DA KESSLER A CONZATTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 marzo, 2018 @ 6:23 am

Detto altrimenti: dall’epoca di un senatore a quella di una senatrice   (post 3102).

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Un destino senatoriale il mio, pare! Chiamato in Trentino trent’anni a ristrutturare finanziariamente ed economicamente la finanziaria ISA SpA e a lanciare il Progetto Tonale sotto la presidenza del Senatore Kessler, oggi mi ritrovo a vivere l’Epoca Senatrice Conzatti. Ciò premesso, veniamo al motivo di queste mie riflessioni, che spaziano dall’ulivo e dalle  margherite ai salici piangenti.

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downloadLo riconosco: in passato la politica locale era sempre stata pre-veggente ed aveva positivamente difeso “Isola Trentino” e favorevolmente influito su quella nazionale. Questa volta no. Questa volta “Un indovino mi disse” … e non è solo il titolo di un libro di Tiziano Terzani, ma anche quanto posso ricondurre ad un mio caro amico, Luigi Sardi, giornalista e “storico della storia”, persona conosciuta da moltissimi e stimata da tutti, il quale negli ultimi anni quanto a previsioni politiche ci ha azzeccato ben due volte. La prima con il suo “a volte ritornano” riferito a Berlusconi, e lo diceva quando costui era nella fase più acuta della tempesta giudiziaria e nessun altro ci avrebbe mai creduto, in quel ritorno. La seconda poco prima dell’ultima tornata elettorale nazionale, allorchè mi avvertiva circa la limitatezza della percezione di chi – come me – frequentava grosso modo sempre la stessa “fascia socio-culturale”, rispetto alla sua capacità previsionale di frequentatore di molte diverse “fasce”. Infatti, tali sue frequentazioni gli facevano prevedere un vero e proprio ribaltone, quale reazione agli avvitamenti della politica tradizionale.

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Morale della favola l’amico ci ha azzeccato anche questa volta: al dualismo di prima (Destra-Sinistra) si è sostituito un nuovo dualismo: antipolitica-politica. E bravo il mio amico! Peccato che la stessa consapevolezza non l’abbia avuta la politica locale. Peccato. Qui a fianco, il mio Indovino Personale Luigi Sardi.

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      Mettiamole le strisce! E di corsa!

Ma perché questo trionfo dell’antipolitica? Facciamo un passo indietro nella storia: ieri PC finanziato da URSS, DC da USA. Oggi Russia – USA convergenti sull’ostacolare la nascita di un’Europa forte, figuriamoci la nascita degli Stati Uniti d’Europa, che invece entrambi vedono bene come parco buoi consumatori. Facciamo un altro passaggio: Europa – Italia: “Italia oggi”, non il titolo di un quotidiano, bensì come si configura oggi il Paese nei confronti dell’Europa: forse un elemento po’ più destabilizzatore del processo di costituzione degli Stati Uniti d’Europa. E questo mi rattrista molto e fa sì che io mi domandi: cui prodest? Cui bono? Chi ci guadagna? A chi vien bene? A mio sommesso avviso l’Italia – anello più debole fra gli anelli “forti” della catena Europa e quindi più aggredibile – è forse sotto attacco da parte di Stati che non vogliono un’Europa unita e tanto meno gli Stati Uniti d’Europa. E l’attacco avviene attraverso i successi dell’antipolitica sfasciacarrozze: un’Europa forte che possa opporsi al protezionismo doganale USA? Quando mai!

Ma ritorniamo ai due poli. Aggiungo che all’interno di ognuno di essi, assistiamo ad una ulteriore suddivisione: l’antipolitica in Lega e 5 Stelle; la politica in “Arroccamento di fantasmi” e “Nuove idee su possibili compromessi”.

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Il compromesso. Il primo governo Degasperi fu fatto con i fascisti. Il compromesso storico di Moro con il PC. Paolo Mieli, nel suo bel libro “I conti con la Storia – Per capire il nostro tempo” (Rizzoli, 2013) dedica un intero capitolo al compromesso: “Mosche e scarafaggi: quando i compromessi fanno la Storia”, dalle pagg. 38 a pag. 48 comprese. Ecco l’incipit “Il compromesso è la cosa migliore che ci sia: Fu Albert Einstein a dire che gli unici compromessi inammissibili sono quelli sordidi” Ma perché si parla di scarafaggi e di mosche? Mieli si spiega citando il filosofo israeliano Avishai Margalit, secondo il quale il compromesso di uno scarafaggio che ovviamente rende immangiabile una minestra va rifiutato; mentre quello di una mosca sul balsamo applicato ad una ferita danneggia solo in parte l’effetto curativo e può essere ammesso.

