I CLASSICI A TRENTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Ottobre, 2017 @ 1:10 pm

Detto altrimenti: nella Biblioteca Comunale, Prof Maria Lia Guardini       (post 2868)

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      Ed io fui nono fra cotanto senno …

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Ogni alterno martedì, oggi sì il prossimo no e così via). A scuola. A studiare i classici latini e greci sotto la guida della nostra Prof con la lettera maiuscola e senza puntino. Oggi è stato il primo martedì del corso 2017-2018. Si è parlato … anzi, soprattutto ascoltato da Maria Lia (Guardini) della nascita della polis, cioè della città stato cioè dello stato nell’antica Grecia.

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Teknè politica, la capacità tecnica di governare la polis per la felicità di tutti. Ma quando e come nasce la polis? Essa nacque di pari passo con lo sviluppo del pensiero logico e astratto e della scrittura. Le riflessioni sulla polis iniziano da Platone (V sec. a. C.). Dopo un diluvio universale i pochi sopravvissuti operano insieme, si aiutano, non litigano per la sparizione di ricchezze inesistenti. Si forma un villaggio, più villaggi si riuniscono in una entità autosufficiente: la polis (molte Polis hanno un nome “plurale” a indicare la loro composizione al plurale). A differenza del mondo romano, le polis greche mantengono ognuna una specifica identità, un loro specifico dialetto, unite però tutte dalla Ellenikon, la “grecità”. Ma come sono/possono essere governate le polis? Aristotele cataloga tre forme di governo:

  • la monarchia, che degenera in tirannide;
  • il governo dell’aristocrazia, che degenera in oligarchia;
  • la democrazia, che degenera in populismo,

per cui il miglior governo sarebbe un mix temperato delle tre forme. (pensate che sciagura sarebbe avere sempre gli stessi politici! Una oligarchia populista! Dio ce ne scampi! N.d.r.).

Nella mitologia greca due città u-topiche, due non-luogo: l’isola dei Feaci sulla quale naufraga Ulisse, completamente ignaro di dove sia arrivato. Isola ben organizzata, con leggi umane e divine, agricoltura, pastorizia, capacità marinare, etc.. Isola che abbandona nel sonno così da non sapere non solo dove fosse arrivato ma anche da dove stesse partendo. E poi l’opposto, l’isola dei Ciclopi, terra fertile e generosa di tutto che non è necessario coltivare. I ciclopi, ognuno re nella sua grotta. Altro non-luogo. E Omero, Omero che cantava di Troia e delle altre città “tradizionali” ha sentito il bisogno di inventarsi/riprendere antichi miti sulla forma della polis … proviamo a metterci nei suoi panni: perché l’avrà fatto?

Mi permetto di sottoporre all’attenzione delle lettrici e dei lettori una sottolineatura: a mio parre, si potrebbe considerare un successore di Omero un santo, San Tommaso Moro con la sua Utopia, altro Non-Luogo, altro Stato ideale, possibile, augurabile etc..

Ma “iniziamo dall’inizio”: in primis, c’era la parola-logos, ovvero la parola verità, l’ipse dixit sia essa del monarca/tiranno o dell’aristocratico. La sua evoluzione fu verso la parola-dialogo che però regredirà verso la (attuale, n.d.r.) demagogia (riflettiamo, amici, riflettiamo!).

In secundis: il carattere di pubblicità alle manifestazioni più importanti della vita pubblica, fra cui la definizione delle leggi. Nella Polis le decisioni, le regole, le leggi vengono prese e definite pubblicamente. La sua evoluzione (rectius, involuzione): leggi che aspettano per anni i loro decreti attuativi; leggi fatte dal Governo e non dal Parlamento; accordi nelle segrete segreterie dei partiti; l’assenza di un vincolo di mandato; il voto segreto (riflettiamo, amici, riflettiamo!).

Tertium, questa volta datur: l’uguaglianza. Tutti sono uguali, uguali di fronte alla legge, la legge è uguale per tutti. Involuzione: … per tutti, salvo le eccezioni di legge! (Riflettiamo, amici, riflettiamo!).

Oltre a ciò la polis si è formata, anzi, tras-formata quando sono sorte nuove forze che si sono imposte come forze politiche: la forza economica (cioè commerciale); le società di navigazione (cioè i marinai); gli opliti, la nuova “arma di reparto” che determinò la fine delle battaglie corpo-a-corpo. Oggi diremmo così, che la politica è stata trasformata dalle multinazionali, dalla globalizzazione, dall’e-commerce, dalla forza armata nucleare.

In sintesi: mitologia, letteratura, storia, filosofia … per arrivare a cercare di capire e di valutare l’attualità. Segue alla prossima puntata, martedì 31 ottobre ore 10,00 Biblioteca Comunale di Trento.

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