SAN MARCO – MARCO (TN)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 febbraio, 2018 @ 11:30 pm

Detto altrimenti: oggi come ieri                             (post 3064)

San Marco Evangelista (1, 40-45). Gesù guarisce un lebbroso il quale, purificato, rientra nella città. Gesù no, perché avendolo toccato – sia pure per guarirlo – è diventato impuro. Non può entrare più in città, deve stare fuori in luoghi appartati. Questo 2000 anni fa. Oggi escludiamo:

  • per l’aspetto fisico: tu non hai il mio aspetto;
  • per i diritti: io li ho tu no;
  • per il pensiero: il tuo è diverso dal mio.

Un inciso: Marco (TN), un paese, immigrati come sardine nei container. Levico (TN), tre operai immigrati, tre anni sottopagati e stipati in una roulotte. La città, quelle città, quei luoghi, luoghi che escludono, luoghi che creano ghetti di “impuri”.

“Che fai? Non mi saluti nemmeno? Mica ho la lebbra io”. Ecco, a livello subconscio siamo rimasti a quel livello storico: isolavamo chi aveva la lebbra malattia, ieri; isoliamo oggi chi ha la lebbra di una pelle diversa, di un diritto diverso e soprattutto chi la lebbra di un pensiero diverso e autonomo.

Si, isoliamo anche il pensiero. Il pensiero diverso e autonomo – anche se migliore – è isolato dalla massa degli allineati. Anzi, se quella massa se ne accorge in tempo, esclude quel pensiero già nella sua fase potenziale, quando non è  ancora stato espresso. Per questo gli “ipse dixit” si circondano di masse pensanti alla stessa maniera, pensanti come lui, anzi, che adottano il suo pensiero, cioè non pensanti in proprio, cioè proprio non pensanti.

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Ed allora coloro che pensano in proprio si dividono in tre gruppi; !) coloro che insistono a difendere il pluralismo del pensiero  all’interno della città del pensiero omologato; 2) coloro che ne escono e continuano la loro azione dall’esterno; 3) coloro che si omologano (quest’ultimo di certo non è il caso mio: io sto decidendo fra i primi due).

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Buon libero e autonomo pensiero a tutte e a tutti!

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