere alla letteratura infantile, “Il giardino segreto” della Burnett, uscito in edizione integrale nei tascabili Newton, di lei ho letto fino a consumarlo “Il piccolo Lord”, avevo sette anni, è stato il mio primo libro. Leggendo questo mi sembra di essermi trasferita con la piccola Mary nel giardino dello Yorkshire circondato dalla brughiera, sogno e vivo nella sua atmosfera magica e incantata e mi chiedo se sono ancora bambina o se ci si sbagli a considerarlo un libro da ragazzi. v. archivio) Davvero, come dici tu, quante vite e atmosfere ci fanno vivere i libri. Sarebbe meglio, tuttavia, che vivessi un po’ di più la mia vita e mi decidessi a scendere nell’orto a togliere le erbacce intorno alle rose, ai narcisi, ai crochi e ai tulipani, inoltre credo sia tempo di potatureiardini:

  6. @grazia–Ho letto qualche anno fa’ la città dei ladri: Avevo letto da poco VITA E DESTINO di Vasilj Grossman , grandioso,e, pochi anni prima, ma indelebile nella mia mente, LE BENEVOLE di J.Littel .Due grandi , colossali affreschi di scenari mostruosi, stesso periodo e stessi luoghi. Eppure LA CITTA DEI LADRI è stata una splendida lettura : insomma gli esseri umani, specialmente i bambini e i giovani, riescono a “vivere” ovunque. A ridere e a scherzare. A divertirsi, malgrado tutto in un inferno gelido e disumano. Bel romanzo , cara Grazia, sono contenta che tu me lo abbia ricordato.Certo, se Benioff non fosse nato in America non avrebbe saputo scrivere con tanta intensa leggerezza. Quanto conta l’ambiente!
    @Stefania–E’ vero, tua mamma è speciale. Mi stupisco sempre delle sue talentuose imprese e mi piacerebbe possedere un decimo della sua serenità.
    @ me. Ti sei finita, ieri sera, TEMPO D’ESTATE, del tuo grande amore John Banville. E ti sei divertita un sacco. E adesso hai un libro nuovo della editrice Astoria. rosso e lucente. E cosa vuoi ancora, donna lamentosa.
    @Raffaella — sono lusingata, sempre, dai tuoi dolci e gentili pensieri nei miei confronti e te ne ringrazio tanto..

