MENS SANA IN CORPORE SANO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 febbraio, 2018 @ 1:52 pm

Detto altrimenti: a tutte le età … (post 3055)

Io, nato il 3 febbraio 1944, domani “compio” 74 anni nel senso che entro nel mio 75° di vita. Da domani quindi dirò di averne 74 anche se secondo la prassi toscana dovrei dire che ne ho 75 (nel senso che sto vivendo il mio 75°) e che “lo finisco” (di vivere) il 3 febbraio 2019. Cabala della matematica etariale, quella dell’età!

2014 - Copia - CopiaAlcuni amici mi chiedono, meravigliati: ma come, vai ancora a sciare? Uei raga … come vi permettete con quell’ “ancora”? Io ho tempo, abito vicino alle piste da sci (casa mia-impianti della Paganella, 30 minuti d’auto), un abbonamentino stagionale agli impianti di risalita non me lo toglie nessuno e alla via così, avanti tutta! Già, perché più che (lo so che “più che” è grammaticalmente sbagliato ma a me mi – a me mi – piace scriverlo!) … dicevo? Ah … si: più che si diventa vecchi più che bisogna muoversi. L’ho sperimentato varie volte. Ora, a dire il vero con lo sci io non ho mai smesso, anche se con l’età, diventando giudizioso, faccio lavorare di più il cervello, curo le sfumature, scio meglio e con molta minore fatica. Inoltre sono diventato più “esigente” anche nei confronti delle piste e della neve, nel senso che in genere scio dalle 08,30 a mezzogiorno, quando le piste sono nella migliore condizione e molto meno affollate. E vi assicuro che oltre tre ore filate sono più che sufficienti. Le sfumature? Braccia più aperte (cribbio!!) per compensare quel (vecchio) vizio di sciare con le gambe troppo unite (errore questo che ai miei tempi era una qualità!), segno dell’età; peso più avanti in modo da sentire premere gli scarponi sugli stinchi; in uscita di curva andare a cercare il terreno con la mano a valle; spigolare di meno, lasciarli correre questi sci, quante volte te lo devo dire?  Etc.

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      La traversata del Lago di Cavedine

Con la bici è andata diversamente. Io ho cominciato a pedalare tardi, all’età di 38 anni, ma ho fatto in tempo a farmi le gambe per le Loro Maestà della montagna (Lautaret, Galibier, Izoard, Manghen, Bernina, Maloja, Sestriere, Monginevro, Fraiteve, etc.). Poi tradii la bici per la vela e l’ho ripresa dopo un lungo intervallo. E’ chiaro che la gamba e l’età non sono state più le stesse, ma ciò non ha impedito che allenandomi con regolarità e progressione, io oggi riesca non dico a rifare quelle salite (che oggi faccio con l’aiuto elettrico, anche a causa di una bronchitella cronica, regalo di un recente compleanno – che lui, poverino, colpa non ne aveva solo che, sommato ai precedenti …) ma che io non abbia problemi a farmi pedalate anche di 100 km anche con qualche salita media inserita nel percorso. La bellezza dell’allenamento: le salitelle o i lunghi kilometraggi che all’inizio di stagione di preoccupano un poco al momento del loro approcciarsi, dopo un paio di migliaia di km te li ritrovi alle spalle senza nemmeno essertene accorto. E poi, il peso … dai, quei tre-quattro kg di meno sai che meraviglia!

Eurpean Championship Fun 2007 - Fraglia Vela Riva

           Regatare necesse est!

E fra le due età della bici, la vela. Già, perché nonostante tutto io sono nato nel mare, a Genova e nuotavo all’età di quattro anni, senza salvagente. Un giorno ero in mare, alla boa a 30 metri da terra, mi vede una signora, lancia l’allarme, arriva la barca con il bagnino e … “mi salvano”!! Io incazzatissimo! Ma una porzione di … fatti vostri, noo? Chi vi aveva chiamato? Ma vabbè, questa è un’altra storia. La vela, dicevo. Più navigatore che regatante anche se poi ho fatto vent’anni di regate con il mio FUN Whisper ITA 526 ormeggiato in Fraglia della Vela a Riva del Garda. Ma anche questa è un’altra storia e poi se navigate anche voi … qui fra i miei post, ne leggerete abbondantemente di regate e di crociere con Whisper, che lei si chiama così, bisbiglio, sussurro, tanto è silenziosa nello scivolare sull’acqua.

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