TRENTO: LA CRISI COLPISCE I PARCHEGGI BLU

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Gennaio, 2013 @ 2:12 pm

Detto altrimenti: facciamo di necessità virtù : “Parcheggiare in Trentino: un ulteriore tassello dell’offerta turistica locale” (ben tre “due punti” in un’unica frase! Lo so che no si fa, ma tant’è …)

Anteprima

Le auto passano il 90% della loro vita ferme. A velocità zero. Anche questa è mobilità. A Parigi l’80% dei parcheggi sono interrati, la rete metropolitana a è molto articolata. Sulle strade difficilmente si incontrano ingorghi. A Roma, Genova, Milano, Napoli, Palermo, etc., il contrario.
In molte città italiane le zone blu aumentano a dismisura. Ciò per due ragioni: una palese, garantire la rotazione delle auto in sosta; una occulta, fare cassa. Parte dei ricavi, per legge, dovrebbero essere reinvestiti nella mobilità. Spesso quei soldi sono destinati ad altri scopi, pur nobili, quali ad esempio gli asili nido, o per ripianare le perdite del TPL – Trasporto Pubblico Locale, quale clausola di salvaguardia del bilancio del vincitore del bando di gara per l’assegnazione della gestione del TPL della città in questione.
Gli investimenti nella mobilità sono soprattutto pubblici. Le gestioni della sosta possono essere pubbliche, private o miste pubblico-privato.
La crisi induce la gente ad usare di meno l’auto e comunque a parcheggiarla in aree non a pagamento. Gli incassi delle società di gestione diminuiscono. Che fare?

Fine dell’anteprima. Ora possiamo cominciare

Che fare in Trentino? Gli incassi al momento di “andare in stampa” sono calati del 5,9% (Corriere del Trentino 25 gennaio 2013, pag. 1). Il Trentino: 550.000 abitanti. Considerando i pendolari che la frequentano, meno della città di Brescia.

A Brescia esiste un’unica società ed un unico centro di controllo che gestisce e controlla migliaia e migliaia di posti auto si superficie e in struttura. Sei addetti, a rotazione fra di loro, garantiscono presidiano la centrale 24 ore su 24. In Trentino si potrebbe concentrare la gestione di tutte le aree di sosta e parcheggio in capo ad un’unica società e ad un ‘unica centrale di gestione e controllo al servizio di aree e strutture pubbliche e private. Ogni Comune ed ogni privato sarebbe libero di fissare le proprie tariffe. Ci sarebbe la massima sicurezza nella gestione del denaro. Si accorperebbe con vantaggi economici e funzionali il servizio di assistenza tecnica, e, soprattutto, si potrebbe dotare l’utenza, residente turistica, di un’unica tessera della sosta per tutto il territorio provinciale. Fantascienza? No. Realtà, Basta deciderlo. Già in passato, su mia istanza (ero Presidente Amministratore Delegato di una società mista pubblico-privata che dotai di un tale centro di controllo, lo SCOUT – Sistema di COntrollo Unificato Telematico), l’assessorato provinciale aveva iniziato a coinvolgere i Comuni con il censimento delle loro strutture e apparecchiature. Dal progetto deriverebbero vantaggi funzionali ed economici. In più, se il progetto fosse realizzato da una SpA privata (previa stipula fra i Comuni e la stessa di adeguati contratti di servizio a garanzia della qualità e del costo del servizio locale) essa potrebbe assumere la gestione di strutture anche al di fuori dell’ambito pubblico iniziale, con aumento del fatturato e dell’utile. Il personale che si libererebbe a seguito dell’accorpamento potrebbe essere utilizzato per il servizio del controllo della sosta di superficie.

Il sistema può essere facilmente esteso anche a livello regionale. E poi, non esistono già le tessere Superski Dolomiti e Skirama? Quale altra migliore testimonianza della fattibilità del progetto Parking Regionale?