  7. Da RICCARDO :Bjiorn Larsson
    I poeti morti non scrivono gialli
    IPERBOREA

    Larsson è un uomo che “vive la vita”, che ha deciso come viverla. Persona di grande cultura e comunicativa, è anche velista, docente universitario di letteratura francese all’Università di Lund e filologo. E’ anche scrittore, anzi, è “molto” “scrittore. Io confesso: non lo conoscevo! E dopo averlo ascoltato alla biblioteca di Trento il 23 febbraio scorso. ho acquistato e “divorato” questo suo ultimo libro, da leggersi “con una matita in mano”. Ora acquisterò la sua opera omnia. Quanto al thriller, l’ho apprezzato al pari di quelli del mio giallista preferito, Eric Ambler.
    Che dire … sì, è anche un giallo, con un “romanzo nel romanzo”, ma è anche un libro “di poesia” (mi sa che un po’ poeta è anche Bjiorn); anche libro di civiltà della finanza (ce ne accorgiamo subito, alle pagine 22 e 23); anche libro di civiltà tout court, quando (pag. 31) fa affermare dal racconto (e cioè lui stesso afferma, n.d.r.) che “nessuna rivoluzione violenta aveva mai portato ad una società più democratica e solidale”.
    E quando lui …. e quando … ricordate come commentavamo i film appena visti, da ragazzi?
    E quando …cita Gomorra del nostro Saviano (pag. 130) …
    E la sua interpretazione dell’ ”essere umano bancario erectus” (pag. 132) che classifica le persone solo sulla base del loro rapporto razionale con il denaro, mentre invece le Persone con la P maiuscola sono ben altro …
    E quando a pagina 163, per giustificare la venalità di un tizio, gli fa “pensare” perché egli dovrebbe mai avere scrupoli di arricchirsi quando Berlusconi poteva permettersi un boeing 727 personale?
    Non mancano sottolineature alla giustizia sociale (pag. 164): perché “competitività” significa stipendi sempre più alti al top e sempre più bassi alla base”?
    E quando … (pag. 168), circa la poesia, fa pensare ad un suo personaggio (cioè a se stesso, n.d.r.) che la poesia è una dose giornaliera di bellezza e verità che agisce da salvagente in un mondo falso e brutto come per il peccato?
    E quando … (pagg. 171-172) afferma che “il problema di fondo di una civiltà è la mancanza di senso etico dei cittadini, la loro carenza di solidarietà e fratellanza e non il cattivo funzionamento di leggi e delle forze dell’ordine, … che si limitano a raccogliere l’immondezza che qualcuno sparge in giro”…
    …o quando (pag. 175) fa dire ad un personaggio che “è ora che i ricchi capiscano che non possono continuare impunemente ad accumulare denaro a spese del prossimo”.
    Segue, a pagina 176, un elenco di “ricchi ingiustamente ricchi” che andrò a verificare su internet per vedere se sono veri o immaginari.
    A pagina 178 poi .. “il comunismo sarà anche morto, ma la rabbia per le ingiustizie non muore mai…”
    Pagina 186: un bravo bugiardo deve avere una memoria di ferro per ricordare cosa ha detto …
    A pagina 191, poi, cita le violenze della polizia al G8 di Genova!
    Pagina 197: di fronte alla poesia, è più difficile essere ateo che credente
    Genova? A pagina 250 un tizio si mangia un bel piatto di pasta al pesto!
    Pagina 256: nessuno scrive perché ha avuto una vita interessante o ricca … ma solo perché sa scrivere ..
    Pagina 260: …”era profondamente indignato dell’enorme divario tra reddito da lavoro e da capitale …”
    Pag. 266: il procuratore (PM) è una donna, Lisa … Larsson (una sua parente?)
    Pag 304. morale e legalità unite o disgiunte? Secondo il filosofo del diritto austriaco Hans Kelsen, disgiunte (n.d.r.); secondo Larsson …?

    Ok, ma è un giallo sì o no, direte voi? Si è anche un giallo. Da leggere. D’altra parte chi scrive un post su8 di un libro, volete mai che ve ne presenti uno da non leggere? Questo qui, tuttavia è diverso: ne acquistate uno e ne leggete più d’uno, in una sola volta!

  8. Ti aspetto, cara Raffaella, lunedì all’Angolo-Papiro. Sono veramente interessata a ciò che ci dirai dei due libri citati.
    @per te Camilla e i tuoi deliziosi libretti rossi : ora “posto” le miei mpressioni su quello che mi hai regalato

  9. @Camilla: Vita e destino, ok, molto bello. Le benevole; non ho retto, ho interrotto più volte la lettura. Complimenti a te che lo hai finito. Non che sia un “brutto ibro” E’ tremendo ciò che descrive.

  10. Buongiorno a tutti.Continuo a invidiare bonariamente il vs.spazio alla libreria/caffe’ e comunque grazie dei puntuali resoconti di questi incontri.Grazie a Mirna che con la sua abituale grazie mi ha trasportato
    virtualmente nel suo giardino in Liguria…..deve essere spettacolare in mezzo alla natura ! Credo che
    leggere un libro in giardino sia una esperienza molto rilassante io lo faccio quando i tempi del lavoro
    me lo permettono ma cerco comunque di “rubare” anche solo una mezzora da dedicare solo a me perche’ quando leggo mi isolo da tutti e tutto ma credo che questo sia comune a chi ama davvero leggere.Un caro saluto a tutti