ADELE COBELLI, GIOVANISSIMA CICLISTA TRAVOLTA DA UN’AUTO.

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Giugno, 2026 @ 5:27 am

(continuazione dal post precedente)

Alle 19,00 di ieri, sabato 20 giugno 2026, ce ne ha dato notizia all’inizio dell’Eucarestia DON LINO ZATELLI (S. Carlo Borromeo): la nonna di Adele era stata Ministro della Comunione quando a ricevere il sacramento c’era la mamma di Don Lino, che poi è stato parroco per quella comunità.

Oltre due morti all’anno in Trentino travolti dalle auto.

Non basta l’attuale Codice della strada, scritto soprattutto per i mezzi a motore e che contiene anche qualcosa per pedoni, ciclisti e monopattinisti: a mio viso occorre

  •  estrarre quelle norme, arricchirle, completarle e creare capitoli separati per ogni categoria di utenti aventi, ognuno, pari rilevanza funzionale;
  • creare per ciascun ambito, regole di “comportamento reciproco”. Mi spiego con alcuni esempi:

Nella parte alta della Via Grazioli a Trento, l’unica tratta nella quale la bella via cittadina è a senso unico in salita, c’’è uno Stop, superato di volata senza alcuna fermata da parte del 90% dell’utenza. Da qui in avanti, la Via Grazioli è a doppio senso di marcia. Io ciclista passo davanti a quel segnale, scendendo in discesa per girare a sinistra in Via Zara e mi tengo doverosamente sulla mia destra: talvolta subisco improperi da automobilisti che “ho costretto” a fermarsi a quello Stop (segnale che dovrebbe essere scritto anche sull’asfalto!), impropriamente inoltre anche perchè già ho la difficoltà nell’effettuare la curva pericolosa dalla Via Grazioli alla Via Zara, perché in quella curva spesso sono parcheggiate in modo illegale auto o furgoni e chi la percorre in senso inverso al mio  si tiene molto, troppo alla sua sinistra, oppure si tiene doverosamente a destra rischiando un frontale con chi, scendendo da Via Grazioli volta a sinistra in Via Zara tenendosi tutto sulla sinistra! Questo perché molte auto che la percorrono nei due sensi la interpretano, ognuna, come se fosse una curva a senso unico di marcia; perché io ciclista mi devo guardare anche dalle auto che sbucano dalla Via dei Molini, “bruciando” il segnale di dare la precedenza, girano a sinistra e rischiano un frontale con chi gira a destra dopo avere “bruciato” il citato Stop o con me che sto girando a sinistra come sopra indicato.

Altri esempi di mancati “comportamenti reciproci”: pedoni assolutamente indisciplinati sulle piste ciclopedonali; pedoni e ciclisti che attraversano improvvisamente sulle strisce pedonali senza guardare se ci sia un’auto già troppo vicina all’attraversamento; ciclisti che percorrono zone pedonali a velocità troppo elevata; pedoni che ingombrano da fermi piste ciclopedonali o marciapiedi.

In estrema sintesi: per provocare un incidente – anche mortale – basta la leggerezza di un soggetto; per evitarlo occorre esser previdenti e prudenti in due.
Le norme per un migliore comportamento reciproco devono indurre una prudenza ed un’attenzione ben oltre all’  ”io procedo tanto il codice della strada mi darebbe ragione” come pure “io procedo violando le regole tanto non c’è nessuno che mi sanziona”.
Si tratterebbe di comportamenti di civiltà umana sulla strada. Civiltà, appunto … questo è il problema …

(Don Lino Zatelli? Democrazia e periferie… continua)