LORENZO DELLAI A ROMA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Novembre, 2012 @ 7:09 am

Detto altrimenti: Autonomia come Risorsa, anche Politica, anche centrale

Dalle Alpi alla Piramide, dal Trentino a Roma, Verso la Terza Repubblica. Alla Piramide? Non a quella di Keofe, bensì a quella S. Paolo, a Roma. Piramide S. Paolo – Roma: la parte per il tutto, una sineddoche. Il nostro Governatore Lorenzo Dellai, si, “nostro” perchè questo blog si chiama “Trentoblog”, non “Altra città-blog”, il nostro Governatore, dicevo, è andato a Roma. Fra l’altro ha detto che Autonomia Speciale significa produrre risorse, non distruggerle. In questo caso produrre al centro (del Paese) quello che si è già prodotto ai suoi confini: cioè capacità di governo e – lasciatemi dire – capacità di pre-vedere, pre – configurare gli scenari futuri. Caratteristica che Lorenzo possiede fortissima.

Prevedere. Cosa si prevede che avvenga nel prossimo futuro? No, non mi riferisco alla politica, ma al destino della gente che già oggi non ce la fa. Lorenzo, dillo a Roma: OCCORRE LA POLITICA DEI CONTENUTI  SUBITO”. Quindi non solo disegnare nuovi scenari politici, nuovi contenitori, pur necessari, ma soprattutto nuovi contenuti. Subito. Altrimenti, cosa possiamo prevedere se non una rivolta sociale?

Don Lorenzo Guetti ha fondato la Cooperazione Trentina (a proposito, venerdì prossimo alle ore 15,00 al Casinò di Arco, Don Marcello Farina presenterà il suo libro “E per un uomo la terra” che racconta appunto la vita e l’opera di Don Lorenzo Guetti). Oggi un altro Lorenzo, senza essere Don, potrebbe fondare la Cooperazione a livello nazionale. Cooperazione in senso figurato, non tecnico come quella di Don Guetti, ma reale. Cooperazione fra la ricchezza e la povertà; fra il pensiero e l’azione; fra forze politiche disorientate; fra l’efficienza e l’efficacia; fra generazioni “uscenti” ed “entranti”; fra passato, presente e futuro.

Qualche idea?

Regionalismo come Autonomia, come applicazione del principio di sussidiarietà, per tutti. Sussidiarietà che non vuol dire “dare sussidi” come taluno pensa,  bensì “non faccia l’ente superiore ciò che può fare meglio l’ente inferiore” . Altro che separatismo, razzismo, riti barbarici e polle d’acqua alle sorgenti dei fiumi!

Riscriviamo la lista delle priorità: prima e in luogo di nuove grandi opere infrastrutturali (che fra l’altro non servono!) occupiamoci della manutenzione del territorio del Paese e dirottiamo su di essa quelle risorse. Siamo sott’acqua, l’Italia affoga nel fango.

La giustapposizione fra somme da incassare e somme da spendere-investire deve essere fatta fra “grandezze reciprocamente commensurabili”. Un esempio: non parrebbe del tutto condivisibile sottolineare che in tre anni saranno destinati a famiglie e imprese “ben” 3,5 miliardi (!?) mentre su altro fronte non si tassano i capitali in svizzera per 40 miliardi; si fanno sconti fiscali di 90 miliardi ai gestori della case da gioco; si acquistano cacciabombardieri per 10 miliardi; si insiste per l’inutile TAV (20-40 miliardi), si quantifica l’evasione fiscale (100 miliardi? Non so, ditemi voi); si quantifica la corruzione (altri 100? Non so, ditemi voi). Fra l’altro, mi domando: se ho gli elementi per quantificare, forse potrei usarli anche per prevenire e perseguire.

Poliziotti riconoscibili, un numero sui giubbetti e sui caschi. Noi l’avevamo detto (v. post del 15 aprile scorso). Oggi ci dicono che molti stati europei già lo fanno. E allora, noi cosa aspettiamo? Democrazia, legalità, non derive di triste, non troppo lontana memoria.

