O (via) L’IMU O MORTE (del governo)!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Aprile, 2013 @ 9:09 pm

Detto altrimenti: altrimenti? Altrimenti io non gioco … Cominciamo bene: “Voglio la Grande Coalizione, ma se non si toglie l’IMU io tolgo il sostegno al governo”.

Albaro … una villa

Flash back … eravamo ragazzini, a Genova, anni ’50 … quartiere di Albaro, bello, signorile, una collina verso est, verso l’alba, Albaro, appunto, poco costruito, con molte “ville”, di due tipi: palazzi signorili unifamiliari, di armatori, famiglie nobili, veri e propri monumenti, costruzioni tutelate dalle belle arti; e “ville” con il “baccan”, il contadino, praticamente “poderi urbani”. A metà fra le due categorie, una terza: la prateria e la giungla di Salgari, cioè “terra di nessuno”, parte costituita da colline che poi sono risultate “edificabili” (la prateria), e parte “boscosa, anzi “boscagliosa”, cioè parchi di ville signorili abbandonate da tempo, nei quali crescevano “foreste” di canne, di bambù, di rovi, di alberi d’alto fusto, dal cui groviglio, improvvisamente, agli occhi stupiti ed un po’ intimoriti di noi giovanissimi “esploratori”, apparivano torrette, gazebo, ponticelli su improbabili torrentelli e pozze d’acqua.

Contravvenendo agli ordini di servizio dei generali (i genitori) noi ragazzi, in gruppo, ci avventuravamo in questi luoghi “selvaggi”, spingendoci dal nostro quartiere oltre queste novelle Colonne d’Ercole terrestri, talvolta sino a sbucare su strade di altri quartieri, a noi ben conosciute, ma mai raggiunte per questo nuovo “occidente” colombiano: ad esempio, sin sulle alture del quartiere di San Martino o di Sturla. Sempre verso est, comunque, mai verso ovest, cioè mai verso il centro città, abitato dagli “uomini bianchi”.

Ancora oggi, andando a visitare qualche amico a Genova, riconosco l’avvallamento nel quale è stata edificata la sua palazzina, già luogo di uno dei nostri tanti accampamenti; o la china che percorrevamo correndo, e che ora è la Via tal dei tali che porta al mare. E così via.

Prima di partire, la nostra spedizione si organizzava e si armava. Già, i gradi e le armi. V’erano armi auto costruite – la mia specialità erano archi e frecce, strumenti che so maneggiare bene anche oggi, come chi, avendo imparato ad andare in bicicletta, non disimpara mai quell’arte. Poi, v’erano i “bambini ricchi” che si presentavano all’appello con fasci di armi giocattolo. Si prendevano le migliori e distribuivano le altre ai “soldati” disarmati. Ed ecco, veniva il momento di stabilire i gradi, le gerarchie. Il bambino “ricco” reclamava per se il grado di capo. Se qualcuno protestava, si nominavano due capi pari grado, ma il bambino ricco (ricordo, si chiamava Silvio, guarda un po’ … le combinazioni, alle volte …) diceva:

… allora io non gioco più! Ecco, vado a casa …

“Siamo pari grado, ma io comando un po’ più di te ed allora si fa quello che dico io, sennò io non gioco più, mi prendo tutte le armi e vado a casa”. Ecco cosa mi è venuto in mente quando ho sentito un altro Silvio dire: “Se non si toglie l’IMU io faccio cadere il Governo”. Statista, grande statista …. delle campagne elettorali permanenti.  Non altro, perchè lui “pensa alle prossime elezioni, non alle prossime generazioni” (De Gasperi)