IERI, DOMENICA …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Gennaio, 2016 @ 7:07 am

Detto altrimenti: dal Trentino di neve al Trentino di acqua ed ai crimini di Colonia        (post 2248)

IMG_3647Eccomi al consueto appuntamento con voi care lettrici e con voi amici lettori. Alla mia tenera età sette ore di sonno per notte sono più che sufficienti e poiché di giorno non sto mai fermo e la sera vado a letto presto, la mattina alle sei sono al computer … a constatare che ieri … ieri, mentre io ero passato dalle nevi del Tonale alle acque del Lago di Garda, voi eravate numerosi a leggere le mie sudate “carte “ (elettroniche), ovvero i miei post. E di questo vi ringrazio, sapete … constatare che ciò che andiamo scribacchiando viene letto è un po’ la benzina del nostro motore di blogger. Grazie!

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L’amico Gianfranco al timone di Whisper

E allora, di che parliamo oggi? Be’ … tanto per cominciale che la fortuna aiuta gli audaci, nel senso che con quelle previsioni del tempo decidere di andare in barca a vela … Ed infatti la fortuna ci ha aiutato, sia con il vento, che non è mancato, sia con il sole che tutto sommato non si è negato del tutto. Ragion per cui ho potuto ospitare un amico che, essendo già un bravo velista su barche grandi, vuole imparare a gestire il mio sbarazzino Fun Whisper. Il Fun (francese: “Formule Un”) è una barca da regata di poco più di sette metri (7,5 lft fuoribordo compreso); dislocamento (peso) 1000 kg; stazza 2,8 tons; deriva 330 kg; randa e genoa, 16 mq; fiocco, 8 mq; spinnaker 40 mq; carena planante.  Ma se andare a “navigare” fra i miei post ne leggerete delle belle sul suo (nostro) conto! Il mio Fun si chiama Whisper, ovvero bisbiglio, sussurro, a significare come scivola via silenzioso anche con poco vento.

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Non siamo selvaggina, anche se fossimo nude!

Ma ora veniamo alle cose serie. la violenza sulle donne a Colonia (De). Ormai si tratta di fatti seriali, come i furti negli appartamenti qui a Trento, i primi assai più gravi dei secondi, ma entrambi molto pericolosi quanto a indicatori di tendenza: la tendenza alla “normalità” del crimine, come fatto ripetitivo, seriale appunto, al quale invece non ci dobbiamo abituare. E la nostra reazione non deve e non può essere solo quella di gridare alla punizione (che pure ci vuole: tempestiva e severa!), ma anche quella di chiederci cosa dobbiamo fare per prevenire simili comportamenti.

A questo punto mi permetto di sottoporre all’attenzione delle lettrici e dei lettori una sottolineatura: di fatto noi – purtroppo – ci stiamo scandalizzando troppo poco – e quasi per nulla reagendo –  di fronte ad altre diverse serie di crimini “formali e/o sostanziali”:: quelli della “diffusa corruzione”, dei “grandi furti”, delle “grandi evasioni”, delle “intollerabilii ingiustizie sociali”, delle “inique eccezioni di legge”. Ecco, purtroppo siamo già “assuefatti all’assuefazione” e quindi a maggior ragione siamo esposti al rischio di questo nuovo micidiale tipo di mancanza di adeguata reazione.

Già, perchè i crimini di Colonia offendono tutti noi, ciascuno di noi: sono una prepotenza, una violenza doppiamente inaccettabile: doppiamente perché sono immorali ed anche amorali, nel senso che tendono ad insistere – cioè ad auto giustificarsi –  su una auto approvazione: è lecito e legale che io faccia ciò che non mi è impedito con la forza.

Se le leggi scritte sono inefficaci – ovvero, se non sortiscono l’obiettivo che si prefiggono, e a Colonia non hanno saputo evitare le aggressioni –  si instaura una nuova, perversa  legge: è legge la previsione di ciò che riuscirò a fare io con la mia forza o le forze dell’ordine con la loro forza: forza contro forza).

Ma quale è allora la forza che noi dobbiamo usare contro questi crimini? Quella di prevenirli con comportamenti moralmente rigorosi in ogni campo (economico, finanziario, fiscale, sociale) in modo che questi “nuovi” ( e “vecchi”!) crimini siano automaticamente individuati come l’eccezione che va (comunque, sin d’ora, a prescindere!) punita con assoluta tempestività e massima durezza: tolleranza zero.