UN’EUROPA “GIUSTA”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Luglio, 2018 @ 7:08 am

 Detto altrimenti: è “giusto” avere un Europa Unita? (post 3270)

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“Giusto” potrebbe intendersi, dal latino “secundum jus”, conforme al diritto. Ma anche i nazisti sterminavano gli Ebrei in ottemperanza alla loro legge. No, così non va … ma allora, cos’è la giustizia? Cos’è giusto? Taluno si rifà al diritto naturale, a principi che sarebbero innati nell’uomo: è giusto ciò che rispetta tali principi. Solo che su queste basi si può affermare tutto e in contrario di tutto: la proprietà privata e quella collettiva spinte entrambi all’eccesso. Infatti il diritto naturale può essere estremamente progressista ed estremamente conservatore.

Summa lex, summa iniuria dicevano i latini: per quanto possa essere perfetta una legge, può sempre recare danno ad alcuni. Forse è per questo motivo che la rappresentavano bendata la giustizia.

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     Le strisce! Regaliamole le strisce!

No … accantoniamo queste due opzioni: non funzionano. Proviamone un’altra. Razionalmente non possiamo arrivare a conoscere la giustizia, bensì solo interessi e quindi conflitti di interessi. Ma noi vogliamo evitare i conflitti (guerre) ed allora sostituiamo al concetto di giustizia quello di Pace: è giusto quel sistema politico che – grazie a compromessi fra opposti interessi – garantisce la Pace. Esso è quello che ha le maggiori possibilità di essere duraturo: l’UE ha garantito decenni e decenni di Pace fra gli Stati Europei, quindi se si accettano le conclusioni di cui sopra, è un sistema politico giusto. Il mio sogno? Io non ho sogni bensì solo utopie e un’utopia è un obiettivo semplicemente “non ancora” raggiunto, cosa ben diversa da “irraggiungibile”: gli Stati Uniti d’Europa.

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download (1)Dice … ma per far ciò occorre scendere a compromessi. Dico: occorre “salire” a compromessi. Come ci insegna Paolo Mieli nel suo bel libro “I conti con la storia” il compromesso può essere sordido (1) e quindi inaccettabile, come quello di uno scarafaggio che sia entrato nella vostra minestra. Ma esistono anche compromessi accettabili, come quello di una mosca che si sia posata sulla pomata che avete spalmato su una vostra ustione: la cacciate con un gesto,  né vi ha danneggiato in alcun modo (Mieli cita “Sordidi compromessi”, un libro di Avishai Margalit,  in corso di pubblicazione per l’editrice Il Mulino).

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(1) il primo a individuare la categoria dei compromessi sordidi fu Albert Einstein.

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