TOSCANA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Settembre, 2026 @ 2:22 pm

Sono per “du’ sgiorni” nel paesello natìo dei nonni e del mi’ babbo: S. Angelo in Colle (Montalcino, SI). Ho ripescato tre mie vecchie poesiole:

LA CASA DEI NONNI
Profuma il colore
di pietra toscana
colorata dal giallo del sole
dal rosso dell’uva matura
danzante
al canto di una cicala
che un pergolato difende
da mani voraci bambine.
E dal fondo valle
salendo
tu scruti ogni ombra
del dolce profilo del Colle
diadema prezioso
intorno al prezioso ricordo.

LA MIA AFRICA
Disegni a fumetti
sogni tascabili
in bianco ed in nero
poemi infantili
riletti più volte.
Vola tra le folte liane
spinta altalena
in un dondolìo
che cela e che svela
infiniti confini
sopra muretti
di cinta a giardini
e a campanili
di chiese lontane.
Ossa di pollo od umane
spilloni preziosi
trattengon le chiome
di nonna e del capo tribù.
Guerrieri mai dòmi
orde difese da scudi
di rami intrecciati
stuoie toscane usate
per stendere i fichi al sole
a seccare.
Lance appuntite per meglio colpire
canne recise nell’orto vicino
con la zagaglia da tasca
comprata alla fiera
a tre cento lire d’un tempo.
Zittite le piagge assolate
caldo il silenzio
striato soltanto:
profumo di Terra Maremma,
il canto di antiche cicale la sera,
la tigre di casa a forma di gatto
in cerca dell’ombra dietro le scale
in questo meriggio silente
che vivi in attesa.
Ed ecco
…..
appare improvviso allo sguardo
dell’esploratore bambino
il calabrone che vola
armato del nero suo spillo
e feroce la testa
d’un lucertolone
spacciato agli amici
per un coccodrillo neonato.
Colori di Siena
scolpiti dal tratto
dell’acqua de’ fossi,
etrusca e preziosa
linfa africana,
culla a girini
e a una rana.
E sogni anche tu
di vivere ancora domani
questa avventura lontana.
Invece
ti svegli invecchiato
e scopri di non correr più
le strade imbiancate de’ buoi maremmani
che lenti trascinano il carro
e spingono avanti pazienti
il loro orizzonte profilo d’un colle
e che l’ossatura di legno
di un molle divano
ormai è la casa
di sogni per sempre finiti
all’ombra di un fico
non tanto convinto
nel recitare il ruolo un po’ stanco
di finto
e sempre immaturo
banano.

CAMPAGNA TOSCANA
La luce accecante
sprigiona profumo di terra
da zolle rimosse ne’ campi.
Le pietre a contorno son ricche
di more spinose e di fichi:
in siepi sinuose costeggiano il bianco tratturo
che porta ad antico podere.
Ascolti cicale.
Sull’aia
un popolo gaio rincorre il mangime.
All’ombra d’un fitto pagliaio sonnecchiano cani.
C’è acqua nel pozzo
e lunga catena stridente vi cala una brocca di rame.
Profumano i pani appena sfornati
e ‘l fuoco rallegra la propria fascina.
Un fiasco di vino sul desco richiuso con foglie seccate.
Nell’aria le mosche.
La stalla è vicina:
giumente imponenti frantuman pannocchie,
corone regali sovrastano candidi corpi giganti
e gran carri stanchi riposan le ruote dal duro lavoro.
Filari frequenti ed ulivi
perforan la coltre del grano.
Colori:
la terra di Siena
il giallo del sole
il verde d’olivo.
Prezioso convivio
cullture scomparse,
memorie scolpite per sempre da tratti d’amore.