ROYALTIES, TANGENTI, MAZZETTE …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Febbraio, 2013 @ 6:28 am

Detto altrimenti: così fan tutte, direbbe Mozart …

Così fan tutte le grandi società internazionali che vogliono esportare i loro prodotti all’estero, verso Paesi in via di sviluppo … Si dice: se anche le nostre società non facessero così, non riuscirebbero ad esportare, a vincere gare, ad ottenete appalti …

Solo che la legge civile, fiscale e penale non prevedono forme di accumulo di somme “in nero” né successivi pagamenti delle stesse “in nero”, mentre chi riceve questi “incentivi” li esige “in nero”. Inoltre sorge il sospetto che parte del denaro che viene pagato in nero, rientri in nero a favore di qualcuno “nostrano” magari su suoi conti esteri.

E mò?

Ormai quasi ogni giorno leggiamo di arresti e indagati eccellenti: gli ultimi, l’ex Presidente della Regione Lombardia Formigoni indagato per Associazione a delinquere (denari pubblici “regalati” alla Fondazione Mauceri, Pavia); per vendita “agevolata” di elicotteri all’India, il Presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi, arrestato (anche perchèp stava premendo a che “gli cambiassero il PM”!) , e l’Amministratore di August Westland Bruno Spagnolini ai domiciliari; l’ex Ministro PDL Raffaele Fitto condannato a quattro anni per corruzione, illecito finanziamento ai partiti e abuso d’ufficio.

Al di là di considerazioni d’ordine morale e legale, questo sistema impoverisce il Sistema dei venditori/fornitori, cioè l’Italia, cioè tutti noi, caricandolo di sovrapprezzi ed arricchisce alcune singole persone dalla parte dei compratori, oltre che, di riflesso, arricchire intermediari (spesso svizzeri) e anche chi, in Italia, spesso “beneficia” di eventuali ristorni di parte di quanto corrisposto.

Come se ne esce? Il Presidente del Consiglio uscente Monti afferma: “E’ un problema di governante, provvederemo”. Io affermo che si deve arrivare agli Stati Uniti d’Europa, stipulare un accordo globale con gli Stati Uniti d’America e imporre al Sistema Mondo il modo corretto di operare. Utopia? Sicuramente. Ma la bacchetta magica non ce l’ha nessuno. Più realisticamente, nel frattempo, quanto meno occorrerebbe intervenire sugli “intermediari svizzeri” e comunque iniziare a colpire i ristorni di parte di quanto illecitamente corrisposto all’estero. Oppure? Oppure verifichiamo se l’attuale nostro modello di crescita e di sviluppo sia quello giusto … o non ne esistano altri, migliori, che non comportino l’assoggettamento alla schiavità dell’amoralità.

Altro che “dare più potere ad una sola funzione” (l’esecutivo), altro che esautorare la magistratura, altro che subordinare l’azione dei PM all’esecutivo!

 Qui occorre creare un sistema di controlli preventivi e incrociati da parte di soggetti diversi tal che ognuno sia comunque soggetto al contributo ed alla verifica di un altro e così via. Come nel gioco del poker: la scala massima vince la media che vince la minima che vince la massima e così via:  nessuno deve più poter essere sicuro di “farla franca”.

Fine del post

Ceterum censeo familiam Riva de possessione ILVAE deiciendam esse”, e cioè ritengo che occorra espropriare l’ILVA alla famiglia Riva, per evitare di essere costretti a scegliere fra due mali: la perdita di posti di lavoro o della salute pubblica. Il prezzo potrebbe essere corrisposto in “Monti bond Serie Speciale ILVA irredimibile 2%”, al netto delle somme trattenute per il risarcimento dei danni provocati, per l’adeguamento degli impianti, per il ripristino ambientale e per pagare gli operai anche se – nel frattempo – costretti a casa.