LA CINA E’ VICINA, E NOI? DELOCALIZZAZIONE, EVASIONE FISCALE E GRILLATE, ED ECCO DOVE SIAMO ARRIVATI …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Aprile, 2013 @ 6:48 am

Detto altrimenti: entriamo degli avvenimenti, capiamoli, colleghiamoli, essi ci riguardano, non siamo semplici spettatori.

Nel diciannovesimo secolo, insieme ad altri stati europei, abbiamo fatto ben due guerre contro la Cina (le guerre dell’oppio) perché si era rifiutata di importare l’oppio prodotto con il lavoro degli schiavi (ops, scusate, dei coolies, fa più fine) dagli Inglesi nella colonia India.

Le Guerre dell’oppio furono due conflitti, svoltisi dal 1839 al 1842 e dal 1856 al 1860 rispettivamente, che contrapposero l’Impero Cinese sotto la dinastia Qing al Regno Unito al culmine di dispute commerciali tra i due paesi. In risposta alla penetrazione commerciale britannica che aveva aperto il mercato cinese all’oppio dall’India britannica, la Cina inasprì i propri divieti sulla droga, e ciò scatenò il conflitto. La sconfitta dell’Impero Cinese in entrambe le guerre costrinse il paese a tollerare il commercio dell’oppio ed a firmare con gli inglesi i trattati di Nanchino e di Tientsin, che prevedevano l’apertura di nuovi porti al commercio e la cessione di Hong Kong al Regno Unito; da questi eventi si fa iniziare l’era dell’imperialismo europeo in Cina. Numerose altre potenze europee seguirono l’esempio e firmarono trattati commerciali con la Cina, dove questi accordi furono in maggioranza visti come umilianti e alimentarono un sentimento nazionalista e xenofobo che si sarebbe poi espresso nelle rivolte di Taiping (1850-1864) e dei Boxer (1899-1901).

Oggi la Cina sta aprendo a Milano filiali della sua Agenzia di Rating e della Bank of China per acquistare le nostre imprese. si parla già dell’area Falk a Sesto S. Giovanni e del 28% di Telecom (da parte del gruppo cinese Huthison Wampoa – già proprietario di Hg3 e “3” -) tanto per non fare nomi.

Nel frattempo il mio giaccone invernale (un normale piumino), il mio berrettino da sole, il mio computer, la pompa per la bicicletta, completa di barometro, acquistata al supermercato per soli €12.80, sono made in China. In compenso per una catena antifurto con lucchetto made in Italy, da un ciclista nostrano  mi sono stati “rapinati” ben €25,00!

E noi?

Noi abbiamo “delocalizzato” perché in Cina, in Romania, in Brasile etc. la manodopera costa molto meno … che volete … la concorrenza … le regole del mercato … Ho capito, ma intanto mi sorgono due domande che rivolgo ai nostri imprenditori:

1) avete delocalizzato anche gli utili?
2) non vi siete posti il problema che dopo avere imparato l’arte, gli stranieri ne avrebbero fatto tesoro e si sarebbero messi in proprio? Un esempio? L’SGS Ates di Agrate Brianza (era del gruppo STET) era leader mondiale nei semiconduttori, quelle piccole cose alla base dei computer. Ha delocalizzato. Oggi leader mondiali sono altri.

Eppure, dicono, l’Italia “privata” è più ricca della Germania “privata”. Solo che ciò è avvenuto in favore di pochi Italiani, a danno di molti Italiani e ai danni dello Stato. Ma allora, che vuol dire tutto ciò? Che molti hanno evaso le imposte. Ma allora, che fare sui due fronti del fisco e della politica industriale?

1) Fisco. Cinque grandi paesi europei (Italia, Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna) stanno concordando per una banca dati comune ai fini anti evasione. Era ora. Questi Stati stanno proponendo lo stesso modello all’UE (il Commisario UE alla fiscalità Algirdas Semeta ha accolto molto favorevolmente la proposta!), che potrà estendere il modello agli altri paesi dell’UE ed agli USA. Già perché l’evasione annua stimata è la seguente (in miliardi di euro): Italia,180; Francia, 120; Germania, 128; Gran Bretagna, 74; Spagna, 72 (se non altro, almeno in questo caso siamo i primi!!). Se aggiungiamo l’evasione degli altri paesi non ancora censiti, arriviamo a 1.000 miliardi l’anno di evasione fiscale UE. E quella m ondiale?m E’ stimata pari al PIL USA + Giappone.

Non crediate che gli Stati stiano facendo ciò spinti da una istanza morale … no, è solo che “hanno bisogno di soldi”. Tutto qui. ma a noi va bene lo stesso, no stamo a spaccà er capello, dicheno a Roma…

E la Svizzera, che si avvia ad essere un ex paradiso fiscale? Anche la Svizzera sta cambiando, lentamente ma sta cambiando. Pensate un po’ che tre banche svizzere ( UBS, Credit Suisse e Julius Baer) hanno chiesto ai loro clienti tedeschi di dichiarare che sono in regola con il loro fisco nazionale. E’ solo un invito, sarà solo per mettersi a posto almeno formalmente, tuttavia è un inizio. E anche il Liechtenstein (Vaduz) ha iniziato a trasmettere dati agli USA, in funzione antievasione dei capitali USA ivi depositati. Chi resta ancora defilata (ma non ancora per molto) è l’Austria … ma presto dovrà adeguarsi. E già molti Italiani che sul parabrezza dell’auto hanno la vignette di abbonamento alle autostrade austriache si stanno preoccupando a dove traslocare i loro averi …

Le strisce, mettiamole le strisce! E presto!

2) Ma quanto sopra non basta. Infatti i capitali sono molto “liquidi e fluidi”, come il mercurio, e vanno là dove sono meno tassati. Quindi occorre costituire gli Stati Uniti d’Europa, accordarsi con gli USA, e vietare qualsiasi rapporto di qualsiasi natura con i paesi ”terzi” che non adottino analoghe regole fiscali, bancarie, valutarie e che non rispettino i diritti umani, civili, del lavoro, sulla libertà religiosa, sulla parità dei sessi e le regole per la salvaguardia ambientale e del risparmio energetico.

Riccardo, mi stai dicendo che ci sono cose più importanti delle commissioni parlamentari? Non ci avevo pensato …

Beppe, altro che uscire dall’Euro! Altro che occupare il parlamento, Beppe! Altro che la tua “primavera araba”! Questi sono i temi sui quali “rivoluzionare” il sistema. E poi, se mai, la primavera araba nostrana non sarebbe la tua, ma temo che possa essere quella dei milioni di disoccupati … Quindi, a maggior ragione diamoci da fare, finchè siamo in tempo, noi Cittadini a capire queste tematiche e voi Partiti e i MoVimenti ad intervenire, e di corsa, senza perdere tempo sull’attivazione o meno delle commissioni parlamentari anche prima della formazione del governo! Non potete permettervi più il lusso di “babbiare” (dal dialetto siciliano = di scherzare, di fare stupidate).