LA CICLABILE DEL GARDA 2 (e molto altro ancora!)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 febbraio, 2018 @ 8:58 am

(Questo è un LP- Long Post, ma leggetelo, dai, è molto diversificato, articolato … non vi annoierete!)

Detto altrimenti: la stampa locale riporta la notizia di un convegno sul tema, il secondo in zona Garda in pochi giorni (post 3052)

Premessa

La stampa locale avvisa che il 3 febbraio p.v. a Dro, presso il Centro Culturale, si terrà sull’argomento Ciclabile del Garda un dibattito moderato dal professor Giorgio Daidola (docente universitario, giornalista, maestro di sci, etc.). Interverranno il sindaco Vittorio Fravezzi; Heinz Grill (alpinista e scrittore tedesco); gli alpinisti italiani Marco Furlani e Ivo Rabanser; Alessandro Gogna (alpinista, scrittore, guida alpina, esploratore, personaggio internazionale); Stefano Pisoni (agricoltura sostenibile); Roberto Bombarda (sulla mobilità); Paolo Malfer (giornalista).

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             Alessandro Gogna

Due particolari mi hanno colpito: l’assenza di esponenti del mondo della bicicletta e la presenza del mio “antico” amico Alessandro Gogna. Sul primo aspetto, mi è venuto alla mente un libretto satirico che conservo da decenni, una critica al maschilismo, nel quale con una serie di vignette si critica la vita esclusivamente “al maschile”. Una per tutte: un gruppetto di sei omaccioni seduto ad una scrivania che parlano, parlano, parlano con fare da sapientoni, sulla “sensibilità della donna, la femminilità della donna, la sessualità della donna, le aspirazioni della donna … etc”. Ma ce ne fosse stata almeno una di donna a quel tavolo! Su Alessandro Gogna … ecco qui sotto

Alessandro, c’è posta per te …

Ragazzi, abitavamo nella stessa via, Via Rodi, a Genova. Tu classe 1946, io ’44. Iscritti alla  stessa, sezione del CAI, la “Ligure”, prima in Via SS. Giacomo e Filippo, poi in Via Serra, poi in Piazza Palermo e da ultimo in galleria Mazzini. Ricordi … se sbaglio mi perdonerai, Alessandro … sono passati tanti anni … i tuoi non volevano che arrampicassi e tu uscivi di casa con gli sci in spalla, salvo poi depositarli alla stazione FS di Genova Brignole e andare in treno ad esercitarti nella palestra di roccia dell’Acquasanta (Genova Voltri). ragazzi. E quando in sede (Via Serra) ci hai fatto vedere quanto tempo riuscivi a stare appeso sui soli polpastrelli allo stipite della porta, o facevi da sotto la “traversata in arrampicata libera” del “tetto a strapiombo” della scrivania  della sede, senza toccare il pavimento. Ragazzi. O quando ancora nel 1965 a 100 anni dalla prima arrampicata del Cervino stavamo quasi concordando di andare anche noi due in cima a quel nobile dente per quella ricorrenza!  E la  tua prima invernale (capodanno 1968) sulla Nord Est del Pizzo Badile? Ragazzi? Si, ragazzi … da 10 bivacchi invernali in parete …  ma tu che ragazzo eri, sin d’allora!  Poi le strade si sono separate, ci siamo rivisti a Milano (1974?) quando accettasti di tenere una conferenza presso la Direzione Centrale della Comit in Piazza Scala, dove io lavoravo … Ecco, Alessandro, il 3 febbraio prossimo non potrò essere a Drò a salutarti e me ne dispiace veramente tanto: infatti ti sto scrivendo da Bologna dove sono “sceso” da Trento per alcuni giorni per fare il nonno alla mia ultima nipotina, la splendida Bianca. Chissà se leggerai mai queste righe … Comunque io abito a Trento (Viale Trieste, 13), il mio tel. è 335 5487516 e la mail riccardo.lucatti@hotmail.it: se avrai letto, fatti vivo!

Una lettera di Guglielmo Duman, Presidente FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, sezione di Trento.

