LA FALSA PROPAGANDA DEL SÌ, PUNTO PER PUNTO:

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Marzo, 2026 @ 10:29 am

1) Bisogna separare le carriere per rendere il giudice terzo.
FALSO!
Il giudice italiano è già terzo perché non ha condotto le indagini e non ha già valutato quel fatto. In quasi la metà dei processi il giudice decide in modo diverso dal PM, quindi non ha alcun problema a dargli torto (e viceversa il PM, che impugna le sentenze dei giudici).

2) La giustizia disciplinare non funziona perché si proteggono tra loro.
FALSO!
I dati (non le chiacchiere) dimostrano che in Italia, nei confronti dei magistrati, vengono irrogate il sestuplo delle condanne disciplinari rispetto alla Francia, il quintuplo rispetto alla Spagna e rispetto a quelle irrogate agli avvocati italiani dai loro stessi organi disciplinari.

3) L’arbitro non può portare la stessa casacca di una delle squadre.
FALSO!
Il processo italiano non è una partita di calcio dove si scontrano due antagonisti. Il PM non deve cercare la condanna a tutti i costi. Deve fare (e fa ogni giorno) indagini anche a favore. Deve chiedere l’assoluzione se l’imputato risulta innocente. Non ci guadagna nulla in caso di condanna. Il PM non vince se l’imputato viene condannato. I giuristi che usano questo argomento sanno di mentire. Chiedete loro perché mentono.

4) Bisogna spezzare il sistema delle correnti attraverso il sorteggio.
FALSO!
Le correnti e l’ANM continueranno ad esistere esattamente come oggi (come esistono i sindacati con le loro sigle). Verranno sorteggiate persone molto probabilmente iscritte o comunque vicine ad una delle correnti. Gli scandali del 2019 sono solo una scusa per colpire la magistratura perché chi sostiene il Sì sa benissimo che furono altri magistrati ad accertare quei fatti. Chi sostiene il SÌ sa pure che i soggetti coinvolti hanno avuto procedimenti disciplinari e, in alcuni casi, penali. Alcuni hanno lasciato la magistratura o sono stati destituiti. Dal 2019 sono cambiate le regole che il CSM usa per decidere, è stato riformato lo statuto dell’ANM e alcune correnti sono state rifondate. È solo una strumentalizzazione.

5) La riforma renderà la giustizia più giusta ed efficiente.
FALSO!
La riforma non incide sul funzionamento della giustizia.
I cittadini comuni non trarranno alcun beneficio dalla riforma.
Quanto agli errori giudiziari, i dati dimostrano che l’Italia ha percentuali di errori ben più basse dei Paesi dove le carriere sono separate (ma questo non ve lo dicono).
In ogni caso la riforma non c’entra nulla con Enzo Tortora, con Garlasco, con i poliziotti aggrediti, con la famiglia del bosco.
È falsa propaganda.

6) La riforma farà pagare i giudici che sbagliano.
FALSO!
La riforma non incide sulla responsabilità civile dei magistrati che esiste già dal 1988, basta leggere la legge.

7) Anche i laici verranno sorteggiati.
FALSO!
I laici verranno sorteggiati da un elenco di persone scelte dal Parlamento. Potrà succedere che la politica, ad esempio, ne scelga 11 per sorteggiarne 10. Il sorteggio di fatto è solo per i togati, ossia per i magistrati.

8) La Magistratura rimarrà indipendente.
FALSO!
La riforma offre la possibilità alla legge ordinaria, quindi alla maggioranza di turno, di ridurre in concreto l’autonomia della magistratura. Una norma costituzionale non deve affidare le tutele alla legge ordinaria, ma deve porre limiti chiari e certi, cosa che la riforma non fa.

9) L’unità delle carriere risale ad una legge fascista. Il NO difende il fascismo.
FALSO e incredibile!
L’unità delle carriere risale allo Stato liberale (al 1865 e al 1907) quindi a molto prima del Fascismo. La Costituzione (repubblicana e antifascista) ha ribadito l’unità delle carriere, garantendo però in concreto l’indipendenza della Magistratura dalla politica attraverso l’unico CSM eletto, ossia ciò che ora si vuole eliminare.