IL GIORNO DELLA MEMORIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Gennaio, 2017 @ 7:34 pm

Detto altrimenti: by Alfonso Masi                   (post 2622)

Al Circolo Rosmini. Alfonso Masi e Ester d’Amato: “Quel bambino ero io – I bambini e la Shoah”

Idownloadl bambino di Varsavia, con le mani alzate davanti ad un soldato che gli punta contro il fucile, è sopravvissuto ed ha un nome: si chiama Tvsi Nussbaum: ha lavorato come medico negli Stati Uniti ed ora è in pensione ed è nonno di due nipotini. In un’intervista televisiva ricorda che la foto venne scattata il 13 luglio 1943 a Varsavia quando aveva otto anni; per lui quel bambino rappresenta il milione e mezzo di bambini ebrei che furono massacrati dai nazisti e il suo desiderio è quello di essere circondato da un milione e mezzo di bambini. Partendo da questa intervista il monologo rappresenta Tvsi Nussbaum che ricorda la sua vicenda e poi evoca le vicende dolorose di tanti bambini che hanno vissuto la Shoah. Le vicende sono state raccolte dalla numerosa letteratura per l’infanzia che esiste sull’Olocausto.

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.Il 13 luglio 1943 nasceva Alfonso Masi. Nel 1999, maestro alle Crispi, Masi fece comporre poesie sulla Shoah, ed oggi due suoi ex alunni, Eleonora Ferruzzi e Stefano Nones erano presenti alla commemorazione dell’olocausto. Oggi, al Rosmini, la sala era piena. Ma le presenze di gran lunga più importanti sono state quelle dei due giovani, autori delle due poesie lette da Masi. Perché non si dimentichi.

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Non si dimentichi l’olocausto di ieri e i nuovi olocausti di oggi. “Effetti collaterali” di guerre, formali o sostanziali che siano; laiche o “di religione”; che si muoia in un campo di concentramento nazista o in campi “deconcentrarti” nei deserti africani o ancora nel mare nostrum (o “monstrum”?); che si muoia per la mancanza di un futuro. Ecco, non dimenticare il passato per non permettere le stesse stragi, sia pure sotto altre “forme tecniche”, quali la fame e le malattie (non curate) nel mondo dei “muri”, reali o virtuali, di cemento o economici-finanziari, etc. etc..

Ricordare per “attualizzare” il rifiuto di nuove forme di sterminio di massa.