NEVE A RIVA DEL GARDA?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Dicembre, 2025 @ 8:31 am

La Riviera del Trentino: si prevede neve per domani, ultimo giorno del 2025, come 20 anni fa, nel 2006. Nella foto di quell’anno il mio FUN ormeggiato nel porto della Fraglia Vela Riva, sotto la neve: è proprio il caso di dire “sotto la neve il FUN”.

“FUN” è il nome di questa classe di monotipi da regata, fabbricati su un modello della francese Jeanneau e mantenuti tutti uguali secondi rigidi standard della loro “classe” velica, la Classe FUN, appunto. In tal modo, ad imbarcazioni uguali, si verifica ed esalta la capacità degli equipaggi i quali non vincono la regata perché hanno una barca più veloce della altre, bensì perché sono più capaci degli altri: insomma, si gareggia ad armi pari.

Il mio FUN si chiama Whisper, il suo numero velico (necessario per regatare) è ITA 526. Con “lui” ho regatato 25 anni e da giovane cinquantenne io – classe 1944 – ho compiuto ben sei traversate del Tirreno dalla Toscana alla Sardegna, anche di notte e anche da solo.: le trovate qui https://www.trentoblog.it/riccardolucatti/?p=62208

Sempre da cinquantenne, nel 1994 io e Whisper abbiamo vinto il Campionato Sociale Fraglia Vela Riva articolato su ben 12 regate aperto ad ogni tipo di barca: si gareggiava in “tempo compensato”, ovvero si correggevano i tempi reali di arrivo tenendo conto della maggiore o minore velocità di ogni tipo di barca.

Con l’arrivo del Covid, nel 2020, ho smesso di regatare e poi, siccome gli anni della mia età non avevano smesso di scorrrere, non ho ripreso a regatare ed ho ceduto Whisper ad un amico, un giovanotto cinquantino, che lo sta rimettendo a nuovo.

A Whisper, che quando entra in planata pare che abbia il motore, ho dedicato una poesia (se non è amore questo!)

WHISPER
S’illumina al sole
ti aspetta
la prendi
la porti nel vento
respira il tuo stesso respiro
sussulti
lei freme
sospira.

E poi, neve a Riva del Garda? Ecco un’altra mia poesia:

VELE RIVANE
Il cielo è pulito, fa freddo.
Il Vento del nord respinge la nebbia.
Le palme e gli ulivi son scossi e muovon le foglie
qual ali che voglian migrare.
C’è Vento sul Lago da giorni.
Le cime nevose dei monti
dipingono l’aria di candidi sbuffi.
Nel porto un’orchestra.
Ascolta
tintinna di magico timpano
sartia d’acciaio
e insieme a folate impetuose
dà fiato ad un oboe solenne.
E l’onda, smorzata dal molo, applaude il concerto
lambendo gli scafi seduti in poltrona
nel proprio teatro di luci e di suoni.
In alto un gabbiano galleggia nel fiume sospeso.
Sull’acqua reali due cigni attendono il tempo.
Dal seno materno del porto si stacca una prora: (1)
s’avanza invelata e scruta l’invito del vento.
Dapprima procede più lenta
poi prende vigore sull’onda che s’apre e l’accoglie
nell’umido abbraccio d’amante in attesa.
Carena sussulta si slancia
respira lo stesso respiro del cielo
e all’acqua regala la forma.
Le creste dell’onde s’uniscono all’aere in spume rapite.
Lo scafo ormai vola: e mentre ti portan sue ali
Lo senti vibrare, gioire e chiederti: “Ancòra!”.
Ma devi tornare
e volti la rotta in faccia alla furia che avverti più vera.
Non lotta con l’onda la prora che s’alza:
l’affronta, ricerca un’intesa, la trova, procede:
la senti che parla di te con l’acqua e col vento.

(1) licenza poetica: la prora è la rotta; io avrei dovuto scrivere prua ma sarebbe stato meno bello …

BUON ENTO E BUON ANNO A TUTTE E A TUTTI!