SUE – STATI UNITI D’EUROPA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Febbraio, 2026 @ 8:46 amIo sono di Italia Viva. Ovviamente sono andato all’evento nel quale il nostro Senatore Enrico Borghi ha raccontato il suo libro “Sotto attacco” con chiare sottolineature fra le quali evidenzio:
– la contemporaneità e la velocità delle evo-rivo-luzioni in corso (valori democratici; ambiente; energia; tecnologia; sicurezza);
– lo strapotere dell’utilizzo strumentale delle info e dei media;
– lo spostamento dall’oceano Atlantico a quello Pacifico del centro di alleanze e/o di contrapposizioni economiche e strategiche;
– in attesa di creare gli SUE, la necessità di dare vita ad un esercito comune.
Un esercito comune con effetto deterrente e di difesa, non solo per sopperire al disimegno USA, ma anche in considerazione che la Germania si sta armando in modo poderoso, per cui occorre inserirla in un sistema di difesa comune per due ragioni: inserla in un sistema che possieda il “tetto atomico” oggi in dotazione solo alla GB e alla Francia; evitare un uso “particolare” di quel suo armamento ove al governo di quel paese andasse un partito di estrema destra. Da qui alla finanza: occorrono Eurobond europei per finanziare il riarmo europeo.
Ottimi gli interventi del Sen. Marco Boato e la sua citazione di Alcide De Gasperi sulla CED-Comunità Europea di Difesa e quello del consigliere comunale Roberto Sani.
Da qui (e questa è farina del mio sacco: ci anche ho scritto un libro) una considerazione: il nostro indebitamento pubblico è elevato ed è in crescita: dobbiamo quindi attrarre volontariamente la ricca finanza privata (italiana e perchè no anche estera) verso il nostro settore pubblico senza aunentare anzi riducendo tale debito. Si può fare con l’emissione di Titoli Irredimibili Rendita non di debito in sostituzione di tranche di titoli di debito in scadenza (riduzione del debito senza diminuzione della liquidità) e con la emissione di nuove trance di tali titoli (aumento della liquidità senza aumento del debito). Titoli Irredimibili escludenti il diritto al loro riscatto non sono titoli di debito. Ove il Tesoro volesse ridurne il volume, si presenterebbe quale semplice acquirente in Borsa. Il loro tasso di rendimento: in parte fisso, in parte variabile manterrebbe il valore nominale vicino al valore di emissione. Quanto prima saranno emessi questi titoli, tanto più avvantaggeranno chi li avrà emessi.
Mi scuso con il Prof. Abdolmohammadi, iraniano insegnante a UniTrento, se non intervengo su quanto lui ha esposto, ma sua sulla materia oggi non sono aggiornato, pur avendo creato – come ho avuto occasione di dirgli nel breve saluto che gli ho rivolto – tanti anni fa (1975) al tempo dello Scià, l’unica Spa italo-iraniana a maggioranza italiana, il che mi aveva procurato i complimenti dell’allora nostro ambasciatore a Teheran, Cottafavi.
Complimenti e grazie alla preziosa introduttrice Rita Zambanini, responsabile di Italia Viva Trento ed ed alla bravissima giornalista Linda Pisani, catalizzatrice degli interventi.






















