IL 4 MARZO SI AVVICINA: PER CHI VOTARE?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Febbraio, 2018 @ 2:05 pm

Detto altrimenti: ecchè … devo dirvi tutto io? Ma quando mai …!   (post 3085)

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                   C’era una volta …

Nel nostro passato remoto politico esisteva l’identificazione di un blocco sociale con il rispettivo partito: operai da una parte con il loro partito; borghesi dall’altra con quell’altro, etc.. Oggi ogni blocco si è aperto in più sotto-blocchi ed è conseguentemente venuto meno il rapporto-legame diretto fra ogni sotto-blocco ed “un” partito, per cui il rapporto sotto-blocco/partito non deriva più da un comune vissuto bensì da giudizi di gradimento, soggettivi, labili, superficiali. Da qui il cambiar partito di volta in volta da parte di tanti elettori; il cambiar partito da parte di circa 650 parlamentari (fra le due camere!); il cambiare obiettivi da parte dello stesso partito (“UE no; forse; si ma; si, sono cambiate le condizioni”).

Il populismo. A questo punto, per recuperare il rapporto con l’elettorato i partiti fanno riferimento a “tutto il popolo”, cioè cadono nel populismo: a chi non farebbe piacere non pagare il bollo dell’auto, le tasse universitarie, il canone TV, le tasse sulla prima casa; ricevere il reddito di cittadinanza, e chi più ne ha più ne metta!?

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Per chi ho votato? Sono un conservatore di sinistra: non condivido alcune delle mie idee …

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Le ideologie, quelle istanze che tendevano a dare valore a qualcosa, sono morte. E quand’anche sento dire “stai con noi perché abbiamo gli stessi valori” mi viene in mente che il valore si identifica come tale, cioè come valore, per essere “tutto ciò che non è”. E non mi basta. Ora mi chiedo: come ragionerà e voterà la gente, la maggior parte della gente che non ha certo studiato “filosofia della politica”? Probabilmente molti non andranno a votare (e invece mi auguro che siano pochi!); altri sceglieranno per esclusione: “Quello no, quell’altro nemmeno, etc.. non mi resta che questo”. Altri ancora, infine, voteranno … come? Non lo so, scusate … ecchè? Devo dirvi tutto io? Ma quando mai …!

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