LE RIFORME MANCANTI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Marzo, 2026 @ 5:56 amFra le tante necessarie ne indico alcune.
1 – A livello nazionale, giustizia.
Giustizia: il governo ci diceva che la separazione delle carriere era “la riforma della giustizia”. A mio avviso era un approccio parziale sbagliato non approvato, così come sarebbe stato un approccio parziale sbagliato anche se fosse Stato approvato. In altre parole. L’approvazione o la non approvazione dell’iniziativa governativa non cambia la sostanza (inadatta allo scopo) dell’iniziativa.
Adesso da componenti di una delle componenti della coalizione governativa sento dire che “la riforma della giustizia è molto più complessa: un tassello è stato stoppato, ma ciò non toglie che il governo proceda con gli altri interventi necessari: un modo per “salvarsi in angolo”. In ogni caso mi auguro che i primi degli ulteriori tasselli siano la riduzione della durata dei processi; il completamento degli organici; la dotazione di sistemi SW e HW.
Mi restano due pesanti dubbi: le intercettazioni potranno ritornare nella disponibilità dei magistrati o purtroppo resteranno in quella dei generali delle forze armate? La Polizia Giudiziaria, resterà giustamente nella disponibilità dei magistrati o purtroppo passerà in quella delle predette forze armate?
2 – A livello locale, sanità.
Sanità pubblica, ovvero la necessaria riduzione delle liste di attesa. Non sono condivisibili gli attuali parziali interventi di facciata, quale quello della limitata durata delle prescrizioni che oltre tot mesi “scadono” per vedere se il paziente ha “veramente” bisogno della cura; al pari di quella di non fissare la visita richiesta dicendo al paziente che “sarà richiamato” (quando?); ugualmente, quella di passare – senza avvertire i pazienti – dal sistema della conferme e/o richiamate telefoniche a quella dell’attivazione delle prenotazioni attraverso avanzati sistemi computerizzati il cui utilizzo non è alla portata di tutti, soprattutto delle sempre più numerose persone sempre più anziane.
3 – A livello locale, autonomia (ilT, 25 marzo 2026, pag.6)
“Leggo a pagina 19 del “mio” quotidiano ilT del 18 marzo: “Comuni trentini in forte sofferenza:” denuncia avanzata dal Presidente delle Autonomie Locali, Michele Cereghini; dibattito concluso da Francesco Valduga.
Si parla di tutti i comuni trentini, infatti “non esistono quelli di seria A e quelli di serie B … tutti sono carenti di personale e di adeguati modelli organizzativi … una fragilità che di manifesta soprattutto nei Comuni di piccole dimensioni”, cioè, aggiungo io, nel 90% dei casi, compresi “60 Comuni in difficoltà finanziaria”.
Per superare questa situazione, a mio avviso occorre riformare il Rapporto di Autonomia Provincia-Comuni, unendo il potere (e la disponibilità finanziaria) alla responsabilità (della gestione e dei risultati) soprattutto in presenza di una Provincia che ha chiuso il bilancio annuale con un forte avanzo finanziario.
Occorre infatti passare dalla politica che prende le mosse dalle coperture finanziarie (con quello che riceve dalla Provincia vediamo quante esigenze il Comune riesce a soddisfare) a quella che inizia dai fabbisogni (a fronte di tutte le esigenze del Comune, quanto la Provincia gli deve dare).
Che poi è impreciso dire che la Provincia “debba dare”, bensì è meglio riformare il ragionamento e dire: a fronte del totale incassato dalla Provincia, la quota che spetta al Comune è quella necessaria al soddisfacimento di tutte le sue esigenze.
Infine, se la “divisione in classi” dei Comuni non è in linea di principio condivisibile, tuttavia è indiscutibile che alcuni Comuni siano “diversi” dagli altri: cito innanzi tutto Trento, il Comune Capoluogo il quale, a parte la concentrazione di iniziative e istituzioni fondamentali per l’intera provincia, di notte ha 120.000 abitanti e di giorno ne raddoppia il numero per l’ingresso dei lavoratori pendolari. Vi sono poi Comuni capoluogo delle Comunità di Valle, (fra i quali citto quello che detiene il primato provinciale di presenze turistiche: Riva del Garda): questi Comuni hanno necessità particolari di gestione e di accoglienza che altri Comuni non hanno, quale, ad esempio, la fornitura di alloggi accessibili per i molti lavoratori pendolari indispensabili alla stagione agricola o turistica.
Riccardo Lucatti – Italia Via Trento”.
Riccardo Lucatti, ITALIA VIVA TRENTINO


















