OBAMA E IL FILM “TOO BIG TO FAIL”, troppo grandi per fallire!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Novembre, 2012 @ 11:02 am

Detto altrimenti: Obama, agli USA pensaci tu! Che qui da noi ci pensiamo noi, vedrai, te lo garantiamo (o no?).

1 – Obama

Obama, Barak, Benedetto. Infatti il saluto arabo è “la pace sia con te e la misericordia di Allah e le sue benedizioni”: “Salam aleikum, va rahmal Liali, va barakatu”. Barakatu, appunto, “le benedizioni”, sostantivo plurale.

Obama. Ha vinto. Obama, una persona. Tutto sommato fredda. Obama no drama, lo chiamano. Obama senza patos. La moglie, al contrario … forse una nuova IlLary. La moglie lo aiuta moltissimo. Obama ha una moglie. Al fianco. Non tutti i nostri capi del governo hanno avuto al fianco la moglie. A lei nessuno vieta di comparire in TV, nessuno ha questo …grillo per la testa!

Il Congresso USA. Il Senato si occupa di politica estera, ed è a maggioranza democratica. La Camera si occupa di economia e finanza ed è democratica. Romney ha dichiarato che vuole collaborare. Se glielo permetterà l’ala radicale della Camera. Cioè, nella Camera, prevarranno i moderati o gli integralisti? Io dico i moderati. Altrimenti i repubblicani spariscono dalla scena politica.

Obama ha vinto! Viva Obama! Lo ha votato la maggioranza degli ispanici, dei neri, degli asiatici, delle donne, dei giovani. La minoranza dei maschi bianchi. La svolta è maggiore oggi che quattro anni fa. La base è diversa. Fra 5 -10 anni gli ispanici saranno la maggioranza assoluta della popolazione. Lo spagnolo sarà la prima lingua negli USA. La  base è nuova e vota diversamente. La politica deve dare risposte adeguate alle richieste. Altrimenti quella politica perderà anche in futuro. I Repubblicani spariranno, se non recupereranno la loro identità nei confronti delle imprese e della base sociale. La loro politica è vecchia, come vecchi sono i loro elettori bianchi.

Joseph Brodsky

USA. Sistema di governo diviso. Da sempre. Il sistema elettorale e la costituzione USA da secoli garantisce una ripartizione dei poteri: il Presidente è bilanciato da un Congresso non necessariamente “suo” e dalla corte Suprema. Troppo potere, troppa “maggioranza” non va. Lo ha detto bene Joseph Brodsky, premio Nobel 1987 per la letteratura, nel suo libro “Il canto del pendolo” (Adelphi): “Diffidate dalle maggioranze troppo compatte, degli eserciti troppo potenti, delle uniformità del giudizio: dentro tutto ciò più facilmente si può nascondere il male”.

.... no buono, no buono

USA: molto potere agli organi esecutivi, ma per periodi brevi: massimo due mandati. I rappresentanti del popolo (Congresso) possono invece essere rieletti a vita. Rieletti, non nominati dall’alto: ecco la differenza rispetto all’attuale sistema elettorale italiano, che prevede le liste bloccate, individuate dalle segreterie dei partiti, rieleggibili n volte. Come il governo, del resto, per il quale non esiste limite a due mandati. Bene invece nei nostri Comuni: Sindaco? Due mandati e basta. Non bene nelle nostre Regioni, Lombardia docet! Bene nella Provincia Autonoma di Trento: bene il Governatore Dellai che non aderisce alle sollecitazioni di modificare la legge elettorale per aumentare il numero dei mandati (propri, innanzi tutto).

USA: in poche ore il voto. La legge elettorale è la stessa da secoli. Idem i partiti. Cambiano le persone. Italia: tutto al contrario. Cambia tutto il resto. Tranne le persone.

USA, si accetta la sconfitta elettorale. Italia, al contrario.

2 – Too big to fail, film del 2011, trasmesso in questi giorni dalle reti RAI, due volte in due giorni.

Gotter Dammerung, la caduta degli Dei

Sconcertante cronaca della crisi finanziaria del 2008 e del fallimento del colosso Lehman Brothers. Henry “Hank” Paulson è il segretario del Tesoro ed ex Presidente e Amministratore Delegato di Goldman Sachs. Attorno a lui si muovono i magnati che governano l’economia del pianeta: il Presidente della Federal Reserve; il Presidente della New York Federal Reserve Bank; il Presidente e Amministratore Delegato di JP Morgan Chase; l’Amministratore Delegato della Lehman Brothers. Il film attraversa le intricate iniziative di questi potenti alle prese con l’avvio del più grave crack finanziario dal 1929 e le manovre elaborate nei feudi dell’alta finanza e nei corridoi della politica, con particolare attenzione alle illusioni e alla sete di potere di quelli che si sentono “troppo grandi per fallire”.

In sintesi: il Governo USA destinò centinaia di miliardi alle banche sotto forma di aumento di capitale con azioni privilegiate (senza diritto di voto) con l’intesa che le banche avrebbero aumentato il credito erogato alla clientela, il che non avvenne. In compenso, gli emolumenti del top management bancario salirono a circa 140 milioni di dollari USA.

Ma questo succede solo negli USA. In Europa no … no …. non in Europa, in Europa no … in Italia poi, men che meno … gli emolumenti dei nostri “Top men” nell’industria, nel sistema burocratico, nella politica, nel credito, nel settore assicurativo, nelle forze di polizia, etc. sono assolutamente equi e contenuti ….. o no? Vedo facce perplesse fra i miei lettori … forse che anche qui da noi vi sono persone che si ritengono troppo “grandi” (great & big) per fallire o più semplicemente per vedersi ridurre gli emolumenti a livelli consoni con la crisi che attanaglia la maggior parte delle famiglie italiane?