Riduzione del numero dei parlamentari e rimborsi elettorali …. come si grida in certe emergenze? “C’è un medico in sala?” Cioè, c’è qualcuno in sala che ci può aiutare?

“Un giorno un indovino mi disse”, Tiziano Terzani. Un giorno un mio amico, senza essere indovino, mi disse: “Vedrai che con questa crisi, costretti a tirare la cinghia come siamo, ci vedremo offrire sconti purchè si sia disposti a pagare in nero”. Ieri l’ho incontrato. Mi ha confermato che le cose stanno così. Lotta alla mini evasione diffusa? Quando mai? Il fenomeno sta dilagando. Infatti tutti, chi offre servizi e merci e chi le acquista, costretti dal bisogno, preferiscono rischiare sanzioni ma tendono a “disintermediare” il fisco e praticare ed ottenere sconti a fronte di pagamenti in nero, a cominciare dalla ricevuta di pochi euro per un parcheggio di poche ore dell’auto.

Ieri sera. RAI 3. Report. Banca Popolare di Milano. Il Presidente ai domiciliari. Ce ne è stato per tutti. Fornitori privilegiati. Consulenze d’oro. Finanziamenti anche. Ne cito solo un paio. La banca finanzia (140 milioni!) la Atlantis di Corallo (gioco d’azzardo). La Atlantis evade il fisco. Concordato. Concorda, se la cava con poco (cfr. miei recenti post). Giri di denaro molto, molto sospetti. Acquisti immobiliari imponenti da parte di politici. Immobili gestiti da loro cognati. Di chi sono gli immobili? Di società svizzere. Anonime, naturalmente. Non se ne conoscono né i proprietari né i bilanci. Un tale che lavora all’antiriciclaggio, afferma: “Basterebbe una semplice legge: è vietata ogni forma di transazione con società coperte dall’anonimato”. Non l’abbiano, questa legge. Facciamola. Contribuirà in modo significativo alla lotta alla mega corruzione e alla mega evasione fiscale.

Altri obiettivi? Lasciamo spazio ai lettori


  • Kubo

    Poliziotti riconoscibili: allora io pretendo, anzi, noi, mogli dei poliziotti, pretendiamo che per accedere alle manifestazioni vengano registrati tutti i Black Block e tutti i partecipanti (con codice fiscale e registrazione dei documenti di identità validi). Che se resto vedova per un’altro possibile “Giuliano” io possa andare ad ammazzarlo con le mie stesse mani!

    • Riccardo Lucatti

      @Kubo. Gentile lettrice, Voltarire diceva: “Non condivido le tue idee ma mi batterò al massimo perchè tu possa esprimerle”. Io sono figlio di un carabimiere nato nel 1912. Fai un po’ tu i conti cosa ha passato e vissuto mia padre. Fin da piccolo mi insegnava: “L’uso privato della forza, solo in un caso: legittima difesa. L’uso della forza “pubblica” solo nei limiti della legge.” Io aggiungo: non certo per manganellare i ragazzi della Diaz o quest’ultimo studente, colpito più volte al viso mentre era a terra, inerme, disarmato, immobilizzato da altri due agenti.

  • Kubo

    Secondo me, se vanno li, è perchè le vogliono prendere. Ricordiamoci anche di quel gradasso che ha offeso il militare che faceva da scudo agli operai alla TAV. Ha offeso pesantemente lui, la sorella, la madre. Ricordiamoci che se poi uno si prende una manganellata in faccia è perchè se lo merita.

    • Riccardo Lucatti

      @Kubo. Direi che non è più il caso di ripetere tesi già piùvolte espresse. Da parte mia, vedi risposta precedente

  • Kubo

    Hai ragione, in fin dei conti… se non ghè nient non ghe ne ven fora.
    Ne parlerò con la mia dolce metà, poliziotto, cosa ne pensa.