2/2026 (secondo post dell’anno) – L’ UMANO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Gennaio, 2026 @ 10:13 pm

Cristianesimo, Ebraismo, Islamismo (in ordine alfabetico): tre religioni monoteiste.
Noi Cristiani crediamo in Gesù, Dio fatto uomo, sceso sulla terra in modo umano, vissuto in modo umano, morto in modo purtroppo oggi umano, nel senso, ucciso da altri uomini.
Lui si è fatto uomo e noi … noi non vogliamo essere “umani”? Basterebbe rifarsi alle Sue parole: creare e vivere umanamente già qui sulla Terra un “paradiso”.
E invece no, alcuni di noi – per fortuna solo alcuni – si sono nominati dei di loro stessi e si domandano “Chi sono io? ” E si rispondono: “L’uomo/la donna più potente, più ricco/a, più intelligente, più giusto/a, più geniale, etc. del mondo: a seconda dei casi.
Al riguardo solo ieri un amico – Don Lino Zatelli (1) – ci ha ricordato che il teologo Pierangelo Sequeri nel suo testo (esaurito) “Addio a Dio” suggeriva che la domanda giusta è “Per chi, sono io?”
Porci questa domanda non è farina del mio sacco ma come dicevo è farina di un amico a sua volta grande amico e collega sacerdote di Marcello Farina (11 ottobre 1940 – 28 novembre 2025) il quale molto umilmente “copiava” Gesù: il Dio che si è fatto uomo fra gli uomini, e così lui, Marcello, sacerdote rimasto uomo fra gli uomini. Don Lino inoltre ci ha ricordato un altro pilastro filosofico, Hannah Arendt, che invitava ognuno a “non consumare la vita, ma a rinascere ogni giorno” (e ogni anno, mio permetto di aggiungere io, visto che il capodanno è stato solo ieri!).
Si dice … “passata la festa, gabbato io santo” e invece alla dipartita di Marcello una folla di amici, di conoscenti, di credenti e non credenti … al funerale e alla sepoltura. E il vescovo, due volte, a chiedere scusa e perdono, a nome proprio e della Chiesa, per non aver capito quanto Marcello avvicinava la Religione agli uomini convinti di avere la fede; a quelli alla ricerca della fede; a quelli credenti a loro insaputa.
Ma …per Marcello, cos’è la nostra Religione? Due parole: Creazione e Resurrezione; cos’è la Fede? E’ “ricerca della fede”; il Paradiso? “Dobbiamo realizzarlo già qui, sulla terra”.
Mia moglie Maria Teresa ed io conosciamo Marcello da una trentina d’anni, ma la conoscenza più “vera” è quella degli ultimi anni, quando andavamo a trovarlo al paesello d’origine, Balbido, nelle Giudicarie esteriori,. Balbido, il paese dipinto per i suoi bei murales, 20 km a nord dell’ospedale dove Marcello era nato (Riva del Garda), 40 km da Trento, paese nel quale, pensionato, si era ritirato. In quell’ambiente, “far from the madding crowd,” lontani dalla pazza folla, abbiamo conosciuto il Marcello più umano possibile: quello che ti faceva sentire come se noi fossimo i suoi amici più importanti … ecco, lui mostrava di essere lì “per noi” mentre eravamo noi due ad essere lì, felici “di essere con lui per lui”.
Ecco, per chi come noi ha avuto la fortuna di conoscere e frequentare Marcello, è stata ed è ancora una festa … festa che prosegue nel suo ricordo e grazie a Don Lino, alle sue Messe sempre piene di gente e soprattutto di bambini!

(1) Poche le vocazioni ed allora Don Lino ha la cura più parrocchie: la sua “formale” quella di S. Carlo Borromeo a Trento; quella della Polizia di Stato di cui è cappellano; quella dei parrocchiani di altre parrocchie regolarmente “in trasferta” alle sue celebrazioni; quella di chi lo segue nei tanti suoi viaggi che compie in Terra Santa e in altre destinazioni (così del resto faceva Marcello).

Don Marcello e i bambini, nella piccola chiesa di Balbido (la ” Cattedrale invernale”)
Don Lino e i bambini, nella sua grande chiesa a Trento