MUSICA SULLA CIMA TOSA?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 aprile, 2018 @ 8:54 am

Detto altrimenti: non mi va bene per niente!         (post 3142)

Avviso: stiamo cercando tricicli e biciclettine per bimbi che non ne hanno. Grazie di cuore da parte loro se ci date una mano … (miei rif.: 335 5487516 – riccardo.lucatti@hotmail.it)

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50 anni fa: non ricordo su quale cima fossi, ma la Tosa è quella laggiù, innevata

La citta’ in montagna? No, meglio la montagna in città! “Ieri” Megaconcerto allo Spinale. “Oggi” a pag. 9 de l’Adige leggo di un video musicale girato da un trio rock sulla Cima Tosa, in Brenta, a 3173 metri di quota. “Domani” avremo un altro evento, in altra valle, a uguale quota. Le stesse pagine del giornale preannunciano il trionfo del prossimo Film Festival della Montagna: 149 film selezionati! Ma di quale montagna stiamo parlando? Sarebbe utile chiarirsi.

E allora veniamo alla Tosa. L’articolista (F.D.S.) scrive che il trio rock “… risolta la questione logistica e approdati sulla Cima Tosa …”. Approdati? Direi meglio “atterrati”. Già, perché mi risulta difficile pensare che ci siano arrivati in barca o che l’abbiano scalata con tutta la loro attrezzatura sulle spalle, a meno che non avessero assoldato una pattuglia di sherpa o fossero loro stessi molto, molto allenati a quelle fatiche. Dunque, l’articolista intelligentemente scrive “approdati”. Ma … se li ha portati lassù un elicottero … ma non erano vietati gli atterraggi degli elicotteri sulle cime dolomitiche? Dice … si … però loro erano “autorizzati”. Ah, ho capito, la legge vale per tutti salve le eccezioni di legge, eccezioni e violazioni … ma chi decide quale sia eccezione e quale violazione? Qui sta il potere: non di emanare una legge, ma di gestirne eccezioni e violazioni.

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50 anni fa: sulla Tosa con l’amico Andrea De Angeli da Bolzano

E invece no. Poiché la mia è solo una supposizione, diciamo che sulla Cima Tosa ci sono arrivati a piedi. Non mi va bene ugualmente. Infatti hanno violato la poesia della montagna, il suo silenzio, la sua magia. Almeno mi auguro che nessuno di loro fosse un fumatore, così non rischieremo di trovare cicche di sigaretta al posto delle stelle alpine.

Si alzano cori di protesta per le poche piste ciclo-escursionistiche tracciate in montagna a quote molto, molto più basse e benchè il loro corretto utilizzo sia regolamentato dai Quaderni del CAI Centrale e non ci si ribella per lo sfregio della Musica del Silenzio delle Vette? Non portiamo la città in montagna! Piuttosto portiamo la montagna in città, cioè portiamo in città i valori della Montagna: che siano compresi e condivisi da tutti i cittadini, anche da chi non è alpinista. Il rispetto della natura è uno di questi valori.

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Dalla Tosa: il Campanil Basso,  la Brenta Alta, la Cima Margherita con la via Videsot

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Dice … ma la Musica è un valore. Si, certo, io stesso sono un appassionato musicofilo (di musica classica), ed ho anche apprezzato la Musica in Montagna, ma d’altro tipo. Vi racconto: ragazzo, stavo scalando la Brenta Alta, ero a mezza parete, quando mi raggiunge la melodia di un coro di montagna. Guardo verso il basso e laggiù, sul colle, 300 metri sotto i miei piedi, disposti a semicerchio, un gruppo di coristi (al mio rientro al Rifugio Pedrotti alla Tosa avrei scoperto essere il Coro della SAT) stava intonando canti di montagna. Ecco, questa sì che può essere Musica in Montagna, non il rock con l’elicottero!

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Firmato … non Diaz, bensì molto più semplicemente Riccardo Lucatti, già istruttore sezionale di alpinismo e scalatore in Brenta e nelle Pale di S. Martino.

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P.S.: conservo ancora giacca, scarponi, piccozza e corda!

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  • Riccardo Lucatti

    Scrive Gigliola: “Ciao Riccardo, condivido pienamente quello che hai scritto nel post 3142. Credo che la montagna non possa essere resa accessibile indifferentemente
    “a tutti”: infatti, dietro questa affermazione – che ritengo una scusa bella e buona – si stanno compiendo numerosi scempi. Un abbraccio.”