ANONIMO ATENIESE – 2

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Novembre, 2015 @ 6:19 am

(segue dal post di ieri)

Detto altrimenti: “Anonimo Ateniese, chi era costui?    (post 2191)

Anteprima

Carneade, chi era costui? Scriveva il Manzoni. In libreria: “Mi dà una copia dell’ Anonimo Ateniese?” “Mi può dire il nome dell’autore?” “Ma se è anonimo …”. Tutto vero!

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Assolutamente da leggere!

2500 anni fa un esule ateniese rimasto anonimo critica la democrazia di Atene. Lo fa da esule perché se fosse stato in patria sarebbe stato condannato a morte, alla faccia della democrazia. L’anonimo critica la democrazia ateniese e spiega come e perchè quel sistema possa perdurare proprio a causa dei suoi stessi difetti. Il documento consta di circa una quarantina di paragrafi. E’ mia intenzione esporre tale critica in sintesi in alcuni post successivi (Anonimo Ateniese 1, 2, 3 …). Sia chiaro sin d’ora: io non intendo sottoscrivere una critica distruttiva della democrazia, bensì trasformare tale analisi in una “critica” in senso classico, ovvero in una analisi costruttiva del suo miglioramento, anche perché – fra l’altro - a mio avviso l’anonimo si sbaglia. Infatti egli parla come uomo di destra che critica quella che a suo parere sarebbe stato, in Atene, un sistema ”di sinistra, di democrazia popolare”, mentre la cosiddetta Repubblica Ateniese era una “Repubblica Oligarchica Decimale”, ovvero un impero coloniale di 300.000 persone; di cui 30.000 cittadini; di cui 3.000 ammessi a partecipare alle Assemblee; di cui 300 presenti alle Assemblee; di cui 30 prendevano la parola; di cui 3 anzi 1 (Pericle) decideva. Per trent’anni consecutivi, con due guerre perse (contro Siracusa e contro Sparta).

Questa anteprima è riportata integralmente in tutti i post sull’argomento. L’esposizione sarà in prima persona, ma a parlare non sarò io, bensì direttamente l’anonimo. Fine dell’anteprima. Ora possiamo iniziare.

Il governo del popolo perdura nonostante sia un malgoverno in quanto:

Gli alleati (rectius: le città sottomesse, n.d.r.)

  1. thB6Z18122La forza della Repubblica Ateniese (rectius: dell’Impero Coloniale Ateniese, n.d.r.) risiede nella flotta. Orbene, la marineria ateniese odia le persone di qualità. Pertanto, ove queste andassero al governo, la marineria le boicotterebbe e quel governo cadrebbe assai presto.
  2. Le persone di qualità ateniesi sostengono i loro simili nelle città alleate (rectius, sottomesse, n.d.r.). Il popolo si impossessa delle loro ricchezze.
  3. Il governo dl popolo ateniese ha stabilito che il Foro Giudiziario competente per tutte le città alleate (rectius, prima, n.d.r.), sia Atene, in che comporta enormi vantaggi ad Atene sotto ogni profilo.
  4. Il popolo delega singole persone a fare accordi con gli alleati: se l’esito è negativo, è colpa dei delegati; se è positivo, è merito del governo del popolo.

Il controllo del mare

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    Le “corazzate” del tempo

    Il popolo ha fatto esperienze di marineria su navi mercantili ed è quindi pronto a operare anche sulle triremi da guerra.

  2. Gli opliti (fanteria pesante, quelli della falange, favorevole alle persone di qualità) sono forti solo a terra e solo se paragonati alle forze terrestri delle città “alleate”, le quali inoltre, separate dal mare come sono, non potranno mai riunire le loro fanterie
  3. Il popolo è la marineria. Ha il controllo del mare. Può decretare l’embargo contro chi lo ostacola.
  4. La marineria, con rapide incursioni, può saccheggiare le terre (ovvero, approvvigionarsi) anche di Stati più potenti. E’ quindi superiore alla fanteria anche sul piano logistico.
  5. La marineria ha l’ulteriore vantaggio di conoscere lingua usi e costumi di molte popolazioni.
  6. La marineria non ha terre e beni da difendere contro eventuali rappresaglie terrestri del nemico. Le persone (terrestri) di qualità, si.
  7. Se le persone di qualità ricercano l’aiuto terrestre di una grande potenza, la marineria fa terra bruciata e con le navi si ritira sulle isole.

La comunicazione e la pìetas

  1. Il popolo censura gli eventi pubblici e vieta che si esprimano critiche a suo danno, mentre consente che privatamente siano criticate le persone di valore.
  2. Pìetas = rispetto degli Dei. Le cerimonie propiziatorie verso gli Dei vengono fatte dal governo del popolo con denaro pubblico, non potendo emulare le iniziative private dei ricchi (le persone di qualità).

La conclusione dell’Anonimo Ateniese, sino a questo punto

“Io perdono il governo del popolo perché si deve perdonare chi raggiunge i propri obiettivi. Non perdono le persone di qualità che accettano di vivere in una polis governata dal popolo”.

Fine del secondo post sull’ Anonimo Ateniese. Continua alla prossima “postata”.

(La mia conclusione finale sul senso e sulla portata di questo post la trovate alla fine del terzo ed ultimo post sull’argomento)

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