ASSEMBLEE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 maggio, 2018 @ 6:45 am

Detto altrimenti: riunioni di tutti i soci, associati, membri, condomini … non del direttivo, del consiglio di Amministrazione, dell’amministratore condominiale    (post 3157)

Già … occorre distinguere fra le riunioni degli organi direttivi e quelle dei “padroni” dell’entità da costoro diretta. Per capirsi meglio, inizio dalle assemblee condominiali. Come è noto, esse sono le riunioni di tuti i condomini, cioè dei comproprietari dell’immobile e spesso sono gestite male. Mi spiego: si nomina un presidente che però resta seduto fra i condomini. Si nomina un segretario verbalizzante che viene fatto sedere al tavolo della presidenza a fianco dell’Amministratore che di fatto gestisce la riunione al posto del presidente della riunione: da una logistica sbagliata deriva una gestione sbagliata. No buono.

Vi sono poi assemblee poco partecipate, il che dimostra lo scarso interesse degli associati alla gestione del loro ente. Generalmente in queste riunioni i rendiconti vengono approvati da una distratta unanimità, con il che si consuma la seconda negatività: dopo la scarsa partecipazione, l’assenza di un contraddittorio, di una analisi critica. No buono.

In alcune assemblee il presidente dell’ente ha preorganizzato la nomina del presidente della riunione. No buono.

In certe assemblee poco partecipate tuttavia taluno si è preoccupato di raccogliere un gran numero di deleghe: il che snatura il ruolo dell’assemblee la riduce ad un semplice gioco di potere. Se poi sono assemblee elettive, quel taluno insiste perché “si voti subito, prima della discussione, perchè molti devono tornare ai loro impegni”. No buono.

In alcun assemblee ci si dimentica di aprire la discussione ai partecipanti e di fatto le si trasforma in una sorta di comunicazione ai soci da parte del direttivo. No buono.

In altre invece – e sono le vere assemblee – la gestione è del presidente espressione degli associati, la partecipazione è elevata, la discussione aperta e ricca, le votazioni non sono all’unanimità e sono aperte solo alla fine della discussione. Evviva queste assemblee!

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  • Riccardo Lucatti

    Mi scrive Luciano B. da Bologna (e dai … Luciano, impara a pubblicare direttamente i tuoi interventi!): ” Complimenti per l’analisi, blogger, si vede che si sei passato anche tu in quelle assemblee. Hai dimenticato i casi di creazione di deleghe “dal nulla” e/o di un numero di deleghe superiore a quello degli associati!”

    • Riccardo Lucatti

      Ciao Luciano, è vero, ci sono anche quei casi ma si entra in un altro campo: quello dell’illegalità pura. E talvolta questi casi restano impuniti sia per la mancanza di una espressa specifica e immediata sanzione, sia per la scarsa partecipazione a attenzione degli associati. Io sono laureato in giurisprudenza: 50 anni fa fra noi studenti girava una battuta: cos’è il diritto? In Germania ciò che è scritto nei codici; nel mondo anglosassone le sentenze già emanate dai giudici in casi analoghi; in Italia ciò … che faranno i carabinieri! Già … noi abbiamo bisogno di una sanzione immediata che ci faccia rigare diritti.