La Giornata della Memoria

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Gennaio, 2012 @ 2:22 pm

Detto altrimenti: ricordiamo, perchè tutto ciò non si ripeta.

La tragedia degli Ebrei sotto il nazismo non deve essere dimenticata. Bene quindi alla ripubblicazione del libro “Exodus”.
Mi permetto di unire a questo drammatico ricordo anche tutti gli altri popoli perseguitati e martoriati sia pure con modalità diverse. Per citarne solo alcuni: i Moldavi, ad opera del nazismo e del comunismo; gli stessi Palestinesi; gli Armeni; gli indios della Patagonia.
Al riguardo, suggerisco alcuni libri, rispettivamente nell’ordine: “Nel sonno non siamo profughi” di Paul Goma; “Con il vento nei capelli, di Salwa Salem; “La masseria delle allodole” di Antonia Aslran (e la sua continuazione, della stessa Autrice, “La strada per Smirne”); “Cacciatori di indios” di Francisco Coloane.

P.S.: Questa sera siamo presso la biblioteca del Comune di Zambana Nuova (TN) ad ascoltare il monologo di Alfonso Masi “Tu passerai per il camino”. Segue mio post fra un giorno o due.


  • Gian Franco

    in Russia furono trucidati 60.000.000 di cittadini delle repubblice sovietiche ad opera non solo di Stalin.

  • Gian Franco

    posso fare un commento fuori argomento? SUGLI ITALIANI? Massimo Gramellini sulla Stampa dice””””Cara Europa, impara da noi la scaltra mossa del cavallo””””” faccio una sintesi:
    siamo si chiaccheroni, ma di bell’aspetto e maniaci della moda. Il calzino bianmco da noi è perseguito per legge specilamente se indossato con un sandalo. Sul lato latin lover la propensione al sesso cresece con l’età. Da giovani si fa con il contagocce mentre superati i 50 anni ci tuffiamo a rotta di collo. Siamo l’unica nazione ad aver avuto un presidente del consiglio settantenne con la bandana in testa come i tennisti e i cantanti rap. Sono sicuro delle soddisfazioni! Non è vero che nessuno paga le tasse. I dipendenti e i pensionati le pagano fino all’ultimo cent. Non abbiamo il senso dello Stato è lo Stato che ci fa senso. Siamo Patria solo da un secolo e mezzo. Per duemila anni abbiamo dovuto inginocchiraci a decine di invasori cercando, ovviamente, di fregarli.
    Sulla scacchiera europea tutte le pedine si muovono il orrizontale e in verticale. Solo il cavallo italiano riesce a spuntare là dove nessuno l’aspetta. Non siamo coraggiosi ma scaltri. La nostra filosofia di vita è il contropiede e non solo nel calcio. La cultura cottolica ci rende tolleranti verso il peccato, specie se siamo noi a commetterlo. Nessuno parla male del proprio Paese come noi, ma solo perchè ci consideriamo talmente fortunati a essere nati qui e possiamo permetterciu qualsiasi lusso: anche sputare su quella fortuna.