AUTONOMIA TWO DAYS AFTER IL DIBATTITO …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Settembre, 2026 @ 6:31 am… organizzato da ilT quotidiano trentino a Trento nella giornata del 15 settembre. Oggi, 17 settembre … intervengo “multa paucis”, ovvero cercando di dire “molte idee” con “poche parole” ed allo steso tempo, “molte idee” “ai pochi” ai quali dovrebbero interessare.
1 – Autonomia primo, secondo, terzo … quarto statuto ma sempre riferito al rapporto della regione e soprattutto delle due province autonome di Bolzano e Trento con il governo centrale di Roma: mai un cenno alla necessità di riformare il Rapporto di Autonomia (innanzi tutto finanziaria) fra ciascuna provincia e i suoi comuni.
2 – Sarebbe stato interessante il raffronto fra il PIL bolzanino, trentino, italiano e del sud Italia e il raffronto fra la disponibilità di cassa residua di ciascuna provincia della regione Trentino Alto Adige dopo la chiusura dell’ultimo bilancio annuale.
3 – Il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Arno Kompatscher (cita il principio di sussidiarietà) e il Presidente trentino del Cal Michele Cereghini indicano correttamente (ma genericamente) i Comuni come i soggetti sui quali puntare per la difesa e il rafforzamento dell’Autonomia. Io da tempo sto lanciando l’idea concreta: che la Provincia di Trento doti i suoi comuni della finanza necessaria a costituire una loro Srl che sottoscriva l’aumento di capitale di Dolomiti Energia.
4 – Dolomiti Energia: chi per primo ha “disseminato” il campo delle idee favorevoli alla quotazione in borsa della società (come se fosse necessario all’aumento del suo capitale mentre si tratta di due interventi assolutamente scollegati fra di loro!), insiste nell’errore: infatti a mio avviso la quotazione in borsa nel brevissimo termine porterebbe piccoli vantaggi agli azionisti privati e pubblici, ma nel medio termine esporrebbe la società ad una OPA da parte dei giganti del settore. Meglio operare come ho suggerito al punto precedente.
5 – Democrazia, ma di quale popolo era presente all’evento del 15 settembre? Il 90% dei posti era stato riservato alle autorità civili, militari, politiche, culturali e religiose. L’ “altro popolo” aveva a disposizione le ultime due/tre file di poltrone. Si comprende quindi il perché dell’attento controllo all’ingresso: per far entrare innanzi tutto chi si era prenotato, fino ad esaurimento dei (pochi) posti disponibili ed essere in grado di impedire un accesso che avrebbe sovraffollato l’ambiente: il che comunque non è avvenuto, perché non si è presentata una grande massa di appartenenti all’ “altro popolo”.
Riccardo Lucatti, Italia Viva Trento


















