LA SPERANZA NON E’ IN VENDITA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Febbraio, 2013 @ 5:29 pm

Detto altrimenti: è un libro, un libro di Don Luigi Ciotti, (Giunti- Edizioni Gruppo Abele), regalatomi da una cara amica (Giovanna L.)

Don Ciotti, e chi non lo conosce? Qui a Trento poi, è appena venuto per i funerali di Don Dante Clauser. Don Ciotti. Il prete antimafia? No, dice lui, tutti i preti sono antimafia: fra il Vangelo e le mafie vi è un abisso incolmabile. Ma il suo libro, anzi, questo suo libro (come gli altri, del resto), è molto di più. Non è solo “anti -“, ma è soprattutto un libro “pro -“, “a favore di -” , a favore della crescita culturale, morale, sociale, politica di tutti, anche dei non credenti.

Vi riassumo alcuni stralci del suo pensiero, fra i moltissimi spunti che il testo ci offre.

La denuncia del male da sola non è sufficiente. Deve essere accompagnata da un impegno concreto per costruire giustizia.

L’individualista non condivide. L’individualismo ha minato la politica.

La superficialità è dannosa: ci porta ad occuparci solo di ciò che “fa notizia”.

Il linguaggio troppo tecnico è nemico della comprensione da parte di tutti.

La crisi economica non è uguale per tutti: c’è chi fruga nei bidoni della spazzatura alla ricerca di cibo o altro e c’è chi acquista un’auto da 100.000 euro.

Vista dalla strada la crisi non è il PIL, ma la fame e le malattie per due miliardi di persone.

Di fronte al disagio sociale emrge la tendenza a governare in maniera repressiva.

Lavoro: ognuno deve potere lavorare, e lavorare secondo le sue attitudinim, non “a chiama” là dove serve, anche se non viene rispettata la sua attitudine e la sua intelligenza (contyro la “flessibilità sul lavoro”, n.d.r.).

Dei delitti e delle pene: i delitti diminuiscono, la popolazione carceraria cresce. Dal 1991 al 2010 i carcerati sono passati da 35.469 a 67.961, pur in un contesto di stabilità-flessione dei reati (fonte: Min. Interni e Istat).

La NFO, Nuova Finanza Organizzata 8questa sigla è mia, n.d.r.): mano invisibile rapinatrice.
I diritti diventano lussi.

I migranti; la storia del mondo è storia di popoli che migrano. E allora? Ammetterli solo se hanno un contratto di lavoro, stipulato fra soggetti che stanno a migliaia di km di distanza, di cui uno in pieno deserto?

II “soggiorno a contratto” :se ti levo il contratto, tu perdi il diritto al soggiorno. Quindi sei mio schiavo.

L’ideologia dell’odio, dell’indifferenza, della competizione, del disinteresse per chi “perde”.

Non è condivisibile la concezione USA secondo la quale “è giusto che il più capace e intraprendente sia premiato da Dio con la ricchezza”.

Leggi razziali di ieri e di oggi: anche il silenzio è complicità.

Vangelo e Costituzione.

La natura è “disuguale”. L’uguaglianza è un frutto umano e non significa “tutti uguali”, ma “uguale rispetto” per tutte le diversità (che la natura ci offre).

L’altro sono io. Nel “volto” dell’altro l’altro vede me ed io lui.

La sicurezza si costruisce con l’inclusione, non con l’esclusione.

Servono poche leggi, chiare (plurimae leges, corruptissima republica, n.d.r.).

Obiettivo dei governi: non il governo della povertà, ma la sua eliminazione.

La dignità e la libertà: o esistono per tutti oppure non esistono per nessuno.

Occorre ridurre le disuguaglianze, separare il pubblico dal privato, rispettare l’ambiente, non rinchiudersi negli egoismi nazionali, promuovere la cultura, lasciarsi alle spalle al società dell’ “io”.

Libertà è vivere per gli altri. Schiavitù è vivere come gli altri, perchè gli altri sono così ed allora anch’io …

Occorre trasformare la facoltà di pochi in diritto di tutti.

Il potere si misura non in termini di arbitrio, ma di responsabilità.

La responsabilità deve essere presente non solo negli atti pubblici ma anche nella vita privata.

Mi fermo qui, Sono arrivato a pagina 53 sulle 126 totali. Il resto scopritelo voi stessi: si tratta di un libretto di facile e veloce lettura, quasi un manualetto tascabile, ma “multa paucis”, cioè che dice molte cose con poche parole e poche pagine. Leggetelo, ne vale la pena.

Fine del post

Ceterum censeo familiam Riva de possessione ILVAE deiciendam esse”, e cioè ritengo che occorra espropriare l’ILVA alla famiglia Riva, per evitare di essere costretti a scegliere fra due mali: la perdita di posti di lavoro o della salute pubblica. Il prezzo potrebbe essere corrisposto in “Monti bond Serie Speciale ILVA irredimibile 2%”, al netto delle somme trattenute per il risarcimento dei danni provocati, per l’adeguamento degli impianti, per il ripristino ambientale e per pagare gli operai anche se – nel frattempo – costretti a casa.

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