FUNIVIA DEL BONDONE: TRENTO BARICENTRICA RISPETTO AD UN PROGETTO CICLOTURISTICO INTERREGIONALE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Settembre, 2012 @ 12:36 pm

Trento e il suo "Dislivello Bondone", detto anche "Trento 2000"

Detto altrimenti: “Farfalla Trentina … le ali? Trentino a pedali!”

 

Trento, Trentino
boschi, storia, vino
Trentino i castelli
e i dislivelli ….

 

 

 

 

Una breve pausa dopo la scalata del Dislivello Aldeno-ViotteÂ

Ed allora, valorizziamo appieno i “Dislivelli” di cui il Trentino è ricco, non solo per lo sci e il volo con il parapendio o con il deltaplano! Se la neve manca e lo sci è sempre più costoso e insufficiente a far quadrare i conti di chi ha effettuato gli investimenti e di chi opera nel settore, allora portiamo in quota le biciclette (ed i pedoni), nella bella stagione, su percorsi obbligati, per di più liberando in tal modo le montagne da iniziative ciclistiche non controllate, con buonapace di CAI e SAT.

 

 

 

 

A quando il Bondone come il Baldo?

Leggo sulla stampa locale le critiche di taluno agli investimenti pubblici nel comprensorio sciistico del Monte Bondone. Ciò mi fornisce lo spunto per riprendere una mia vecchia riflessione. La funivia Malcesine-Monte Baldo funziona “anche” in inverno per quando è possibile sciare. Il grosso del traffico e l’utile economico lo realizza tuttavia in estate, allorquando, per salire, spesso occorre fare la fila! Ed allora, che si valorizzi questo importante “dislivello”, che si faccia una buona volta la Funivia Trento-Bondone e si traccino adeguate piste di discesa per le biciclette verso Trento, la valle dei Laghi, Rovereto. In tal modo l’utile estivo bilancerà le perdite invernali.

 

 

 

Bici al Dislivello Vason!

Infatti il cicloturismo è in forte espansione; il Trentino si trova sul già sul frequentatissimo percorso ciclabile Resia-Verona ed è già conosciuto come la regione italiana maggiormente ricca di piste ciclabili; Trento potrebbe diventare una frequatatissima  capitale del cicloturismo, la stella dalla quale si dipartono raggi importanti: Alto Adige a nord; Val di Non e di Sole (si può salire fino ai 3.000 metri del Presena e scendere sino a Mostizzolo!), ad ovest; Valsugana ad est; il lago di Cei e il Garda a sud; molte direttrici (tutte in discesa, è questo che attrae le masse, Dobbiaco – Lienz docet!) dai 1.600 metri di quota della stazione a monte della nuova funivia del Bondone. Si parla e si approva una nuova ciclabile fra Limone – Riva del Garda – Malcesine. Ben venga! Io stesso, da bici-velista gardesano, la attendo con ansia. Tuttavia la Busa del Garda è già la zona turisticamente più frequentata a prescindere da questa pur attesa ed auspicabile opera pubblica.

Il figliol prodigo tuttavia, il Bondone intendo, ha bisogno di un intervento che se all’inizio può essere interpretato come “il costo per un ri – salvataggio di una località” entro breve si dimostrerebbe “un interessante e proficuo investimento per la crescita dell’intera provincia”. E nella Busa del Garda comunque planerebbero (letteralmente, dall’alto!) molti ulteriori bicicloturisti i quali poi, tramite la citata nuova pista Riva-Malcesine, potrebbero nuovamente risalire in quota con l’esistente funivia del Baldo e ri-planare sino a Mori, Garda, Sirmione, Verona, Mantova, etc.. Sarebbe un fiorire di ostelli, bicigrill, presenze in alberghi ed hotel, servizi di noleggio e riparazione bici, etc..

Occorre fare rete, occorre un progetto unitario, minimo provinciale, meglio se regionale, ancor meglio se interregionale e, verso nord, anche transfrontaliero. Progetto per il quale Trento è baricentrica. Occorre solo volontà politica e capacità manageriale. Chi si fa carico di questa iniziativa?

Come iniziare? Prendiamo lo spunto da Superkidolomiti e da Skirama. Hardware (HW) e software (SW): HW, cioè collegamento delle piste ciclabili e risalite meccaniche che attraggano masse di cicloturisti non più giovanissimi (d’altra parte la polazione sta invecchiando!); SW, cioè  immagine unica,  marketing e vendita del “Sistema provinciale-regionale-interregionale – transfrontaliero del biciturismo”.