L’AUTORIDUZIONE DEGLI EMOLUMENTI DELLA POLITICA: UN ERRORE!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Luglio, 2014 @ 9:08 am

 

Detto altrimenti: occorrerebbe ben altro, infatti …   (post 1611)

SpA, Società per Azioni, qualsiasi essa sia. Non si è mai visto che i suoi Amministratori  possano deliberare da loro stessi i propri emolumenti. Questo è compito dell’organo superiore, cioè dell’Assemblea degli Azionisti, cioè dei proprietari della Spa.

Ora, chi sono i “Proprietari” degli Enti Pubblici Stato, Regione, Provincia e Comuni se non i cittadini? E chi sono gli Amministratori di tali Enti?

Ma, dice, intendi che l’autoriduzione degli emolumenti pubblici sia un errore? Sì, dico io, in quanto e nel caso che – come purtroppo oggi avviene – la facoltà di autoriduzione presupponga a monte il potere della autodeterminazione di tali importi. Il che non va.

Dice … ma allora tu diresti che dovremmo essere noi Cittadini a decidere il livello dei loro emolumenti? Certo, dico io, altrimenti mi si dovrebbe – quantomeno – spiegare il perché di questa differenza fra sistema logico  privato e sistema illogico pubblico.

Dice … la tua è un’utopia, ovvero  un traguardo  irrealizzabile. Si, dico io, concordo, è un’Utopia (notate la maiuscola, n..d.r.), solo che l’Utopia è un  traguardo non ancora realizzato.

Dice … ma gli amministratori pubblici hanno una rande responsabilità … Alt, dico io. Se un Amministratore di una SpA (pubblica o privata) sbaglia (per errore o colpa grave. Se interviene il dolo la questione è ben diversa), non solo è “licenziato” ma subisce l’azione di responsabilità per i danni arrecati. Gli amministratori pubblici invece, ove sbaglino (allo stesso titolo) al massimo non sono rieletti o ri- nominati.

Inoltre, dico io, la legge impone all’amministratore di una SpA pubblica di essere assicurato, in modo che in ogni caso l’Ente Pubblico azionista possa rivalersi degli eventuali danni da lui causati. Per la “politica” cosa avviene? Nulla di tutto ciò: si fa, di rifà, si disfa, si fa ostruzione (ostruzionismo), si omette, si interviene in emergenze assolutamente prevedibili  e nessuno è chiamato a pagare i danni, tanto meno nessuno è assicurato …

Responsabilità come diritto-dovere di agire; come titolarità  dell’obbligo dell’eventuale risarcimento del danno provocato; responsabilità di governare; responsabilità di fare una (corretta) opposizione; responsabilità per i danni provocati dall’ostruzionismo … Responsabilità: qui siamo a metà strada fra “le parole sono pietre” di Don Lorenzo Milani e la filosofia del diritto di Hans Kelsen …,

Concludo: una parte politica insiste perché sua definita la responsabilità civile dei magistrati. Ma i “poteri” dello Stato sono tre: giurisdizionale, legislativo ed esecutivo. Allora mi domando io: sbaglio se – condottovi   proprio da quella stessa parte politica – arrivo a pensare anche alla eventuale responsabilità civile degli  altri due “poteri”? O tutti o nessuno, dico io.

Dice: anche questa tua idea è un’utopia. Dico io: Utopia? Vedi sopra.