IMPOVVISAMENTE IL MARZO SCORSO …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Agosto, 2018 @ 7:17 am

Detto altrimenti: dal marzo nazionale all’ottobre trentino … e non solo     (post 3285)

E’ anche vero che se ti abitui ad un quadro storto, ad un tappeto sfilacciato, alla fine non “vedi” più queste anomalie della tua abitazione. In questi casi l’osservazione di un tuo amico serve a far sì che tu rimedi a questo stato di cose. Ed ecco quindi l’aspetto positivo del “cambiamento”, sempre che si cambi “in meglio”. Ma non è sempre così, purtroppo.

Eurpean Championship Fun 2007 - Fraglia Vela RivaIo sono un velista e so che se alla barra del timone della mia barca (un Fun da regata, sette metri da corsa) imprimo un “cambiamento” troppo violento senza tener conto della regolazione delle vele, posso romperne l’asse o – nel migliore dei casi – la pala del timone entra in cavitazione e non sortisce altro effetto se non quello di rallentare l’andatura della barca senza che la sua direzione ne sia modificata. In altre parole, per modificare la rotta occorre tener conto della velocità e della condotta complessiva che la barca stava già avendo. Occorre cioè far tesoro di ciò che già si sta facendo ed operare correzioni graduali, progressive, globalmente coordinate.

download (1)E invece mi pare che ciò non stia accadendo né in Italia né nel mondo. Molti, troppi “timonieri” – in Europa, negli USA, in Turchia, in Italia imprimono colpi di timone violenti che ritengono “giusti”. Ma cos’è “giusto”? Per i Latini era giusto ciò che era secundum jus, cioè rispettoso della legge. Ma anche i nazisti rispettavamo la loro legge, eppure l’olocausto non è “giusto”. Oggi si tende (giustamente, n.d.r.) a trasformare il concetto di giustizia in quello di Pace: è giusto un comportamento che porta la Pace (in famiglia, nella società, nello stato, in Europa, nel mondo). In tal senso l’UE è giusta perché se non altro ci ha garantito 70 anni di Pace.

E la Pace è quella condizione che accontenta e scontenta un po’ tutti: è il frutto di un compromesso, non di una sopraffazione che Pace appunto non è. Il compromesso … ho già scritto su questo modo di agire che spesso – purtroppo – viene classificato come fatto negativo. E invece esso è il frutto positivo e salvifico dell’esperienza, della cultura storica, dell’esperienza di vita: il contrario dell’improvvisazione, dell’unilateralismo violento, del “prima noi” e gli altri si arrangino.

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images (1)Ecco … vedete … io sono favorevole ai giovani d’età e/o di governo, purchè non si alimentino solo di retorica, di slogan, di frasi ad effetto (effetto su chi, poi ..), di sorrisi stereotipati, purchè facciano tesoro degli insegnamenti della Storia antica e recente; purchè accettino di imparare dalla esperienza di vita altrui (visto che ancora non ne hanno di propria ). E invece c’è chi raddoppia i dazi; chi sostituisce i finanziamenti degli investitori esteri con le invocazioni al suo dio e chiede al popolo di versare allo Stato le sue riserve d’oro e di valuta pregiata (ma non s’era già vista questa operazione, qui da noi, nel ventennio …?); chi promette tutto e il suo contrario; chi “non scende a compromessi”; chi trasforma la posizione del premierato in un triunvirato …

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imagesSarò anche classista, lo ammetto … dai che alla mia tenera età di giovane nonno 74enne ci può stare … ma credo fermamente che la Storia sia Maestra di Vita (le lettere maiuscole non sono utilizzate a caso!) e credo che gli alunni della storia, cioè tutti noi,  si debba ascoltare con attenzione le sue lezioni, con l’umiltà che si conviene ad ogni giovane allievo. Certo però che se vogliamo laurearci senza avere frequentato alcun percorso scolastico e di vita … be’ allora la vedo dura: la tesi di laurea che scriveremo sarà un miscuglio di improvvisazione, di ignoranza, di arroganza, di retorica, di violenza: sarà tutto tranne che “giusta”, ovvero sarà portatrice di tutto tranne che di Pace (le lettere maiuscole …). E se con una siffatta tesi di laurea taluno vuole  governare da autocrate il centro e dal centro le periferie, allora occorre che le periferie  reagiscano reclamando sempre di più la loro Autonomia: soprattutto quella di Pensiero.

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