IL GIORNO DELLA MEMORIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Gennaio, 2018 @ 10:14 pm

Detto altrimenti: era ieri                        (post 3049)

E io … come scrivere qualche cosa non ripetitiva rispetto alle testimonianze di chi quella tragedia l’ha vissuta?

Poco fa ho assistito all’intervista di Fabio Fazio alla neo Senatrice a vita Liliana Segre. Deportata da Milano (binario 21) il 28 gennaio 1944. Pochi giorni dopo, il 3 febbraio 1944 io nascevo alla Doria, una frazione “montana” del comune di Genova, dove i miei erano sfollati. Ecco cosa posso scrivere: mentre io venivo cullato dall’amore di mamma, che pure aveva mio fratello Beppe (classe 1942) a sua volta sub-sfollato in Toscana dai nonni, visto che babbo, carabiniere, era in un campo di lavoro in Germania (dal quale sarebbe tornato!), ecco, mentre io, pur nato sul tavolo di cucina, iscritto al n. 1 del fonte battesimale della Chiesa della Doria (per forza che sono sampdoriano!), mentre io venivo amorevolmente cullato, una ragazzina di 13 anni, orfana dalla nascita della mamma, veniva deportata con il papà ad Auschwitz, dopo un viaggio infernale di sette giorni.Che stridore, che abisso fra le due situazioni! Perchè? Le leggi razziali, la vergogna del nostro paese.

Il mio contributo: un’idea. Cancellare il nome di Vittorio Emanuele III da strade, piazze, biblioteche, etc. E già che ci siamo, facciamo giustizia anche della prima guerra mondiale e il nome di Cadorna togliamolo dalle piazze e dalle stazioni della metro di Milano a lui dedicate: al suo posto mettiamo Diaz. Quella scuola sì, la Diaz di Genova potremmo intitolarla a Cadorna, a testimonianze di due vergogne: le molte stragi gratuite dei nostri soldati mandati al macello nella prima guerra mondiale di cui Cadorna fu responsabile e la brutale violenza gratuita di cui quegli studenti sono stati vittime in occasione del G8 del 2001.