14 LUGLIO 1789 – 14 LUGLIO 2017

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 luglio, 2017 @ 6:57 am

Detto altrimenti: 1789, la presa della Bastiglia. E oggi? E domani?

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“Si, vabbè … ma senza esagerare” (E. Macron)

14 luglio 1789 – Segnò l’inizio della rivoluzione francese. In quell’anno nacque Silvio Pellico (“Silvio Pellico nacque a Saluzzo nel 1789 …” sfido tutti gli ex studenti a ricordare un modo diverso nel rispondere alla domanda “Parlami di Silvio Pellico”). I Francesi, affamati, stremati dal bisogno, sotto l’incubo di una carestia, derisi dal loro re (il quale, rientrando da una battuta di caccia disse: “Cosa? Il popolo non ha il pane? Mangi brioches!”) insorsero. I Francesi che oggi – solo 228 anni dopo, un niente per la Storia – si oppongono all’ “insorgere” sia pure in modo diverso di altre popolazioni stremate: i migranti “economici”, li definiscono.

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Le primavere della democrazia. Quando impareremo la lezione? Prima per secoli abbiamo dominato quei popoli con una politica imperialistica coloniale (leggete “Il predominio dell’Occidente” del professore canadese D. R. Headrick, ed. Il Mulino). Poi, improvvisamente, abbiamo regalato la democrazia che però si è rivelato un regalo che non poteva funzionare, proprio perché “ragalato”.

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Non sono un antidemocratico, ci mancherebbe altro! Solo che la Storia ci avrebbe dovuto insegnare come essa sia la migliore delle peggiori forme di governo, to handle with care, da maneggiarsi con cura. Già ai tempi della cosiddetta Repubblica Ateniese (in realtà: principato coloniale pericleo) un esule ateniese, l’  Anonimo Ateniese” appunto, contrario a questa forma di governo (e pertanto esule), scrisse in poche pagine (trovate il libretto in qualsiasi libreria) i motivi per i quali – pur essendo una pessima forma di governo – la democrazia ateniese perdurasse a lungo. Cui prodest, cui bono, chi ci guadagna, direbbe l’avv. Cicerone, dal fatto che la democrazia sia stata e sia volutamente lasciata “imperfetta”?

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      Attento Macron: “Trieste”, non “triste”!

Comunque, quando oggi viene  meno questa sia pure imperfetta forma di convivenza, ne subentrano altre, molto peggiori: le dittature di fatto economiche, il potere per il potere, rette sugli accordi con le multinazionali e sull’accumulo di enormi ricchezze in capo a poche persone: oggi l’1% della popolazione mondiale detiene il 51% della ricchezza totale del pianeta. Quo usque tandem … fino a quando (direbbe l’avvocato di prima) la situazione reggerà senza che ci si trovi di fronte ad una nuova presa della Bastiglia, questa volta di dimensioni planetarie? Se non la vogliamo capire per altruismo, almeno capiamola per egoismo, ma capiamola, una buona volta! Presidente Macron, non possiamo trattare le masse affamate del pianeta come “utenti di un poco di ricchezza” assolutamente indesiderati. Non possiamo trasformare l’Occidente in una sorta di  esclusivo  Club Mediterranèe del benessere: alla lunga quelle masse abbatterebbero le recinzioni, costi quel che costi.

P.S.: recentemente un’amica mi ha detto che per lei Macron è cinico. Può essere. Per me è soprattutto uno nato, cresciuto e arricchito con la finanza e vede tutto attraverso quegli occhi. E poi … poi … premesso che fra i due mali (Marine Le Pen) evviva che ha vinto il minore … si, vabbè ma  non è ora che ci possiamo bere tutto quello che ci propina … o no?

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