LA (MICA TANTO) FAVOLA DI PINOCCHIO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 maggio, 2018 @ 1:10 pm

Detto altrimenti: rileggiamola, soprattutto nella parte del Paese dei Balocchi e di Mangiafuoco   (post 3209)

In queste ore si sta facendo un po’ di confusione fra i violenti attacchi a Mattarella (che è sacrosanto respingere al mittente e perseguire penalmente, art. 278 C.P.) e il sostegno alle sue azioni. E anche qui occorre fare una distinzione, quella fra l’azione appena compiuta e le sue azioni prossime venture.

downloadL’azione appena compiuta dal Presidente Mattarella. A mio sommesso avviso negare l’approvazione al Prof. Savona è stato un errore “politico”. Infatti, se quel governo fosse partito, avremmo presto scoperto che il Paese dei Balocchi e Babbo Natale (regali per tutti) non esistono. Così, invece, a molti elettori verrà rifilata la storia che Babbo Natale stava arrivando, ma qualcuno – Mattarella – gli ha manomesso la slitta. C’è questa nostra eterna adolescenza politica dalla quale potevamo far uscire l’Italia e nella quale, ancora una volta, ci ritroviamo immersi, rischiando così di gonfiare ancora di più il numero di coloro che credono alle promesse del Mangiafuoco di turno. Salvini non aveva alcuna intenzione di andare al governo, altrimenti gli sarebbe bastato fare un altro nome per il ministero dell’economia.

Chi ha paura del Savona cattivo? Be’ … forse tutti i torti Mattarella non li ha avuti, se solo ci ricordiamo quale danno può fare un esponente del governo anche in assenza di una decisione del Parlamento: il trattato di Londra che impegnò l’Italia nella prima guerra mondiale fu stipulato nella capitale britannica il 26 aprile 1915 e firmato per l’Italia dall’ambasciatore  Guglielmo Imperiali su incarico del governo Salandra, senza che il Parlamento, in maggioranza neutralista, ne fosse informato.

imagesMa era per questo, proprio per questo, che bisognava far partire il suo governo. Perché se uno bluffa, gli si guardano le carte, non ci si alza dal tavolo. Mattarella, invece, si è proprio alzato, lasciando lì tutta la posta. Alle prossime elezioni avremo una maggioranza conquistata grazie alle promesse da Paese dei Balocchi che in ogni caso sarà ben più solida di quella che avrebbe sostenuto il governo Conte. Una maggioranza, dunque, che sarà capace di fare ancora più danni. Una cosa bisogna capirla il prima possibile: che a questo punto il governo “delle molte, troppe promesse” è inevitabile. Secondo me abbiamo semplicemente perso l’occasione per farlo andare al potere nella maniera più indolore. Adesso ci tocca aspettarlo come si aspetta la varicella a 40 anni. E i mercati, che certe cose le sanno, stanno già facendo salire lo spread.

Le prossime azioni del Presidente Mattarella. Io credo che nonostante l’errore politico di cui sopra occorra difendere il Presidente Mattarella e cercare di sostenerlo in ogni modo. Infatti, il suo errore è un “sunk fund”, denaro affondato (acqua passata, diciamo con altra espressione). Mi spiego: quando uno compera azioni a 1000 e poi scendono a 500 qualcuno gli suggerisce di comperarne un ugual numero a 500 così il suo costo medio è 750 e la sua perdita è solo di 250 e non di 500. Un’altra corrente, quella alla quale io credo, dice: “No, i soldi spesi per le azioni che hai comperato a 1000 sono sunk fund, soldi affondati. Tu devi operare solo sulla previsione del futuro, cioè comperare a 750 solo se pensi che risaliranno oltre 750. Non devi continuare a puntare sugli errori fatti”.

Di Maio poi invita ad esporre il tricolore per la Festa della Repubblica. Ma il tricolore è un simbolo, il simbolo di tutti gli Italiani. Orbene, come ci insegna Gustavo Zagrebelsky nel suo bel libro “Simboli al potere”, quando taluno vuole fare di un simbolo sua proprietà privata, esso da elemento di unione diventa fattore di divisione e di guerra.

Che fare allora? Non far passare il tentativo Cottarelli per non farsi  addossare la responsabilità altrui, cioè quella del crollo della credibilità finanziaria che Paolo Gentiloni ci aveva guadagnato: dopo il danno anche le beffe? Noooo …!

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