INTERMEZZO DI CARNEVALE…ovvero il travestimento

pubblicato da: Mirna - 7 Febbraio, 2013 @ 11:13 am

Mi piace sempre riflettere sul nostro desiderio di travestirci, di mascherarci o disvelarci e il periodo di Carnevale ci  permette di farlo in modo meno costruito che durante  le  nostre “finzioni” quotidiane; la nostra “maschera pirandelliana” è  in questa occasione destrutturata e ricreata in  modo più  spontaneo, sincero, istintivo.

Noi Penelopi non vediamo l’ora che Cristina ci offra la possibilità di giocare, travestirci, liberare emozioni, risate, canzoni. Nel suo salotto, sede di interessanti serate “accademiche” (v. nel post di Riccardo la descrizione dell’ultimo incontro con concerto per pianoforte e chitarra  e recite della Fraternal Compagnia, www.trentoblog.it/riccardolucatti), arriva a Carnevale questa magica serata.

Da anni Cristina ha   creato un guardaroba ricchissimo di costumi,  parrucche  e collane che ci vengono messe a disposizione per travestirci, interpretare scenette, danzare ed essere, per una serata,  altre da noi e spensierate.

Al piano di sopra le sua stanze diventano  Sala costumi, Sala cappelli e  parrucche, Sala trucco e noi, come cinguettanti allodole, saliamo e scendiamo le scale per cambiarci, rinnovarci, far meravigliare tutte le altre del nostro mutar di pelle e chissa… di pensieri…

Nei salotti al piano terra invece tutto è pronto per lo show.   Una scaletta organizzata dall’abile regia della padrona di casa ci farà recitare, danzare e cantare.

Che serata quella di ieri sera! Sapete che le Penelopi è un gruppo di sole donne (invece l’Accademia è anche per gli uomini). Trovo che proprio nell’occasione del Carnevale sia divertentssimo trovarci  soltanto  fra “ragazze” più o meno giovani. Siamo meno condizionate.

Ieri sera è arrivato un nutritissimo gruppo di giovani e nuove Penelopine: si sentivano le loro scintillanti e gaie risate , i loro passi affrettati per trovare gli abiti più belli e diventare così Rossella O’Hara, la damina del Settecento, la luna, il sole, la regina della notte, le ballerine di tabarin, le fate, i galeotti, Zorro, un arcivescovo, un diavoletto, una carta da gioco…

E poi ridiamo di noi, dei nostri uomini con i loro pregi e difetti e ci sentiamo libere e gaie,  leggere, leggere.

Anna, che compie 90 anni,  canta  con lo smoking argentato canzoni degli anni 20, Giovanna e Letizia fanno una divertentissima parodia della canzone di Arbore “Grazie dei fiori bis” , dove il bis è proprio la biscia…. Sono strepitose.

Cristina spogliatasi dall’abito bianco,rosso e verde della Giovane Italia si lancia in uno spogliarello hawaiano conturbante!

Risate, foto, allegria alle stelle.

E per finire noi, le Twin Sisters, Maria Teresa ed io ormai collaudate soubrettes anni Trenta con

“Ma le gambe, ma le gambe“… le nostre… avvolte in calze di rete nera e mostrate a volontà… e

La maestra di mandolino” che insegna a suonare con grazia  solfeggiando  così:

” Mi mi  / mi mi / mi  fa..

mi fa sol / mi fa si /  mi fa la /

mi la do/ mi la  do /  si la do /

si mi mi/  mi la fa / sol sol fa

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1 commento
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  1. Grazie, Mirna, per aver dato spazio anche alle piccole grandi follie di Carnevale e grazie – un GRAZIE GRANDE – a Cristina che apre la sua casa con generosa ospitalità a così svariate occasioni di trovarsi insieme.
    Trovo positivo, in quanto liberatorio, saper spogliarsi semel in anno di ruoli ed atteggiamenti di cui inconsciamente o no ci rivestiamo e dentro i quali ci muoviamo nella vita di ogni giorno. Occorre una buona dose di autoironia, dote di cui le Penelopi – per una sorta di selezione naturale – sono ricchissime!