GLI STIVALI DELLE … TRE LEGHE (Italia Viva Trentino c’e’!)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Novembre, 2021 @ 6:53 am

La domanda che Gigi Marzullo potrebbe fare al presidente leghista della Giunta della Provincia Autonoma di Trento: ” E’ meglio fare l’interesse del Trentino anche “contro” le Leghe vicine, sperare che a Roma non se ne accorgano ed essere richiamati a governare la Provincia o è meglio fare l’interesse delle Leghe vicine, sperare che i Trentini non se ne accorgano e insistere nel riproporsi a governare la provincia?”

Gli stivali delle … tre leghe sono quelli che l’Autonomia del Trentino deve calzare per stare al passo – anzi, per procedere di corsa – rispetto a quanto sta avvenendo ai suoi confini ad opera di governi locali che – almeno tre su quattro – di “leghe” se ne intendono. Ma vediamole una per una queste quattro “corse”.

1 – Il Veneto aveva pretestuosamente provato a fare attribuire al proprio Polo delle Autostrade del Nord Est la concessione della gestione dell’autostrada del Brennero A22, con affidamento diretto in quanto ente interamente pubblico, sottraendola in tal modo al rinnovo alla nostra società mista pubblico-privata Autobrennero SpA. Le alternative che Roma aveva ipotizzato erano modello Scilla e Cariddi: per ottenere direttamente il rinnovo della concessione la societa’ avrebbe dovuto liquidare la propria esigua minoranza di azionariato privato, il che avrebbe comportato costi elevati, tempi molto lunghi e una dannosa sospensione del piano di investimenti.

In caso contrario la concessione sarebbe stata messa a gara europea. A questo punto tre donne determinate hanno lottato per anni proponendo una riforma di legge e facendo in modo che la concessione fosse messa a gara secondo la modalità del Project Finance che riserva all’attuale gestore un diritto di prelazione sulle varie eventuali altre offerte. Traduzione per i non addetti ai lavori: Autobrennero SpA riceverà il rinnovo della concessione dietro impegno ad eseguire un rilevante piano di investimenti e dopo aver vinto, sulla base di questo, una procedura competitiva.

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Le tre autrici di questo salvataggio sono di Italia Viva: la Senatrice Donatella Conzatti; la Deputata Raffaella Paita, la Vice Ministra Maria Teresa Bellanova. Ora la palla passa di mano alla SpA e soprattutto ai governatori delle Provincie Autonome, che non devono certo “giocarla con i piedi!”

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2 – La seconda “corsa” con i famosi stivali l’Autonomia del Trentino deve farla per tenere testa alla Lega al Passo del Tonale.  La stazione sciistica un tempo si chiamava Tonale-Ponte di Legno: da qualche tempo il nome è diventato Ponte di Legno-Tonale, il che è anche dovuto al fatto che a Ponte vi sono 20.000 posti letto e al Passo solo 2.000. Ora accade che la Società pubblica bresciana di impianti di risalita stia progettando due nuove cabinovie che sostituirebbero le nostre redditizie seggiovie del Bleis e andrebbero anche oltre, a scavalcare il crinale per collegare le piste alle nostre in Val Albiolo. Questa operazione, assolutamente valida sotto il profilo dello sviluppo e valorizzazione dell’area, rischia di mettere il Trentino in posizione di inferiorità per quanto concerne il potere decisionale su temi rilevanti quanto a politica del personale, degli investimenti e dei dividendi. Infatti si tratta di un investimento di 25-30 milioni da effettuare probabilmente con un aumento di capitale in capo alla società bresciana, sottoscritto al 50% dalla nostra società finanziata soprattutto da capitale pubblico “Carosello Tonale”, la quale riceverebbe una quota azionaria non significativa rispetto alle future decisioni del sistema. Ed ecco che se l’Autonomia Trentina calzasse i famosi stivali, dovrebbe affrettarsi a chiedere che le proprie azioni fossero delle Golden Share, con potere decisionale sulla politica assunzionale, degli investimenti e dei dividendi. Sul piatto della bilancia delle trattative l’Autonomia Trentina potrebbe far pesare il ruolo da sempre svolto dal “proprio” ghiacciaio Presena e il progetto di destagionalizzazione del turismo del Passo, attraverso il collegamento con il sistema delle piste ciclabili della Regione Trentino Alto Adige.

3 – La terza “corsa” dell’Autonomia Trentina riguarda la ciclabile del Lago di Garda, alla cui realizzazione la nostra Provincia concorre in misura rilevante, pur trattandosi di una pista che si snoda soprattutto nel territorio di altre regioni. La cosa s’ha da fare, intendiamoci, ci mancherebbe altro! Del resto a proporla a suo tempo fu lo stesso Matteo Renzi. Solo che l’Autonomia Trentina deve cogliere “di corsa” (ed ecco la necessità di calzare i famosi stivali!) questa occasione per rilanciare a sua volta anche se stessa, collegando questa nuova pista ciclabile con il proprio sistema di piste cicloturistiche ed in particolare con le ciclo discese dal Monte Bondone verso il Lago di Garda, possibili dopo che sia stata realizzata la funivia Trento-Bondone. Quest’opera, infatti, può e deve essere la scintilla che innesca un progetto biprovinciale, facendo della Regione Trentino Alto Adige e dei suoi “dislivelli estivi” una Bikeland sul modello dell’austriaco Tirol Bike Safari, dove 14 funivie messe in rete hanno realizzato oltre 700 km di ciclo discese attraverso lo stato.

4 – L’ultima corsa con i famosi stivali riguarda la mobilità lungo l’asse del Brennero.  La maggiore attenzione è oggi giustamente rivolta alla circonvallazione ferroviaria della città capoluogo. Tuttavia ciò non ci deve distrarre rispetto alla visione generale del sistema, che non è solo o principalmente la scelta dei punti di ingresso o uscita del percorso interrato, bensì riguarda i seguenti punti:

1. prevedere la sua difesa da eventuali alluvioni, soprattutto per le parti interrate;
2. coordinare e conciliare l’alta velocità dei treni passeggeri con l’alta capacità dei molti treni merci: l’ideale sarebbe poter far viaggiare le due classi di convogli sempre su binari separati anche per un tema di sicurezza. 
3. valutare e gestire l’incidenza che il nuovo assetto ferroviario avrà non solo sulla città di Trento ma anche sul sistema intermodale locale; sullo snellimento del traffico sull’Autobrennero; sul territorio provinciale in genere;
4. ottenere dalle Ferrovie gli stessi investimenti “a contorno” che ha già ottenuto la Provincia di Bolzano (si tratta di alcune centinaia di milioni di euro).

Come vedete è proprio necessario che l’Autonomia Trentina calzi i famosi stivali!

Firmato: Riccardo Lucatti, ideatore e cofondatore della Carosello Tonale; già dirigente FIAB Trento, Vicepresidente Interporto, Consigliere di Amministrazione di ATT3, Alptransfer Consulting EWIV Bolzano, il GEIE privato per il traforo del Brennero; attuale co-responsabile dei Tavoli Tematici di Lavoro Italia Viva Trentino e coordinatore del Tavolo Finanza ed Economia mista.