TRIVELLE 2

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Aprile, 2016 @ 8:00 am

Detto altrimenti: ha vinto la disinformazione: quorum non raggiunto!    (post 2345)

QUORUM, termine latino. Purtroppo dai Latini non abbiamo acquisito anche il concetto giuridico che per loro “chi taceva non diceva nulla”: infatti ieri chi ha taciuto (non andando a votare), stante la presenza del quorum ha detto “no” all’abrogazione di una legge truffa.

Sono stato derubato di soldi e di democrazia, ma non accetto di essere anche preso in giro

Sono appena rientrato da una pedalata di tre giorni con la FIAB nel Parco Regionale dei Colli Euganei (v. post sucecssivo ancora in allestimento). Avevo fretta di pubblicare quel resoconto ma prima ho pensato giusto scrivere alcune considerazioni sull’esito del referendum di ieri, referendum del quale ho già scritto due post fa.

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Ieri sera sono andato a votare alle 20,00 ancora vestito da ciclista. Questa mattina ho appreso che l’80% dei Trentini ha votato contro le trivelle, ma il quorum non è stato raggiunto. Ecco che purtroppo ha vinto la “furbizia italica” Divide et impera” (si legge dìvide et ìmpera), dividi e comanda, dividi i concetti e potrai fare ciò che vorrai! Infatti hanno diviso due concetti: 1) in un primo momento, hanno stabilito che una rilevante quantità annua di estratto (gas e petrolio) fosse “in esenzione”, ovvero che su quello zoccolo (migliaia di tonnellate annue!) le compagnie petrolifere non pagassero nessuna royalty allo Stato, cioè a noi (in Croazia non esiste alcuna franchigia!). A questo punto le compagnie petrolifere hanno rallentato l’estrazione annua per potere operare gratuitamente. Poi esse si sono accorte che così facendo, la concessione sarebbe scaduta ben prima dell’esaurimento del giacimento. E allora, che fare? 2) in un secondo tempo, basta far prorogare la concessione fino al completo sfruttamento del giacimento: una leggina ed il gioco è fatto.

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Cui prodest? Cui bono’ (Cicerone) – A vantaggio di chi? Chi ci guadagna?

Cosa? Alcune regioni promuovono un referendum popolare per ostacolarci? Scialla raga, calma ragazzi, basta dire che questa eventuale “chiusura anticipata” (in realtà sarebbe una “chiusura non posticipata” n.d.r.) delle piattaforme avrebbe fatto perdere posti di lavoro … che altrimenti questo gas e questo petrolio lo dovremmo importare con petroliere che possono fare naufragio, ed il gioco è fatto! Vuoi vedere che non si raggiunge il quorum?

thSQ34WU3SE così è stato. Peccato che i posti di lavoro (mille o poco più) sarebbero venuti a mancare solo alla scadenza naturale originaria delle concessioni, e cioè fra 15.25 anni e che nel frattempo i lavoratori avrebbero potuto essere riconvertiti. Peccato che se una piattaforma si “rompe”, inquina le coste e rovina il turismo e le decine e decine di migliaia di lavoratori che i sono addetti perderanno il loro posto di lavoro. Peccato che l’estratto che ricavate poi ve lo vendete all’estero. Peccato che le quantità che estraete e vendete siamo importanti solo quanto all’utile che voi ricavate, ma che comunque sarebbero irrilevanti rispetto al nostro fabbisogno nazionale globale. Peccato che le royalties che voi non pagate allo Stato le debba pagare io con il mio F24. Peccato che taluno abbia detto che “andare a votare non è un dovere”: affermazione gravissima! E’ un dovere e come! Se non vai a votare distruggi la democrazia. Tutto qui. E vi sembra poco? Se a votare vanno solo poche persone, la maggioranza di quei pochi governerà su tutti: e questa vi sembrerebbe una democrazia? Ma via, siamo seri! E mi dispiace che a dire queste parole sia stato il Presidente Emerito della Repubblica Giorgio Napolitano.

Cosa? Che dite? Che sto facendo politica? No, scialla raga, non sto facendo politica partitica, bensì politica della polis, ovvero mi sto occupano di problemi che dovrebbero interessare “polloi” ovvero molti, ovvero i molti che abitano la polis, la città, la città stato, oggi lo Stato.

E dire che sarebbe bastato copiare il modello della Croazia: concessioni a termine, nessuna franchigia, e royalties al 10% (le nostre sarebbero all’8% ma tanto … chi le pagherà mai?).

Dice … ma fra quelle compagnie c’è anche l’italiana ENI. Eh già, il paravento per giustificare i regali alle compagnie estere. E poi, anche se le Stato avesse voluto “aiutare” l’Enel, avrebbe dovuto prima spiegarlo con chiarezza a noi e all’UE, non vi pare?

Finisco con un pensieraccio (infatti, a pensar male si fa peccato ma si indovina!): che ci sia stato un’intesa fra le compagnie estere e l’ENI nel senso “Vai avanti tu, Eni che a me mi vien da ridere?”

Ecco perchè ho affermato di essere stato derubato di soldi e di democrazia. Ma non permetto che si offenda la mia intelligenza, poca o tanta che essa sia.

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  • Riccardo Lucatti

    … e allora il primo commento me lo faccio io. Questa sera al TG3 lunga, lunga intervista al Professor Massimo Cacciari, secondo il quale i 13 milioni di SI contro le trivelle sono 13 milioni di No alla politica energetica del governo; che il capo del Governo dovrebbe essere meno arrogante e spocchioso (sic, cito le sue testuali parole). Io aggiungo: io non sono “contro” il governo, ma mi chiedo se il governo si sia chiesto dove vadano a finire il petrolio ed il gas estratto e dove i denari ricavati dalle Compagnie (cui prodest, cui bono?); quanto incida sul fabbisogno italiano quella produzione; se sia stato proprio il caso di fare quella leggina pro-petrolieri e perché (cui prodest, cui bono?). Sarebbe interessante conoscere il nome di chi ha fatto quella bella pensata. E taluno non venga a dirmi che “se ritenete che sia una truffa, se ritenete che ci sia un responsabile, ebbene quello sono io” perchè purtroppo mi richiamerebbe alla memoria una analoga precedente rivendicazione di responsabilità di qualche ventennio addietro, di tristissima memoria.