IMG-20160314-WA0001Mi telefona il “mio” Presidente FIAB, visto che io stesso – da ex alpinista – sono rimasto sciatore, velista regatante e soprattutto ciclista (non competitivo) già nel suo direttivo Fiab Trento (v. foto). Mi telefona perché pochi giorni fa mi aveva delegato a partecipare ad analogo convegno a Riva del Garda (v. mio post n. 3048 del 27 gennaio) e mi chiede se io non possa partecipare anche a questo secondo incontro. No, Guglielmo, mi dispiace, il 3 febbraio (giorno del mio compleanno!) sono ancora a Bologna presso figlio, nuora e nipotina! Ed allora, non potendo partecipare lui stesso a causa di precedenti impegni, mi anticipa la lettera che sta inviando al giornale:

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     Bolzano-Trento, una Fiab (sul Lago di Garda)

Egregio Direttore, mi riferisco alla lettera di Arianna Florio ed alla risposta di Franco De Battaglia a pag. 46 de l’Adige del 31 gennaio in merito alla Ciclabile del Garda. Nella impossibilità di prender parte al Convegno del 3 febbraio prossimo a Drò, affido alle pagine del Suo quotidiano un mio contributo. Innanzi tutto infatti confermo ben volentieri – anche tramite il Suo giornale – la piena disponibilità di Fiab Trento a partecipare per il futuro a convegni del genere previo un minimo preavviso, come del resto è avvenuto per la serie di convegni organizzati a Trento dalla PAT, il cui materiale sarebbe comunque interessante che fosse consultato da chi si occupa di questo progetto. Infatti anche il contributo di noi “ciclisti per e nella natura”, appassionati utenti e conoscitori della bici e delle piste ciclabili in città e fuori, può fornire utili elementi di valutazione. Ciò perchè – se non altro – fra i nostri soci vi è chi ha percorso a pedali l’intera tratta VenTo (Venezia-Torino) o il percorso “europeo” da Roma a Bruxelles, maturando esperienze molto significative in materia di interconnessione di percorsi ciclabili e di valorizzazione dei paesi e della città attraversate. Sento dire che occorre un progetto unitario. Più che d’accordo, e non solo unitario perché tenga conto di tutte le componenti realizzative, ma anche perché dovrebbe svilupparsi in modo armonico lungo tutte le tratte dell’intero percorso, armonico ma specifico per ogni tipo di singola tratta. Si parla infatti di pista ciclabile, salvo apprendere che si tratterebbe di una pista ciclopedonale, il che comporta una larghezza di ben 4,5 metri, non sempre realizzabile lungo l’intero percorso. Ed allora mi permetto di suggerire che il progetto sia denominato “Sistema Ciclabile del Garda” e sia composto da tratti di pista ciclabile e da altri di pista ciclopedonale. Ciò in quanto il meglio è talvolta nemico del bene e l’obiettivo di una pista ciclopedonale di 4,5 metri tutto intorno al Garda potrebbe dare spunto ai detrattori per ostacolare comunque l’opera o – nella migliore delle ipotesi – per rallentare la sua esecuzione. Per converso, un approccio più specifico, trasformerebbe in opportunità ciò che altrimenti verrebbe interpretato come negatività: ad esempio creando “percorsi di visita” alle cittadine del lago attraversate dal percorso, non necessariamente lungo piste ciclopedonali di quella larghezza. La ringrazio se riterrà di pubblicare questa mia. Voglia gradire distinti saluti. Guglielmo Duman. Presidente FIAB-Trento.

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          Lucia Bruni a Bruxelles

Che dire, Guglielmo? Hai centrato in pieno il problema! Complimenti! Permettimi solo di aggiungere un particolare: tu, per discrezione, non hai voluto nominare i nostri due “eroi a pedali”, ovvero chi ha “esplorato” la VenTo per studiarne la migliore realizzazione effettiva e completa(Fabio Martorano, Bolzano di Fiab Trento visto che Fiab Trento è “regionale”) e chi (Lucia Bruni, Bologna ma traferita a Trento come lavoro e come Fiab) a cavallo del fine giugno scorso e della sua biciletta si è concessa in 16 gg la traversata di 2000 km da Roma a Bruxelles (in solitaria e bagaglio appresso!) per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma, quelli che hanno dato l’avvio al processo di integrazione europea. Lo faccio io in questa sede più discreta delle pagine del quotidiano.

Goob Bike, Good Garda, Good Fiab everybody!

P.S: Joint us, unitevi a noi, iscrivetevi alla FIAB (v. internet)

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