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“Liber” in latino “libro” e anche “libero”. Sarà un caso?

E torniamo con i piedi per terra, sulla nostra Terra Trentina, quella della nostra Provincia Autonoma. I guru della vecchia politica sono stati schiacciati dall’antipolitica. Una vecchia politica che non ha saputo vedere al di là del … bracciolo della poltrona che occupava (uso l’imperfetto, tempo del passato) e che ora incredibilmente ripropone se stessa attraverso i vecchi guru che ripropongono se stessi: “Non passeranno! Difendiamo i nostri valori, alle armi! Alle armi!” Gridano a gran voce. E invece … invece qui in Trentino, chi ha avuto ragione? Chi torto? Orbene, per dirla con il Manzoni “La ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto, che ogni parte abbia soltanto dell’una o dell’altro”. Quindi secondo Don Lisander ci potrebbe essere un concorso di colpa. Tuttavia, il “chi ha avuto”, è passato prossimo, tempo del passato.  Ma … per il futuro, “chi avrà” ragione? Avrà ragione chi si arrocca alla ne paseran dietro l’assolutismo di vecchie posizioni storicamente superate e assolutamente indifendibili oppure avrà ragione chi vuole rimanere vivo e mettersi comunque in una posizione dalla quale cercare di recuperare i pezzi della politica per opporsi all’antipolitica?

Ai posteri l’ardua sentenza (e ci risiamo con il Manzoni!)

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  • Riccardo Lucatti

    Scrive l’amico Claudio Colbacchini: ” Ma se il tuo indovino personale, da solo, è stato capace di una previsione così azzeccata, come mai i partiti che sono risultati sconfitti, con tutta la loro organizzazione territoriale, non lo hanno capito? Forse semplicemente per presunzione di taluno. Non vedo altra spiegazione”.

  • Riccardo Lucatti

    Scrive l’amico Fabio: “Concordo Riccardo. Per capire cosa è accaduto bisogna capire bene il mondo e poi l’Europa. Se in Germania c’è la grande coalizione non si comprende perché non la si possa fare anche qui da noi”.

  • Riccardo Lucatti

    Scrive Luigi Sardi: ” Sullo sfondo troneggia l’immagine politicamente spenta di Lorenzo Dellai che in Valsugana e durante la fallita “campagna” elettorale oltre agli elettori, ha perso la bussola e il buon senso invocando la PiRuBi (o Valdastico qual dir si voglia ) da tracciare attraverso la vallata. Non si è ricordato che in un passato ormai remoto, Enrico Pruner e con lui gli uomini del Pci arrivati da Vicenza e Rovigo, aveva detto di no al progetto che avrebbe devastato il territorio da Bassano a Pergine; che mentre a Borgo lui fantasticava sull’antico e pluribocciato disegno, a Trento una sua compagna di coalizione – la focolarina Franzoia – ribadiva il conclamato no del Pd. E perché quando era presidente della Giunta provinciale non ha concorso con le genti del Veneto a costruire quell’autostrada ipotizzata 52 (cinquantadue ) anni fa da Bruno Kessler che, saggiamente, la mise da parte?”

    • Riccardo Lucatti

      Luigi, la PiRuBi passerebbe in Valsugana. La Valdastico sotto le montagne, sono cose diverse. Fra 15 anni la maggior parte delle auto sarà  “ibrida” o elettrica, e il problema sarà  la resistenza dei ponti dell’A22 in Sud Tirolo al sovraccarico dei TIR che saranno costretti all’intermodalità , che se non facciamo anche noi qualcosa (Valdastico
      + incremento dell’intermodalità  a Tn e Rovereto), farà  centro a Verona. Quindi io mi permetto di dire no a PiRuBi, si a Valdastico con un forte rafforzamento dell’intermodalità  trentina.