LE CONFESSIONI DI UN OTTUAGENARIO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Ottobre, 2023 @ 9:21 am

E’ un romanzo di Ippolito Nievo, che narra la sua trasformazione da veneziano in italiano. Io gli ho copiato il titolo: infatti compirò 80 anni il 3 febbraio 2024, cioè fra poco più di tre mesi, ma già adesso “mi sparo le pose” (napoletanese: mi vanto, mi spaccio per …) di averli, questi ottant’anni: del resto l’ottantesimo anno di vita lo sto già vivendo da ben nove mesi!

La mia è stata una vita di lavoro, da dirigente (all’età di trent’anni) in su. Sono stato fondatore e azionista di qualche SpA; Presidente e/o Amministratore Delegato e/o Direttore Generale di molte. Delle tante esperienze voglio mettere a confronto due situazioni: la gestione di somme rilevanti con quella della gestione diretta di colaboratori.

– La gestione di somme molto rilevanti mi è capitata soprattuto quando ero a capo di settori finanziari in grandi SpA miste (miste, cioè in parte di partecipazioni azionarie e in parte operative). In questi casi le somme che gestivo erano elevatissime (molte centinaia di miliardi di lire) , i dipendenti diretti pochi. Moltissimi invece gli interocutori esterni.

– Il contrario mi è capitato in SpA di dimensioni micori, nelle quali era fondamentale il rapporto con i dipendenti diretti e le somme che gestivo assai minori (pur oltre qualche decina di milioni di euro).Da anni ormai sono un VIP-Vecchietto In Pensione ed ho il tempo per riflettere e ripensare al mio percorso lavorativo e di vita.

Se devo scegliere fra i tanti ricordi, i più belli sono due:

1) ciò che mi disse il mio capo Ruggero Cengo Romano (persona che stimavo moltissimo e ricordo come il mio “terzo genitore”!) quando negli anni ’70 ero a capo della finanza Italia della STET, la holding dell’IRI per le comunicazioni e l’elettronica civile e militare, (Torino-Roma) la maggiore SpA finanziaria del paese, dopo che ero riuscito a realizzare con successo un nuovo tipo di operazione finanziaria, nonostante il suo iniziale parere contrario: “Ma sa, dottore, che lei …” frase seguita dalla percussione della scrivania con le nocche delle dita, ad indicare che avevo la testa dura, che ero molto insistente e determinato;

2) il secondo ricordo, bellissimo anche questo, forse anche più del primo, quando, molti anni dopo – essendo vicino alla pensione – ero a capo di una piccola SpA, APM Altogarda Parcheggi e Mobilità (Riva del Garda), con una decina di dipendenti per realizzare circa 12 milioni di euro di investimenti, (Parcheggio interrato di tre piani e SCOUT-Sistema di COntrollo Unificato Telematico che può operare senza alcun limite territoriale!) uno di loro mi disse. “Dottore, la mattina noi siamo felici di venire a lavorare con lei”.

Ecco, se mai io avessi aspirato ad una sorta di “ossequio alla memoria lavorativa”, posso reputarmi assolutamente soddisfatto.

Tutte le reazioni:1Nonna Nonna Claudia Cappelletti