UNO DI CUNEO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 febbraio, 2018 @ 10:36 am

Detto altrimenti: per carità, non se ne abbiano a male, ogni città ha il suo … (post 3059)

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Ogni città ha il suo riferimento da criticare, da prendere come esempio negativo. A Genova dicevamo “chi nel pesce mette il limun (limone) o è di Cuneo o è un belinun (“scemo”). Nel senso che i veri intenditori di pesce (appena pescato) vogliono gustare il sapore del mare, non quello del limone. Quelli di Cuneo – chissà perché- … noi ce l’avevamo con loro. Eppure, in questi giorni uno di loro, il presidente dell’Associazione industriali: “Gente, non fate studiare i vostri figli, fatene operai specializzati, presto ne occorreranno 40.000 qui in zona, altro che laureati disoccupati!”

(qui a fianco: pesce fresco, senza limone, pe caitè … per carità, ghe disgian a Zena, dicono a Genova)

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Cuneo, tutta una retta fino a Borgo San Dalmazzo

E bravo presidente! Ma la scuola non forma solo operai e laureati, forma anche cittadini! Vede caro presidente, ho molti amici con forti disponibilità finanziarie: tutti costoro stanno facendo studiare i figli nelle migliori scuole, college e facoltà universitarie (a pagamento) dell’estero, stanno facendo fare loro stage anche annuali in paesi lontani: questi ragazzi si preparano, conoscono (veramente) le lingue, conoscono il mondo. E gli altri? Gli altri che stiano al loro posto, cribbio! Meritocrazia ci vuole altro che balle!

download (2)Vede, caro presidente, secondo me lei dovrebbe andare un po’ alla scuola di Barbiana, da Don Lorenzo Milani. Cosa? Mi chiede chi sia questo tale? Cosa? … le sue segretarie le dicono che fra l’altro nel frattempo quel tale è morto? Si, è morto, ma il suo insegnamento vive ancora: si vede che lei non è preparato. Ecco perché ci deve andare in quella scuola, là dove si insegnava che è più meritevole (ecco la meritocrazia “giusta”) il figlio di un montanaro della Toscana che prende un 3 del figlio di un professionista di Firenze che prende un 9; là dove si insegnava a leggere e capire anche le pagine della politica e dell’economia e non solo quelle dello sport. Buon lavoro, presidente, e auguri per la sua impresa soprattutto se e quando – come è probabile – avrà bisogno di essere affiancato anche da persone pensanti “in più” oltre ai suoi figli pensanti.

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