IL CORAGGIO DI CAMBIARE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Settembre, 2026 @ 8:15 amMia lettera odierna a ilT quotidiano del Trentino
Egregio direttore, prendo lo spunto dal ricco intervento di Roberto Sani “L’Autonomia e il coraggio di cambiare” a pagina 3 de ilT del 1° settembre e mi provo a sviluppare con tre casi concreti il filo conduttore del suo ragionamento: da una provincia che distribuisce ad una che organizza.
Da anni, insieme a Sani e ad altri amici, stiamo proponendo che la nuova cabinovia Trento-Monte Boldone dia il via alla realizzazione di quanto in Tirolo è già stato creato da anni con il Tirol Bike Safari che ha messo in rete oltre 700 km di ciclo discese: il Trentino Bike Safari, iniziativa che potrà essere seguita dall’Alto Adige Bike Safari e collegarsi con il Tirolo dando vita all’Euregio Bike Safari. Ciò consentirà di aumentare nell’intera euroregione il turismo e l’economia nelle sole due stagioni che possono sopportare questo incremento e cioè Primavera e Autunno, le “Stagioni Belle”. Per la gestione delle bici in montagna si vedano i Quaderni di Cicloturismo e Ciclo Escursionismo pubblicati dal CAI Centrale e reperibili in internet.
Secondo caso, Dolomiti Energia. Il necessario aumento di capitale non richiede alcuna quotazione in Borsa. Nell’ambito del “coraggio di cambiare”, la Provincia accetti di riformare il rapporto di Autonomia con i Comuni e destini proporzionalmente parte del suo ricco “tesoretto” ai Comuni, i quali creino una loro Srl che sottoscriva l’aumento di capitale, attribuendo loro, pro quota potere e responsabilità. Anche perché, una quotazione in borsa susciterebbe l’appetito dei giganti del settore che poco dopo potrebbero lanciare su Dolomiti Energia un’OPA-Offerta pubblica di Acquisto ad un prezzo superiore, inducendo gli azionisti privati, grandi e piccoli, a vendere le proprie azioni con un utile privato per loro ma indebolendo il potere pubblico locale di governo Autonomo del settore.
Terzo caso, la rete delle ferrovie minori. Si abbia il coraggio di cambiare per investire in un progetto unitario a livello quanto meno provinciale, a vantaggio della qualità della vita, della mobilità e del turismo: propongo che non si parli più di Ferrovia dell’Avisio si/no, ma che si discuta del progetto unitario provinciale Rete Ferroviaria minore del Trentino si/no.
Riccardo Lucatti, Tavolo di Lavoro Finanza ed Economia mista Italia Viva Trento.


















