ADA – ALLEANZA DEMOCRATICA PER L’AUTONOMIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Gennaio, 2023 @ 8:11 am

POST 5016

E la coalizione della quale fa parte ITALIA VIVA per le prossime elezioni provinciali trentine, coalizione che si contrapporrà alla accoppiata Lega-FdI. Il simbolo-acronimo unisce tutti coloro che ne conoscono il significato e ci si riconoscono. L’acronimo rappresenta tre contenuti significativi:

1 – Alleanza: la coalizione di tutti coloro che comprendono e credono nella Democrazia Vera e nell’Autonomia Speciale;
2 – Democrazia Vera: governo della maggioranza attraverso l’ascolto di tutti e il dialogo costruttivo con tutti, minoranze comprese;
3 – Autonomia Speciale: quella che è nostra storicamente, per legge, per accordi internazionali, per acquisita capacità di autogoverno.

1- ALLEANZA. Dei tre contenuti il più facile da comprendere e condividere è il primo anche perchè la sua portata è semplicemente strumentale rispetto ai due messaggi successivi: “Alleanza” quale strumento per difendere efficacemente i due valori successivi.

2- DEMOCRAZIA – Qui il discorso è più complesso, in quanto il governo della maggioranza tout court non è “democratico”. Rappresenta bene questa situazione l’espressione di un tale Matteo (non certo Matteo Renzi!) che ebbe a dire: “Chi vince governa e chi perde non rompe le palle”. Infatti il governo “assolutista” di una maggioranza 1) di fatto spesso rappresenta solo una parte minore dell’intera popolazione; 2) ignora in linea di principio ogni contributo delle minoranze; 3) è una oligarchia con la maschera della democrazia.

(Per “par condico” occorre dire che le opposizioni non devono essere contrarie in linea di principio a tutte le decisioni della maggioranza, ma essere validi controllori della sua azione ed allo stesso tempo avanzare proposte costruttive).

3- AUTONOMIA. Qui il discorso raggiunge il massimo della sua complessità. di trasmissione. Infatti la nostra Autonomia speciale è come l’aria la cui disponibilità è data per scontata, non ha prezzo ma ha un valore enorme del quale ci si accorge solo quando inizia a mancare.

Oggi vi è una corrente del pensiero politico che tende alla creazione di una macroregione del nord (Lombardia, Trentino, Veneto) per soffocare e omologare il nostro pensiero e la nostra azione rispetto a due forti e grandi regioni già “sotto controllo” attraverso un accentramento dei tre attuali separati governi.

Il che rappresenterebbe per noi Trentini una violenza antistorica e l’inizio di una pericolosa regressione. Infatti è unanimemente provato dall’esperienza di ogni tipo di governo (di Unione di Stati, di regioni, di territori, di SpA, di Enti di ogni tipo) che se si accentra, si decresce mentre solo chi decentra può crescere.

Questo accade perchè l’accentramento fa perdere il contatto con le periferie e con il loro apporto diretto, che poi è quello a maggiore contatto con le diverse esigenze emergenti e con la migliore loro soluzione.

In altre parole: si tratterebbe di una nuova burocratizzazione con una aggiunta negativa: la separazione del potere, accentrato in capo agli organi macroregionali, dalla responsabilità che si vorrà far ricadere sui rappresentanti operativi locali.

Quindi un invito a tutti i Trentini: andiamo uniti e compatti a votare e non votiamo per chi sta dimostrando di essere già adesso contro la nostra Autonomia Speciale, come invece purtroppo è avvenuto in occasione di una certa recente elezione “senatoriale” a Rovereto, nella quale una certa parte dell’elettorato si è comportato come quel marito che – per far dispetto alla moglie – si mutilò …